Pasqua di Risurrezione del Signore

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Domenica di Pasqua
autore: Noël Coypel anno: 1700 titolo: La resurrezione di Cristo luogo: Museo delle Belle Arti, Francia
Nome: Domenica di Pasqua
Titolo: Risurrezione del Signore
Ricorrenza: 5 aprile
Martirologio: edizione 2004
Tipologia: Solennità
Patrono di:
Cherasco


Alla sera del venerdì, appena Gesù ebbe reso lo spirito, un soldato, per assicurarsi che fosse veramente morto, gli trapassò il cuore con una lancia. Giuseppe d'Arimatea, nobile decurione, e Nicodemo chiesero a Pilato il corpo adorabile di Gesù e, ottenutolo, lo avvolsero in una sindone con aromi e lo deposero in un sepolcro nuovo, scavato nella roccia viva.

Il giorno seguente, i Principi dei Sacerdoti, ricordandosi che Gesù aveva detto che dopo tre giorni sarebbe risorto, domandarono a Pilato di far custodire il sepolcro per tre giorni, affinché — dicevano essi — non vengano i suoi discepoli a rapirne il corpo, e poi dicano che è risorto. Pilato acconsentì, e furono posti dei soldati a guardia del sepolcro, e la pietra fu suggellata.

Al terzo giorno, di buon mattino, si sentì un gran terremoto: un angelo sfolgorante di luce discese dal cielo, rovesciò la pietra del sepolcro e vi si sedette sopra. Gesù, vincitore della morte e dell'inferno, era risorto come aveva promesso. Le guardie, sbigottite, caddero come morte, ma poi, riavutesi, corsero in città a dare l'annuncio dell'accaduto ai Principi dei Sacerdoti. Questi, però, diedero loro del denaro affinché dicessero: «Mentre dormivamo, sono venuti i suoi discepoli e ne hanno portato via il corpo».

Al mattino presto, le donne si recarono al sepolcro, portando con sé gli aromi che avevano preparato. Trovarono che la pietra era stata rimossa dal sepolcro e, entrate, non trovarono il corpo del Signore Gesù. Mentre si domandavano che senso avesse tutto questo, ecco che due uomini si presentarono a loro in abito sfolgorante. Le donne, impaurite, tenevano il volto chinato a terra, ma quelli dissero loro:
«Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risorto. Ricordatevi come vi parlò quando era ancora in Galilea e diceva: “Bisogna che il Figlio dell’uomo sia consegnato in mano ai peccatori, sia crocifisso e risorga il terzo giorno”».

È ancora buio e le donne si recano al sepolcro di Gesù, le mani cariche di aromi. Vanno a prendersi cura del suo corpo, con ciò che hanno, come solo loro sanno fare. Sono le donne che lo avevano seguito dalla Galilea, sostenendolo con i loro beni in ciò che era necessario. Con lui avevano assaporato la ricchezza del «più che necessario», giorni di libertà felice, germogli di un mondo nuovo. Sono le stesse che stavano sotto la croce. Lo avevano guardato morire. E nessuno a soccorrerlo. Ora vanno al sepolcro: ciò che le muove non è un atto di fede nella divinità di Gesù, né una speranza segreta, ma un atto d’amore. Lo amano ancora, semplicemente, ma è ciò che rimette in marcia la vita: «Non è possibile amare la divinità di Cristo se non amando prima la sua umanità» (Heidewick di Anversa).

Il racconto di Luca è di estrema sobrietà: «Entrarono e non trovarono il corpo del Signore». Tutto si blocca: l’assenza del corpo di Gesù entra dolorosamente in loro come uno smarrimento, un vuoto pieno solo di domande. E alla desolazione si aggiunge la paura: due uomini vestiti di lampi. Come è contrastata la fede di Pasqua! Quasi fossero doglie di parto. Si innesta su una ferita, su un’assenza patita dolorosamente, su una perdita.

Perché cercate tra i morti colui che è vivo?

Voi state cercando il vostro tesoro perduto, avete fame di colui che vi ha riempito di senso le vite.

Perché cercate colui che è vivo?

Bellissimo nome di Gesù: Lui è il Vivente. Non solo è vivo adesso, come uno che non è più un morto, ma è il Vivente, colui che continuamente vive, cui appartiene il vivere, l’autore della vita. La sua missione, la sua azione è germinare vita, fiorire vita.

Non è qui, è risorto, si è alzato.

I Vangeli raccontano la risurrezione di Gesù con i due verbi del mattino dell’uomo: svegliarsi e alzarsi. Come se i nostri giorni fossero una piccola risurrezione quotidiana, e la Pasqua un giorno senza più tramonto.

Ma la tomba vuota non basta, gli angeli non bastano perché la fede venga alla luce:
«Ricordatevi come vi parlò: bisogna che io sia crocifisso e risorga...»
ed esse ricordarono le sue parole.

Adesso tutto esplode. Le donne ricordano, credono perché ricordano, credono non per le parole degli angeli, ma per la Parola di Gesù. Credono prima di vedere. Non sono le apparizioni che fanno credere, né le vesti sfolgoranti: ciò che fa credere è sempre la sua Parola, Vangelo custodito anche nei giorni della perdita e dell’assenza.

Le donne hanno conservato quelle parole perché lo amano, perché nell’uomo si imprime e persiste solo ciò che ci sta davvero a cuore. Principio di ogni incontro con il Vivente è, anche per noi, la custodia amorosa della sua Parola.

MASSIMA. Il nostro Agnello pasquale, Cristo, è stato immolato. Perciò facciam festa non col vecchia lievito della malizia, ma con gli azimi della parità e della verità. S. Paolo ai Corinti.

PRATICA. La solennità di tutte le solennità che la Provvidenza ha voluto assegnarvi in questo mese, sollevi al cielo il vostro spirito, la mente ed il cuore: tutto quello che non è pel cielo, è tutto perduto. O Adamo, felice il tuo peccato Che un sì gran Redentor ci ha meritato!

MARTIROLOGIO ROMANO. In questo giorno, che il Signore ha fatto, solennità delle solennità e nostra Pasqua: Risurrezione del nostro Salvatore Gesù Cristo secondo la carne.




ICONOGRAFIA


L'iconografia della Resurrezione di Cristo vanta di tantissime opere d'arte quasi sempre raffiguranti il Cristo che risorge dal sepolcro con una bandiera crociata simbolo della resurrezione, insieme a lui in basso quasi sempre troviamo i soldati che erano di guardia al sepolcro, in molte rappresentazioni sono presenti anche le donne che portarono gli aromi sulla tomba del Signore, Maria Maddalena, Maria di Cleofa e Giovanna la Mirofora o Maria Solome. Una delle più celebri rappresentazioni della resurrezione è sicuramente quella di Raffaello che con i suoi meravigliosi colori esalta la forza e la bellezza della scena dove oltre ai tipici soggetti sono visibili anche due splendidi angeli che sono i primi testimoni e gli interpreti del Risorto e che aprono la strada all’annuncio di vittoria sulla morte e avranno un ruolo importante nell'incontro con le Tre Marie

Resurrezione di Crist
titolo Resurrezione di Crist
autore Raffaello anno 1501-1502


Anche la magnifica opera di Piero della Francesca conservata nel Museo Civico di Sansepolcro è una grande rappresentazione della scena con i soldati che sono addormentati.

Resurrezione
titolo Resurrezione
autore Piero Della Francesca anno 1458-1474


Anche la celebre opera di Peter Paul Rubens conservata a Palazzo Pitti di Firenze rappresenta come Cristo si leva trionfante, reggendo il vessillo crociato, con un angelo che lo scopre e due putti che gli reggono la corona di spine.

Resurrezione di Cristo
titolo Resurrezione di Cristo
autore Pieter Paul Rubens anno 1616 circa


Di notevole fascino anche l'opera di Domenico Ghirlandaio artista del XV sec

Resurrezione di Cristo
titolo Resurrezione di Cristo
autore Domenico Ghirlandaio anno 1490-1498

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Domande Frequenti

  • Quando si festeggia Gesù Risorto nel 2026?

    Gesù Risorto nel 2026 si festeggia il 5 aprile

  • Di quali comuni è patrono Gesù Risorto?

    Gesù Risorto è patrono di Cherasco

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