Sabato Santo

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Sabato Santo
autore: Domenico Beccafumi anno: 1530-1535 titolo: Discesa di Cristo al Limbo luogo: Pinacoteca nazionale, Siena
Nome: Sabato Santo
Titolo: La discesa agli inferi
Ricorrenza: 4 aprile
Martirologio: edizione 2004
Tipologia: Solennità


Il terzo giorno del Triduo Pasquale è il Sabato santo, che commemora la discesa agli inferi di Nostro Signore Gesù. Gesù vi resta per un breve tempo, compiendo la sua vittoria sulla morte e sul diavolo, liberando le anime dei buoni e giusti morti prima di lui e aprendo loro le porte del Paradiso.

Il Signore entrò da loro portando le armi vittoriose della croce. Adamo fu il primo ad incontrare Gesù e, percuotendosi il petto per la meraviglia, gridò a tutti:
«Sia con tutti il mio Signore».
E Cristo rispondendo disse ad Adamo:
«E con il tuo spirito».

E, presolo per mano, lo scosse dicendo:
«Svegliati, tu che dormi, e risorgi dai morti, e Cristo ti illuminerà.
Io sono il tuo Dio, che per te sono diventato tuo figlio;
che per te e per questi, che da te hanno avuto origine, ora parlo,
e nella mia potenza ordino a coloro che erano in carcere: Uscite!
A coloro che erano nelle tenebre: Siate illuminati!
A coloro che erano morti: Risorgete!
A te comando: Svegliati, tu che dormi!
Infatti non ti ho creato perché rimanessi prigioniero nell'inferno.
Risorgi dai morti. Io sono la vita dei morti.
Risorgi, opera delle mie mani! Risorgi, mia effige, fatta a mia immagine!
Risorgi, usciamo di qui! Tu in me e io in te siamo infatti un'unica e indivisa natura.
»

«Per te io, tuo Dio, mi sono fatto tuo figlio.
Per te io, il Signore, ho rivestito la tua natura di servo.
Per te, io che sto al di sopra dei cieli, sono venuto sulla terra e al di sotto della terra.
Per te, uomo, ho condiviso la debolezza umana,
ma poi son diventato libero tra i morti.
Per te, che sei uscito dal giardino del paradiso terrestre,
sono stato tradito in un giardino e dato in mano ai Giudei,
e in un giardino sono stato messo in croce.
Guarda sulla mia faccia gli sputi che io ricevetti per te,
per poterti restituire a quel primo soffio vitale.
Guarda sulle mie guance gli schiaffi,
sopportati per rifare a mia immagine la tua bellezza perduta.
Guarda sul mio dorso la flagellazione subita
per liberare le tue spalle dal peso dei tuoi peccati.
Guarda le mie mani inchiodate al legno per te,
che un tempo avevi malamente allungato la tua mano all'albero.
Morii sulla croce e la lancia penetrò nel mio costato,
per te che ti addormentasti nel paradiso e facesti uscire Eva dal tuo fianco.
Il mio costato sanò il dolore del tuo fianco.
Il mio sonno ti libererà dal sonno dell'inferno.
La mia lancia trattenne la lancia che si era rivolta contro di te.
»

«Sorgi, allontaniamoci di qui.
Il nemico ti fece uscire dalla terra del paradiso.
Io invece non ti rimetto più in quel giardino,
ma ti colloco sul trono celeste.
Ti fu proibito di toccare la pianta simbolica della vita,
ma io, che sono la Vita, ti comunico quello che sono.
Ho posto dei cherubini che come servi ti custodissero.
Ora faccio sì che i cherubini ti adorino quasi come Dio,
anche se non sei Dio.
»

«Il trono celeste è pronto, pronti e agli ordini sono i portatori,
la sala è allestita, la mensa apparecchiata,
l'eterna dimora è addobbata, i forzieri aperti.
In altre parole, è preparato per te dai secoli eterni
il regno dei cieli».


Compiuta tale missione, l’anima di Gesù si ricongiunge al corpo nel sepolcro: ciò costituisce il mistero della risurrezione, centro della fede di tutti i cristiani, che verrà celebrato nella seguente domenica di Pasqua.

Questo giorno è dunque incentrato sull’attesa dell’annuncio della risurrezione, che avverrà nella solenne Veglia Pasquale. Tale attesa viene professata da alcuni Simboli antichi e tuttora dalla preghiera eucaristica, quale annuncio di salvezza per ogni uomo: nessuno è escluso dalla salvezza che Dio ha preparato per gli uomini in Cristo, nessuno è smarrito, Dio si fa solidale anche nella morte.

Per quanto le tradizioni delle Chiese siano unanimi nel ritenere per fede questo aspetto della Pasqua, si tratta di un articolo del Simbolo sovente trascurato. Introducendo la celebrazione comunitaria dell’Ufficio delle Letture e delle Lodi del mattino, o come breve omelia, questo mistero può essere adeguatamente presentato quale tesoro di fede della Chiesa.

La Chiesa cattolica considera degno di lode protrarre il digiuno ecclesiastico e l’astinenza dalla carne anche per tutto il Sabato Santo; tuttavia non ne fa un obbligo per i fedeli.



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