Basilica di Santa Giustina

Santa Giustina di Padova
Nome: Basilica di Santa Giustina
Titolo: Basilica abbaziale
Indirizzo: Via Giuseppe Ferrari, 2/A - Padova


La Basilica di Santa Giustina è situata sulla grande piazza di Prato della Valle a Padova, ed è tra le più grandi della Cristianità. La prima Basilica con oratorio è sorta dopo il 520 ad opera di Opilione, prefetto del pretorio e patrizio, decorata con marmi preziosi e mosaici. Successivamente fu annesso un monastero benedettino; dopo la ricostruzione seguita al terremoto del 1117, fu poi demolita nel 1502 per realizzare l'opera odierna tra il 1532 e il 1579 a cui diversi architetti hanno lavorato.

L'ESTERNO


Imponente quanto essenziale, misura ben 118,5 m di lunghezza e 82 m di larghezza, la Basilica di Santa Giustina offre allo sguardo la facciata rimasta incompiuta che sarebbe dovuta essere ricoperta probabilmente di marmo bianco.

In ruvida pietra, presenta tre portali in bronzo, quattro nicchie vuote e un grande rosone. Inoltre sulla gradinata si trovano due grifi in marmo rosso di Verona.

Alzando lo sguardo notiamo sulla sua sommità diverse cupole sorrette da 26 pilastri. Quella principale e più grande è alta ben 70 metri e sulla cima porta una lanterna sovrastata dalla statua di Santa Giustina. Le altre 4 cupole invece recano le statue di San Prosdocimo, San Daniele, San Benedetto e del Beato Arnaldo.

Il campanile, di circa 82 metri di altezza, sostiene 7 campane del XVIII secolo.

L'INTERNO


Una volta varcato l'ingresso la grandezza e la solennità dell’edificio si notano ancora di più. Vasta e luminosa, è a croce latina e si presenta divisa da grandi pilastri in tre navate. La luce entra attraverso le cupole finestrate e il pavimento è di marmo di Verona giallo e rosso. Volgendo lo sguardo ci troviamo davanti ben 20 cappelle dedicate a Santi e Beati, 10 per lato, ognuna con le sue pale, i suoi altari, le vetrate, la pavimentazione e le decorazioni.

Iniziando dalla sinistra del presbiterio incontriamo la Cappella del Santissimo Sacramento, adornata da diverse statue tra cui due favolosi angeli adoranti accanto all'altare. Il soffitto a volta è affrescato con una raffigurazione di Angeli ed Apostoli che adorano il Santissimo Sacramento, verso il quale si protendono gli apostoli raffigurati sul catino, che precedono il Signore.

Continuando a camminare troviamo la Cappella del beato Arnaldo da Limena che ne raccoglie le reliquie e il transetto sinistro presso il quale si trovano le reliquie di San Luca Evangelista. Conservate in una stupenda arca con specchi di alabastro orientale inquadrati da un telaio di porfido verde, questa è sorretta da due colonne di granito orientale e due di alabastro più un sostegno centrale di marmo greco formato da quattro angeli.

Proseguendo ecco la Cappella di santa Felicita, i cui vediamo un grandioso altare in marmo bianco e rosso di Francia sovrastato dall'urna contenente le spoglie di santa Felicita monaca, mentre ai lati poggiano due angeli ed i santi Marco e Simone. E poi la Cappella di san Giuliano, in cui le spoglie del santo sono custodite, tra le altre, dalle statue dei santi Andrea e Matteo; la Cappella di san Mauro Abate, con la splendida pala raffigurante San Mauro abate invocato dagli infermi; la Cappella di san Placido Martire; la cappella di San Daniele Levita è dedicata al martire e protettore di Padova, il cui altare è realizzato in marmo rosso di Francia e Carrara; nella cappella di San Gregorio Papa, una pala di Sebastiano Ricci raffigura San Gregorio Papa che invoca la Vergine per la cessazione della peste; la cappella di San Giacomo Minore presenta una pala di Carlo Caliari sul martirio del santo, con decorazioni in marmo intarsiato. .

A destra del presbiterio incontriamo le altre 10 cappelle. La Cappella della Pietà, che adornata da marmi e stucchi ospita l'altare sovrastato da uno straordinario gruppo scultoreo della Pietà; la Cappella di san Massimo Vescovo di Padova che ospita i resti di San massimo, secondo vescovo di Padova e il transetto destro con l'arca di san Mattia Apostolo. La cappella è enorme e presenta ai due lati due enormi tele raffiguranti a destra La missione degli Apostoli e di fronte I Santi Cosma e

Damiano salvati dall'angelo. Dietro l'arca con i resti del santo si apre la porta che conduce al Corridoio dei Martiri costruito nel 1564 per unire la Cappella di S. Prosdocimo alla chiesa attuale.

Al centro del Corridoio trova posto il Pozzo dei Martiri, su cui una grata consente di scorgere sul fondo le ossa dei martiri dell'età di Diocleziano, attorniato da 4 nicchie con 4 statue di terracotta.

Proseguendo il giro vediamo la cappella di Sant'Urio è dedicata al santo custode delle reliquie di San Luca e San Mattia, e ospita l’urna con le sue spoglie. La cappella dei Santi Innocenti è ornata da un altare in marmi pregiati e custodisce le reliquie delle vittime della strage di Erode. La cappella di San Benedetto Abate è adornata da grandi tele che narrano la vita del santo, mentre la cappella di Santa Scolastica ospita una pala di Luca Giordano che raffigura la morte della santa. La cappella di San Gerardo Sagredo è dedicata al martirio del santo e presenta un altare di Alessandro Tremignon. Nella cappella di Santa Geltrude, una pala di Pietro Liberi raffigura l’estasi della santa, mentre la cappella della Conversione di San Paolo conserva una pala attribuita alla scuola di Paolo Veronese che rappresenta questo episodio fondamentale.

Il Corpo di S. Giustina è custodito nell'Altare Maggiore, bellissimo e decorato da un ricchissimo mosaico intarsiato, ai cui lati dei bassorilievi in noce rappresentano S. Pietro che riceve dal Signore le chiavi, battezza Cornelio centurione, il castigo di Anania e Saffira e la Conversione di S. Paolo, la sua predicazione e la sua cattura.

All’interno della Basilica di Santa Giustina si trova il Sacello di San Prosdocimo, uno degli ambienti più antichi e significativi del complesso, dove è custodita la tomba del primo vescovo e patrono di Padova.

Costruito probabilmente nel VI secolo, il sacello è ciò che resta dell’antica basilica opilionea e presenta una pianta a croce greca, una cupola centrale e raffinate decorazioni tardo-antiche. L’altare, realizzato nel 1564, custodisce il corpo del santo in un sarcofago romano collocato sul lato destro rispetto all’abside.

Di grande valore è anche la «pergula», una rara iconostasi in marmo greco del VI secolo, che reca un’iscrizione relativa alle reliquie dei santi apostoli e martiri e conserva la posizione originaria. Il sacello rappresenta uno dei più antichi esempi di architettura sacra cristiana del Veneto e testimonia la lunga devozione verso San Prosdocimo.


VISITA IN TRE DIMENSIONI


L'INTERNO




L'ARCA DI SAN LUCA




IL SACELLO DI SAN PROSDOCIMO


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