Posta nella piazza omonima, la Chiesa di Ognissanti si trova nella parte occidentale di Firenze, nel centro storico, ed è un vero gioiello dell'arte che caratterizza questa città.
Edificata nel 1251, all'inizio appartenente al complesso conventuale dell'ordine Lombardo degli Umiliati, dedito a povertà e lavoro, passò nel 1571 all'ordine dei Francescani, che la rimodernarono secondo lo stile barocco modificandone anche l'assetto originario; venne riconsacrata nel 1582 e intitolata a San Salvatore di Ognissanti.
Ma nonostante le origini appare non sobria come si penserebbe bensì riccamente decorata, sia all'esterno che all'interno.
LA FACCIATA
La facciata
La facciata è in stile barocco risalente al XVII secolo quando vi fu un rifacimento che ne coprì lo stile romanico; stretta e lunga balza all'occhio la splendida lunetta sul portale, in terracotta invetriata, che rappresenta l'Incoronazione della Vergine ed è attribuita a Benedetto Buglioni. La pietra delle origini inoltre venne sostituita dal travertino durante uno dei restauri nel corso del '900.
Il campanile invece è quello originale e si intravede levarsi sulla destra.
L'INTERNO
Ma è l'interno che si apre in tutta la sua magnificenza barocca e che, pur ricco di capolavori, lascia respirare un'aria di pace e spiritualità.
L'interno
Il pavimento in cotto e un'unica navata con altari laterali conducono alla scoperta delle numerosissime opere d'arte racchiuse in quello che potrebbe essere un vero museo.
Alzando lo sguardo si ammira la stupenda decorazione settecentesca del soffitto che presenta uno stupefacente effetto illusionistico al centro: camminando dal fondo il gioco prospettico delle colonne sembrerà creare un piano superiore; al centro della quadratura è raffigurato San Pasquale.
Sul transetto, illuminato da finestre rettangolari che all'esterno lasciano intravedere le ogivali dell'origine, si aprono numerose cappelle, a destra nella prima di esse, la cappella di San Pietro d'Alcantara, dove nel 1510 fu sepolto Botticelli, poco distante dalla cappella funebre di Carolina Bonaparte, sorella di Napoleone, la tomba del grande pittore è però ora dispersa.
Crocifisso di Giotto
Imperdibile nella Cappella dei Caduti il crocifisso di Giotto dai colori davvero stupefacenti come il blu oltremare dei lapislazzuli e di cui purtroppo è andata perduta la parte inferiore.
Proseguendo lungo il lato destro della navata tra gli altri affreschi ne ammiriamo uno dei più antichi, del Ghirlandaio, e uno del Botticelli, salvati dalla distruzione del muro del tramezzo su cui si trovavano. Poco oltre ecco la tomba della famiglia Vespucci, in cui è sepolto anche il grande e noto navigatore Amerigo, di cui abbiamo uno dei pochissimi ritratti.
L'organo
Lungo il lato sinistro della navata, anch'esso pieno di meraviglie, troviamo tra le altre opere uno stupendo crocifisso trecentesco posto sotto la ricca balconata che sorregge un organo barocco.
In una cappella nel transetto sinistro possiamo ammirare anche un altro crocifisso cinquecentesco dell'artista tedesco Veit Stoss.
Non si può non rimanere abbagliati dalla ricchezza della decorazione del presbiterio, dai marmi policromi dell'altare maggiore disegnato da Jacopo Ligozzi e composto di pietre dure, dagli affreschi della volta. E poi le statue, le tele e ancora il crocifisso bronzeo seicentesco di Bartolomeo Cennini.
Cenacolo del Ghirlandaio
Persino nella sagrestia vi sono delle opere magnifiche quali gli affreschi della Crocifissione di Taddeo Gaddi e quelli della Resurrezione e Ascensione di Andrea Bonaiuti o forse Pietro Nelli. Di grande pregio il Cenacolo del Ghirlandaio, nel refettorio dal quale si accede attraverso il chiostro, meno famoso certamente di quello di Leonardo, ma non meno incantevole e rappresentativo in cui ad esempio Giuda è raffigurato di spalle a rimarcare il tradimento che avverrà di lì a poco.
Affreschi nel chiostro
Lo stesso chiostro, del XVI secolo, mostra un magnifico ciclo di affreschi sulla vita di San Francesco.
E come non menzionare anche la cappella che custodisce un saio indossato dal frate, o quella dedicata alla Vergine di Guadalupe, cara ai messicani.
Ovunque ci voltiamo è arte sacra, ogni affresco, statua, rappresentazione, non può che attirare sguardi estasiati del visitatore ma il tutto è solo una stupenda cornice alla spiritualità Francescana, al raccoglimento e alla preghiera.
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