Il Monastero di Sant'Antonio in Polesine è un complesso monastico situato nella parte più antica di Ferrara. Fondato nel XIII secolo dalla Beata Beatrice II d'Este, figlia del marchese Azzo VII d'Este, il monastero fu il primo convento femminile della città estense, destinato ad accogliere Beatrice e altre giovani desiderose di seguire la regola benedettina.
Il nome "in Polesine" non si riferisce all'area geografica del Polesine, ma alla posizione originaria del monastero, che sorgeva su un'isola circondata dalle acque del Po.
L'interno del monastero ospita preziosi affreschi di diverse epoche. Le cappelle laterali del "coro delle monache" presentano cicli pittorici attribuiti alla scuola giottesca, realizzati tra il 1315 e il 1320, raffiguranti scene dell'infanzia di Gesù, della vita della Vergine e della Passione di Cristo. La cappella centrale contiene affreschi di epoche successive, tra cui un'Annunciazione di Domenico Panetti del XV secolo e decorazioni a grottesche del XVI secolo.
Il monastero è tuttora abitato dalle monache benedettine, che mantengono vive tradizioni spirituali e musicali. Ogni giorno, alle ore 15:00, viene cantata in italiano la Preghiera dell'Ora Nona accompagnata dalla cetra, mentre alle 17:00 si svolgono i Vespri con canti gregoriani.
Un evento particolare legato al monastero è il "miracolo di Beatrice". Ogni anno, da ottobre a metà marzo, dalla lapide della Beata Beatrice d'Este fuoriesce un liquido trasparente, fenomeno che raggiunge il suo apice intorno al 18 gennaio, anniversario della sua morte, e cessa il 21 marzo. Questo liquido viene raccolto in ampolle e può essere richiesto alle suore.
Per visitare gli affreschi, il monastero è aperto dal lunedì al sabato, dalle 9:30 alle 11:30 e dalle 15:15 alle 16:45. L'ingresso è a donazione libera e si consiglia la prenotazione per gruppi fino a 15 persone.
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