Il Beato Salvatore Estrugo Solves, in spagnolo Salvador Estrugo Solves, nacque il 12 ottobre 1862 ad Alzira, nella provincia di Valencia, in Spagna. Fu sacerdote della diocesi di Valencia e svolse il suo ministero in diverse località della regione prima di diventare cappellano dell'ospedale di Alberic. Morì martire durante la persecuzione religiosa del 1936.
Salvatore nacque in una famiglia di agricoltori profondamente cattolica. Fin da giovane maturò la vocazione al sacerdozio e, sostenuto dalla propria famiglia, intraprese gli studi ecclesiastici.
Entrò nel Seminario di Valencia, dove compì la propria formazione filosofica e teologica. Ricevette l'ordinazione sacerdotale nel 1888, iniziando così un lungo ministero che sarebbe durato quasi cinquant'anni. :contentReference[oaicite:1]{index=1}
Nel corso degli anni don Salvatore svolse diversi incarichi pastorali nella diocesi di Valencia. Fu coadiutore e parroco o reggente in varie località, tra cui Cocentaina, Tous, Lucena, Alfara de Torres-Torres, Guadassuar, Dos Aguas, Benigànim, Pinedo e Siete Aguas.
Il suo ministero lo portò quindi a conoscere realtà e comunità diverse, dedicandosi alla cura pastorale dei fedeli e alla vita delle parrocchie nelle quali veniva inviato. :contentReference[oaicite:2]{index=2}
Nel 1931 Salvatore Estrugo Solves venne nominato cappellano dell'ospedale di Alberic. Questo sarebbe stato il suo ultimo incarico sacerdotale.
Qui si dedicò in particolare all'assistenza spirituale degli ammalati. La sua presenza nell'ospedale lo mise quotidianamente a contatto con persone sofferenti e bisognose di conforto, alle quali continuò a dedicare il proprio ministero fino allo scoppio della persecuzione religiosa.
Nell'estate del 1936, con l'inizio della guerra civile spagnola, la persecuzione contro sacerdoti, religiosi e fedeli cattolici si diffuse anche nella regione di Valencia.
Don Salvatore avrebbe potuto lasciare Alberic e cercare rifugio altrove, ma decise di rimanere. Scelse di condividere la sorte della popolazione e dei fedeli tra i quali aveva svolto il proprio ministero. Secondo le testimonianze, durante quei giorni era rimasto l'unico sacerdote presente nella città.
Il 10 agosto 1936, giorno della festa di San Lorenzo, patrono di Alberic, Salvatore Estrugo Solves venne arrestato nella propria abitazione.
Fu rinchiuso in prigione a causa della sua condizione di sacerdote. Aveva allora 73 anni e aveva trascorso quasi mezzo secolo al servizio della Chiesa.
La documentazione disponibile colloca la sua morte nella notte successiva all'arresto, ad Alberic, nell'agosto del 1936. Secondo la tradizione, affrontò gli ultimi momenti della sua vita proclamando: «Viva Cristo Re!».
La Chiesa lo riconosce come martire, poiché venne ucciso durante la persecuzione religiosa a causa del suo sacerdozio e della sua fedeltà alla fede cristiana.
Dopo la sua morte, la memoria di don Salvatore rimase viva nella comunità di Alberic. Le sue spoglie sono venerate nella parrocchia di Alberic, la località nella quale aveva trascorso gli ultimi anni del proprio ministero come cappellano dell'ospedale.
Salvatore Estrugo Solves fu inserito nel gruppo dei 233 martiri della persecuzione religiosa in Spagna.
L'11 marzo 2001, Papa Giovanni Paolo II lo proclamò Beato insieme agli altri martiri del gruppo, durante una celebrazione svoltasi in Piazza San Pietro.
Il Beato Salvatore Estrugo Solves è venerato dalla Chiesa cattolica come sacerdote e martire. La sua commemorazione ricorre il 21 agosto.