Nell'anno 1221, nel secondo capitolo generale del suo ordine svoltosi a Bologna, S. Domenico (8 ago.) ordinò ai suoi frati di andare per il mondo a predicare il Vangelo.
Un gruppo di missionari fu inviato in Ungheria e nella terra dei tartari, regione dove lo stesso S. Domenico desiderava ardentemente andare. I frati erano guidati da un confratello ungherese di nome Paolo, che fondò la prima provincia domenicana in Ungheria.
Tra questi missionari vi era un giovane che ebbe grande successo nella predicazione, di nome Sadoc. Forse anch'egli ungherese, dopo aver predicato in Ungheria si trasferì a Sandomierz in Polonia, dove fondò un priorato di cui divenne superiore. Nel 1260 i tartari assediarono e catturarono Sandomierz.
Si racconta che il giorno prima del martirio di Sadoc e dei suoi compagni un novizio postosi nel mezzo del coro per cantare il martirologio dell'ordine alla fine abbia aggiunto: «A Sandomierz la passione di quarantanove martiri». Erano là presenti quarantanove frati. Allora il priore disse a loro di prepararsi a morire. Trascorsero la notte in preghiera e il giorno dopo furono trucidati nella chiesa di S. Giacomo, mentre cantavano il Salve Regina. Solamente un frate, che si era nascosto nel campanile, si salvò e raccontò l'accaduto.
Un decreto d'indulgenza concesso da papa Bonifacio VIII nel 1295 parla solo di un massacro avvenuto a Sandomierz, senza far alcun riferimento particolare ai domenicani. Il culto del B. Sadoc e dei suoi compagni fu tuttavia confermato da papa Pio VII (1800-1823), e possiamo presumere che le prove presentate in quella circostanza siano state sufficienti a dire che, almeno a grandi linee, la storia era vera.
MARTIROLOGIO ROMANO. A Sandomierz sulla Vistola in Polonia, beati Sadoc, sacerdote, e compagni dell’Ordine dei Predicatori, martiri, che, come si tramanda, furono uccisi dai Tartari, mentre cantavano l’antifona “Salve Regina”, salutando così in punto di morte la Madre della Vita.
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