Beato Raimondo Lullo

Aggiungi ai preferiti
Beato Raimondo Lullo
Nome: Beato Raimondo Lullo
Titolo: Terziario francescano, martire
Nome di battesimo: Ramon Llull
Nascita: 1235, Palma di Maiorca, Spagna
Morte: 1316, Mar Mediterraneo
Ricorrenza: 29 giugno
Martirologio: edizione 2004
Tipologia: Commemorazione
Beatificazione:
1850, Roma, papa Pio IX ne approvò il culto


Tra le poche Vite di santi giunta fino a oggi dal Medio Evo, quella di Raimondo Lullo (Lull) fa eccezione per la sua umanità e autenticità. L'identità del biografo, un contemporaneo, ci è sconosciuta, e non è chiaro se il testo originale sia in latino o in catalano; sappiamo che Raimondo stesso raccontò, dietro loro richiesta e con grande candore e onestà, ai suoi seguaci la sua singolare storia.

Era un uomo passionale, impulsivo, generoso, entusiasta e coraggioso; gli elevati concetti dell'esistenza erano in lui così chiari da fornirgli una meravigliosa visione che non tollerava ostacoli nell'essere portata a compimento, e se spesso era avventato o imprudente nel giudizio mondano, lo era per la più esaltante delle cause.

Nato a Palma di Maiorca probabilmente nel 1232, quando l'isola era un regno autonomo, da uno dei capi dell'esercito che, nel XIII secolo, avevano sconfitto il dominio arabo, crebbe in ambiente dove si fondevano l'elemento cristiano e quello musulmano. Fu paggio a corte e, in età adulta, ufficiale dell'esercito e aiutante di campo del re, del quale guadagnò l'amicizia e il favore. Era ricco, istruito, felicemente sposato (benché spesso infedele alla moglie, vivendo nella lussuria e nel vizio), con un figlio piccolo e una figlia.

Dietro questa facciata effimera, egli ragionava profondamente sul mondo arabo che conosceva e sul rapporto tra la sua fede cristiana e quella musulmana.

All'età di trent'anni, mentre stava componendo un poema amoroso, ebbe una visione improvvisa del Cristo crocifisso: tentò di ignorarla, ma si accorse che era impossibile; allora cercò di prendere sonno ma la visione si ripeté per cinque volte e alla fine dovette accettarla e cercare di capire che cosa significasse. Decise di abbandonare la sua condotta di vita e dedicarsi all'annuncio del Cristo tra i musulmani.

Come 'sacco di Cordova (3 giu.), vissuto cinque secoli prima, non pensò che fosse impresa impossibile: i musulmani credono nel Dio unico e sono popolo del Libro, come i giudei e i cristiani; accolgono le tradizioni d'Israele e i grandi patriarchi; riconoscono Gesù come profeta benché Maometto sia il più grande; la Chiesa li considerava eretici ma non pagani e inoltre possiedono la nobile tradizione della cultura araba. A Raimondo sembrava possibile che le due parti potessero arrivare a una mutua e accettabile comprensione. Altri avevano cullato lo stesso sogno: nell'xi secolo Pietro il Venerabile abate di Cluny (25 dic.) fondò una scuola a Toledo dove il Corano e le opere di autori arabi erano tradotti in latino; nel 1219 S. Francesco d'Assisi (4 ott.) si recò in Terra Santa per evangelizzare, senza successo, i saraceni. Nel 1187 Gerusalemme era caduta in mano al Saladino; la settima crociata (1248-1254) era terminata come le altre in un fallimento militare e in dissensi politici tra i capi crociati, perciò è comprensibile che i cristiani, in particolare gli spagnoli e gli abitanti delle isole Baleari, che avevano esperienze di vita comune con i musulmani, intorno al 1260 cercassero modi di riconciliazione.

Una volta chiaro il da farsi, Raimondo, come era nelle sue caratteristiche, si impegnò con tutte le forze: iniziò facendo un pellegrinaggio a San Giacomo di Compostella, poi a Rocamadour, dove una statua della Vergine Nera del xii secolo era meta di pellegrinaggi. Al ritorno, convinto di essere guidato dalla volontà divina, provvide abbondantemente al sostentamento della sua famiglia e delle persone al suo servizio, donando il resto delle sue ricchezze ai poveri. Dopo un periodo di vita da recluso e di preghiera, iniziò a prepararsi al compito per cui si sentiva chiamato: per nove anni studiò la lingua e le basi della cultura araba; fece progetti per un collegio dove accogliere i musulmani convertiti e istruirli.

Questo progetto fu realizzato a Palma di Maiorca con l'aiuto di re Giacomo, e affidato ai frati minori, con scopi però assai limitati. Raimondo portò avanti i suoi studi scrivendo in modo prolifico su soggetti teologici e filosofici, e un romanzo Blanquerna, ma al di là del suo grande sforzo il suo progetto non trovò grande sostegno. Al di fuori della sua isola le sue parole non ebbero grande peso nella Chiesa; era un laico non legato ad alcun vescovo diocesano o a un ordine religioso, inoltre apertamente critico degli abusi ecclesiastici; le autorità ecclesiastiche non erano preparate ad autorizzare o assistere il suo progetto. Si recò a Roma (1277), Parigi (1286) e Genova (1290), ma incontrò poco, se non nessun, ascolto; chiese di essere ammesso all'Ordine dei Predicatori (domenicani), ma non fu accettato. Nonostante questi insuccessi rimaneva fermo nella sua visione delle cose ed era determinato a portarla avanti anche a costo della vita.

I francescani, infine, lo accettarono come loro terziario, e benché malato s'imbarcò su una galea in viaggio verso il Nord Africa per realizzare il suo sogno di predicare nelle strade di Tunisi. Raccontò poi di una sua miracolosa guarigione che gli permise di annunciare la Buona Novella per le vie di Tunisi; le autorità musulmane non ne furono particolarmente impressionate: dopo averlo incarcerato e maltrattato lo deportarono a Napoli. Fece appello prima a papa Bonifacio VIII a Roma e poi a Clemente V ad Avignone senza però ottenere alcun ascolto. Si rimise in viaggio, questa volta per Cipro, per cercare di convertire il Gran Khan dei tartari, che egli erroneamente considerava il capo dei saraceni, esponendosi a un nuovo fallimento.

Allora decise di tornare nell'Africa settentrionale, a Bugia sulla costa berbera, ricominciò la sua predicazione, venne di nuovo incarcerato, torturato c poi espulso; nel viaggio fece naufragio perdendo tutti i suoi libri. Trovato riparo a Pisa si appellò nuovamente alla Santa Sede e partecipò al concilio di Vienne nel 1311, anche questa volta uscendone a mani vuote. Tenne alcune lezioni a Parigi, guadagnando alla sua causa alcuni seguaci, ma poi tornò per la terza volta in Africa. A Bugia fu lapidato, raccolto morente da alcuni mercanti genovesi fu portato a Maiorca, ma spirò, mentre erano in vista del porto, il 29 giugno 1316.

Raimondo è il patrono principale di Maiorca. La sua vicenda umana fu contrassegnata da un grande eroismo personale ma, umanamente parlando, da un insuccesso completo.

Sottovalutò gli elementi culturali e razziali dell'Islam che portavano i musulmani a un confronto ostile con i cristiani e, inoltre, non si rese conto dell'opposizione della Chiesa a chi seguiva una linea originale senza rapporto con quella già fissata dall'autorità ecclesiastica o senza tener conto della sensibilità del clero. Solo i frati minori gli hanno riconosciuto, entro un certo limite, dei meriti e, in guanto loro terziario, lo celebrano nella liturgia. La sua prodigiosa produzione letteraria unì una genuina pietà con critiche taglienti agli abusi della Chiesa. Nel 1928 papa Pio XI parlò in modo altamente elogiativo di Raimondo nell'enciclica Orientalium rerum, senza però accordargli formalmente il titolo di Beato.

MARTIROLOGIO ROMANO. Nel braccio di mare di fronte all’isola di Maiorca, beato Raimondo Lullo, religioso del Terz’Ordine di San Francesco e martire, che, uomo di grande cultura e di illuminata dottrina, per propagare il Vangelo di Cristo instaurò con i Saraceni un fraterno dialogo.

Lascia un pensiero a Beato Raimondo Lullo

Ti può interessare anche:

Beato Raimondo da Capua (delle Vigne)
- Beato Raimondo da Capua (delle Vigne)
Domenicano
Raimondo, nato a Capua nel 1330, discendeva dalla nobile famiglia dei Delle Vigne, alcuni esponenti della quale avevano rivestito la carica di ufficiali...
Beati Costantino, Pietro e Raimondo
- Beati Costantino, Pietro e Raimondo
Gesuiti, martiri
I Beati Costantino Carbonell Sempere, Pietro Gelambert Amer e Raimondo Grimaltos Monllor furono tre membri della Compagnia di Gesù che subirono...
Beato Raimondo Peiro Victori
- Beato Raimondo Peiro Victori
Sacerdote domenicano, martire
Il Beato Raimondo Peiró Victori, in spagnolo Ramón Peiró Victori, nacque il 4 settembre 1881 a Valencia, in Spagna. Fu sacerdote della...
Beato Raimondo Martì Soriano
- Beato Raimondo Martì Soriano
Sacerdote e martire
Il Beato Raimondo Martí Soriano, sacerdote e martire, nacque il 7 ottobre 1902 a Burjassot, nei pressi di Valencia, in Spagna, in una famiglia...
Segui il santo del giorno:

Mostra santi del giorno:
Mostra santi
Usa il calendario:
Oggi 27 agosto si venera:

Santa Monica
Santa Monica
Madre di S. Agostino
S. Monica, sempre grandemente venerata dalla Chiesa e posta a modello delle madri cristiane, nacque a Tagaste, in Africa nel 331, da famiglia cristiana, nella quale fin dall'infanzia imparò a conoscere...
Altri santi di oggi
Domani 28 agosto si venera:

Sant' Agostino
Sant' Agostino
Vescovo e dottore della Chiesa
Agostino nacque a Tagaste in Africa da famiglia benestante. Il padre, Patrizio, era pagano, ma sua madre Monica era un'ardente cristiana...
Altri santi di domani
newsletter

Iscriviti
Oggi 27 agosto tornava alla Casa del Padre:

Santa Monica
Santa Monica
Madre di S. Agostino
S. Monica, sempre grandemente venerata dalla Chiesa e posta a modello delle madri cristiane, nacque a Tagaste, in Africa nel 331, da famiglia cristiana, nella quale fin dall'infanzia imparò a conoscere...
Altri santi morti oggi
Oggi 27 agosto veniva beatificato:

Beato Nicola Fattore
Beato Nicola Fattore
Sacerdote
Pietro Niccolò Fattore era figlio di un sarto siciliano emigrato a Valencia e della moglie Ursula. Nel 1537 entrò nell'Ordine dei Frati Minori dell'Osservanza nella sua città natale, facendo rapidi progressi...
Altri santi beatificati oggi
Oggi 27 agosto si recita la novena a:

- Sant' Agostino
I. Per quella vivissima consolazione che voi, o glorioso s. Agostino, arrecaste a Santa Monica vostra madre e a tutta quanta la Chiesa, allorquando, animato dall’esempio del romano Vittorino o dai discorsi...
- San Gregorio Magno
I. O glorioso s. Gregorio, che pieno di sincera umiltà vi nascondeste noi luoghi più occulti per sottrarvi alla dignità sublimissima del romano pontificato, impetrate a noi la grazia di rinunziar di cuore...
- Santa Rosalia
I. Angelica vergine Santa Rosalia, Che nata tra le regie grandezze, con eroico rifiuto di tutto, voleste vivere in una orrenda grotta; per quanto imporporaste i vostri gigli con lunga e singolare penitenza...
- Santa Teresa di Calcutta
Conosci il Gesù Vita "Conoscete davvero il Gesù vivo, non dai libri, ma dallo stare con Lui nel vostro cuore?" "Sono convinto dell'amore di Cristo per me e del mio per Lui? Questa convinzione è la roccia...
- Madonna delle Lacrime
Commosso dal prodigio della vostra Lacrimazione, o misericordiosa Madonnina di Siracusa, io vengo oggi a prostrarmi ai vostri piedi, e animato da novel­la confidenza per le tante grazie da Voi elargite...
Le preghiere di oggi 27 agosto:

PREGHIERA DEL MATTINO A GESÙ Gesù, oggi, come ogni giorno, con i famigliari, con i colleghi, con gli amici, con coloro che semplicemente incontrerò, tu busserai alla mia porta. Aiutami...
Preghiera a Santa Monica Voi benedetta, o avventurosa Santa Monica! ottenuto lo scopo al quale unicamente sospiravate, cioè la conversione del vostro Agostino, voi più non anelaste...
PREGHIERE DELLA SERA O Dio, nella quiete della sera, ripensiamo al tuo amore. Nella pace del tuo tempio, ripensiamo al tuo amore. Come potremo rendere grazie a te, Signore...
Disattiva la pubblicità