Il Beato Miroslav Bulešić fu un sacerdote croato e martire, ucciso in Istria nel 1947 durante la persecuzione contro la Chiesa cattolica nel periodo successivo alla Seconda guerra mondiale. Nato il 13 maggio 1920 a Čabrunići, presso Sanvincenti, fu assassinato a Lanišće il 24 agosto 1947, mentre accompagnava una visita pastorale per l'amministrazione della Cresima.
Miroslav Bulešić nacque in una famiglia di modeste condizioni, figlio di Miho e Lucija Butković. Crebbe nella parrocchia di Sanvincenti, in Istria, dove ricevette le prime basi della fede cristiana.
Frequentò la scuola elementare a Juršići e già da bambino manifestò il desiderio di diventare sacerdote. Dopo un periodo di preparazione a Gorizia, entrò nel Seminario interdiocesano di Capodistria, dove proseguì gli studi fino al conseguimento della maturità nel 1939.
Nell'autunno del 1939 fu inviato a Roma per proseguire la formazione filosofica e teologica. Studiò presso la Pontificia Università Gregoriana, vivendo inizialmente nel Seminario Francese e successivamente nel Seminario Lombardo.
Gli anni trascorsi a Roma coincisero con il periodo della Seconda guerra mondiale. Nel 1943 concluse gli studi e tornò in Istria per ricevere l'ordinazione sacerdotale.
Il 11 aprile 1943 Miroslav Bulešić fu ordinato sacerdote a Sanvincenti. Iniziňiò il proprio ministero nella parrocchia di Baderna, dove svolse un'intensa attività pastorale nonostante le difficili condizioni del periodo bellico.
Successivamente fu destinato a Canfanaro. Si dedicò con particolare attenzione alla vita delle parrocchie, alla catechesi, ai giovani e alla celebrazione dei sacramenti.
Dal 1946 svolse anche l'incarico di professore e vicerettore del Seminario vescovile di Pisino. Fu inoltre segretario dell'Associazione sacerdotale di San Paolo.
Nel dopoguerra l'Istria attraversò un periodo di profonde tensioni politiche e sociali. L'attività della Chiesa venne ostacolata e sacerdoti e fedeli furono sottoposti a pressioni e violenze.
Don Miroslav continuò tuttavia a svolgere apertamente il proprio ministero. Era consapevole dei pericoli che correva e nei suoi scritti rifletteva spesso sul significato del sacrificio e della testimonianza sacerdotale.
Nel suo testamento spirituale lasciò una frase che sarebbe diventata particolarmente legata alla sua figura: «La mia vendetta è il perdono».
Nell'agosto del 1947 Miroslav Bulešić accompagnò monsignor Jakob Ukmar, delegato della Santa Sede, in una serie di visite pastorali nelle parrocchie dell'Istria settentrionale per amministrare il sacramento della Cresima.
La presenza dei sacerdoti incontrò l'opposizione di gruppi ostili alla Chiesa. Il 23 agosto, a Buzet, alcuni manifestanti tentarono di impedire la celebrazione. Don Miroslav difese il tabernacolo e il Santissimo Sacramento durante l'irruzione nella chiesa.
Il giorno successivo, 24 agosto 1947, la visita pastorale proseguì nella parrocchia di Lanišće. Dopo l'amministrazione della Cresima, un gruppo di aggressori fece irruzione nella casa parrocchiale.
Monsignor Jakob Ukmar venne gravemente picchiato. Miroslav Bulešić fu invece aggredito e ucciso con violenza, riportando anche ferite mortali alla gola.
Morì a soli 27 anni. La Chiesa riconobbe la sua uccisione come un martirio in odium fidei, avvenuto a causa del suo ministero sacerdotale e della sua fedeltà alla fede cattolica.
La causa di beatificazione incontrò inizialmente notevoli difficoltà durante il periodo del regime comunista. Il martirio di Miroslav Bulešić venne infine ufficialmente riconosciuto dalla Chiesa.
Il 28 settembre 2013, nell'anfiteatro romano di Pola, il cardinale Angelo Amato, in rappresentanza di Papa Francesco, presiedette la celebrazione della sua beatificazione.
Il Beato Miroslav Bulešić è venerato come sacerdote e martire. La sua memoria ricorre il 24 agosto.