Beato Matteo Guimerà di Agrigento

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Beato Matteo Guimerà di Agrigento
Nome: Beato Matteo Guimerà di Agrigento
Titolo: Vescovo
Nome di battesimo: Matteo Guimerà
Nascita: 1377 circa, Agrigento
Morte: 1450 circa, Palermo
Ricorrenza: 7 gennaio
Martirologio: edizione 2004
Tipologia: Commemorazione
Beatificazione:
22 febbraio 1767, Roma, papa Clemente XIII
Fa parte di:Santi della Sicilia


Matteo de Gallo Cimarra nacque ad Agrigento, da genitori spagnoli. All'età di 18 anni divenne francescano e in Spagna conseguì il dottorato in filosofia e teologia, fu ordinato sacerdote nel 1400. Insegnato religione ai suoi fratelli in Spagna per quattro anni.

Quando San Bernardino da Siena iniziò il suo apostolato in tutta Italia, Matteo lasciò la Spagna e arrivò a Siena, dove fu accolto da San Bernardino come compagno di apostolato e francescano osservante. I due lavorarono insieme per circa 15 anni per diffondere il culto del Santo Nome di Gesù e la devozione a Maria, e insistettero per riportare l'Ordine Francescano all'ideale originale. Costruì molti nuovi conventi, centri di spiritualità francescana. Nel 1443 fu eletto Provinciale di Sicilia, che contava 50 conventi, di cui 38 portavano il nome di Santa Maria di Gesù.

Con il Santo Nome di Gesù girò la Sicilia, predicò il Vangelo e ricordando ai sacerdoti la loro dignità ravvivò la fede del popolo e convertì peccatori. La sua predicazione fu confermata dai miracoli. Fu maestro e formatore di santi, che voleva come collaboratori: Giovanni di Palermo, Cristoforo Giudici, Gandolfo di Agrigento, Beato Arcangelo Piacentini di Calatafimi, Lorenzo di Palermo e Beata Eustochia Smeralda Calafato. San Bernardino da Siena fu accusato di eresia davanti a papa Martino V per aver predicato il culto del Nome di Gesù. I beati Matteo e San Giovanni da Capistrano difesero energicamente il grande maestro. E il processo si concluse con il trionfo degli imputati.

Eugenio IV lo nominò vescovo di Agrigento nel 1442 e fu consacrato l'anno successivo. Svolse un'intensa attività, riformò il suo gregge, sradicò gli abusi, ripristinò la disciplina, destinò ai poveri le ricche rendite del suo vescovato, combatté la simonia. Fu accusato ingiustamente davanti a Eugenio IV, che lo chiamò a sé e ne riconobbe l'innocenza. Dopo tre anni di episcopato si dimise dalla diocesi e ottenne dal Papa il permesso di rientrare in convento a Palermo, dove trascorse gli ultimi anni in preghiera e solitudine, dando esempio di virtù ammirevoli. Aveva 71 anni quando morì. La sua tomba divenne famosa per i frequenti miracoli. Clemente XIII approvò il suo culto il 22 febbraio 1767.

MARTIROLOGIO ROMANO. A Palermo, transito del beato Matteo Guimerá, vescovo di Agrigento, dell’Ordine dei Minori, cultore e propugnatore del Santissimo Nome di Gesù.

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