Il Beato Marino Blanes Giner fu un laico spagnolo, padre di famiglia, uomo impegnato nell'Azione Cattolica e martire della persecuzione religiosa durante la Guerra civile spagnola. Nacque ad Alcoy, nella provincia di Alicante, il 17 settembre 1888 e morì martire nella stessa città l'8 settembre 1936. Fu beatificato da San Giovanni Paolo II l'11 marzo 2001 insieme ad altri 232 martiri della persecuzione religiosa nell'Arcidiocesi di Valencia.
Marino nacque in una famiglia profondamente cristiana. Il 26 settembre 1913 sposò Julia Jordá Lloret, con la quale formò una famiglia numerosa, benedetta dalla nascita di nove figli. In casa cercò di trasmettere ai figli una fede concreta, fondata sulla preghiera e sulla partecipazione alla vita della Chiesa.
Era conosciuto per la sua onestà, la rettitudine e la profonda vita spirituale. Partecipava quotidianamente alla Messa e alla Comunione e recitava il Rosario insieme alla famiglia.
Marino lavorava come impiegato del Banco Español de Crédito e ricoprì anche l'incarico di consigliere comunale di Alcoy. Visse il proprio lavoro e l'impegno civile come occasioni per mettere in pratica i principi cristiani.
Nel 1917 partecipò alla fondazione del Centro Instructivo Católico, dedicato alla formazione cristiana e culturale. Era inoltre membro delle Conferenze di San Vincenzo de' Paoli, dell'Apostolato della Preghiera e dell'Ordine Francescano Secolare.
Marino fu particolarmente attivo nella vita della parrocchia. Era presidente dell'Adorazione Notturna di Alcoy e si dedicava alla catechesi dei bambini.
La domenica visitava gli ammalati dell'ospedale e successivamente raggiungeva le località vicine per insegnare il catechismo. La sua attività apostolica era quindi strettamente collegata alla carità verso i malati, all'educazione cristiana e all'assistenza ai più bisognosi.
Nel 1936 la situazione religiosa ad Alcoy divenne sempre più drammatica. Chiese e immagini sacre vennero distrutte o profanate e numerosi sacerdoti e laici cattolici furono perseguitati.
Marino non volle nascondere la propria fede. Quando alcuni familiari e amici gli suggerirono di mettersi al sicuro, rispose secondo la testimonianza della moglie: «Non ho mai fatto del male, ma solo del bene; quindi non ho motivo di nascondermi».
Durante i primi giorni della persecuzione, Marino si oppose alla distruzione e all'incendio della chiesa di San Mauro e San Francesco di Alcoy. Il suo impegno per impedire la profanazione del luogo sacro contribuì a renderlo particolarmente noto agli uomini che perseguitavano i cattolici.
La sua testimonianza cristiana era infatti pubblica e conosciuta: era un laico impegnato nella vita della Chiesa, nella catechesi e nelle opere di carità.
Il 21 luglio 1936 alcuni miliziani si presentarono nella sua abitazione e lo arrestarono. Fu condotto dapprima al municipio e successivamente nella carcere municipale di Alcoy, dove rimase per circa sette settimane.
Durante la prigionia continuò a pregare insieme agli altri detenuti. Un compagno di carcere ricordò in particolare la recita quotidiana del Rosario, che rappresentava per Marino un importante sostegno spirituale.
Nella notte tra il 7 e l'8 settembre 1936 Marino fu prelevato dalla prigione. Venne ucciso ad Alcoy a causa della sua appartenenza e della sua testimonianza cristiana. Aveva 47 anni.
La Chiesa ha riconosciuto nella sua morte un vero martirio in odio alla fede. Il Martirologio Romano lo ricorda ad Alcoy come martire e padre di famiglia, sottolineando che, durante la persecuzione religiosa, ricevette dagli uomini la morte e da Dio la vita eterna.
La causa di Marino Blanes Giner fu inserita nel gruppo dei 233 martiri della persecuzione religiosa nell'Arcidiocesi di Valencia. Il 11 marzo 2001, a Roma, San Giovanni Paolo II lo proclamò Beato insieme agli altri martiri del gruppo.