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Beato Filippo Powell

Beato Filippo Powell
Nome: Beato Filippo Powell
Titolo: Sacerdote benedettino, martire
Nascita: 2 febbraio 1594, Trallong, Inghilterra
Morte: 30 giugno 1646, Londra, Inghilterra
Ricorrenza: 30 giugno
Tipologia: Commemorazione


Filippo Powell, o Powel, nato a Trallong, a una decina di chilometri da Brecon (Inghilterra), ricevette la prima istruzione alla scuola di Ahergavenny, e sedicenne fu mandato dai suoi genitori a studiare legge nel Tempio di Londra sotto la guida di padre Agostino Baker: monaco benedettino, già celebre avvocato, noto scrittore e direttore spirituale. Inviato a Douai per affari, due o tre anni dopo, venne attratto dalla vita spirituale benedettina; studiò a Lovanio e nel 1618 fu ordinato sacerdote. Ci sono discordanze sulla data della sua professione solenne monastica, secondo il Libro delle professioni di Douai essa avvenne nel 1619, ma potrebbe trattarsi di un voto o una promessa temporanei.

Il 7 marzo 1622 partì per le missioni inglesi; era usuale che i seminaristi o i presbiteri inviati in missione assumessero uno pseudonimo, e durante tutto il suo ministero Filippo fu conosciuto come Morgan. Dopo essere stato ospite per sedici mesi di Agostino Baker, questi lo inviò presso una famiglia cattolica del Devon; esercitò il suo ministero per oltre vent'anni nel Devon, nel Somerset e in Cornovaglia, facendo base prima a Bableigh nel Devon e poi a Leighland Barton nel Somerset.

Le leggi penali contro i cattolici erano generalmente cadute in disuso durante il regno di Carlo i e i sacerdoti cattolici potevano esercitare il loro ministero senza impedimenti, se usavano un po' di discrezione, ma lo scoppio della guerra civile portò una nuova era di persecuzione con la presa del potere da parte di. Cromwell e il Parlamento controllato dai puritani, e molte famiglie cattoliche furono costrette all'esilio o a nascondersi.

Secondo dom Robert Anderton, che in seguito scrisse una storia del ministero e della prigionia di Filippo, il Devon e il Somerset erano «invasi da soldati del Parlamento e i cattolici non avevano luoghi dove mettersi in salvo».

Filippo si unì alle forze leali al re e fu per sei mesi cappellano nell'esercito del generale Goring nel Devon e in Cornovaglia, ma, dopo la disfatta di questi, s'imbarcò per il Galles, venendo però catturato con tutta la nave dal viceammiraglio Crowder, legato del Parlamento. Due membri dell'equipaggio riconobbero Filippo e lo denunciarono in quanto sacerdote cattolico che aveva «distolto gran parte dei fedeli parrocchiani di Yarnscombe e Parkham nel Devon, dalla fedeltà alla Chiesa protestante».

Fu trasferito a Penarth; interrogato dallo stesso Crowder, con franchezza ammise di essere presbitero. Fu tenuto prigioniero a bordo di una nave e rinchiuso nel primo ponte: gli furono lacerati gli abiti ed era «vestito con sordidi brandelli», secondo la descrizione dello Challoner. Rimase così rinchiuso per oltre due mesi, quando fu portato a Londra, dove, dopo un breve periodo di detenzione in condizioni umane, fu trasferito nelle King's Bench, un carcere comune con condizioni di vita durissime: fu stipato in una piccola cella con altri, dovendo dormire sulla nuda terra. In quelle condizioni contrasse la pleurite, e anche se ridotto agli estremi, in tribunale si difese con forza.

Basò la sua difesa su due tesi: che non poteva essere giudicato per tradimento contro il re dopo che lo stesso Parlamento era insorto contro il sovrano e, in secondo luogo, che la legge contro i sacerdoti valeva solo per il territorio inglese e non per il mare aperto, dove era stato catturato. Fu condannato a morte e ringraziò Dio per la liberazione prossima; i giudici fecero una petizione al Parlamento perché fosse sospesa la pena, ma senza risultato.

La sua persona e il suo modo d'agire impressionarono talmente i suoi compagni di prigionia che per testimoniare le sue virtù redassero una sorta di documento che fu firmato da ventitré protestanti e sei cattolici. Uno di essi, John Breion o Preion, da lui convertito, lo descrive in versi con genuino fervore:
Dolce, paziente, coraggioso: la sua mano a ogni povero, disponibile per tutti, finché essi si vergognavano a chiedergli di più. Il più sobrio e fedele al suo Cristo, lui, lingua che non mi rinfaccia altro che ciò che va detto: tu il più menzognero.

L'ufficiale che venne ad annunciargli la data dell'esecuzione fu così sopraffatto dalla commozione che non riusciva a leggere il bando e Filippo, abbracciandolo, lo rincuorò. Sulla via del patibolo un astante gli offrì un bicchiere di vino ed egli lo bevve alla salute del «cocchiere», il guidatore del carro trainato da cavalli che lo trasportava alla morte. «Oh, chi sono io» disse «che Dio così mi onora e mi fa morire per amor suo?».

Morì coraggiosamente a Tyburn il 30 giugno 1646; dom Robert Anderton era tra la folla e gli diede l'assoluzione. In seguito scrisse una storia della vita e del martirio di Filippo che pubblicò a Londra sotto forma di opuscolo.

MARTIROLOGIO ROMANO. A Londra in Inghilterra, beato Filippo Powell, sacerdote dell’Ordine di San Benedetto e martire, che, originario del Galles, arrestato su una nave durante il regno di Carlo I perché cercava di entrare in Inghilterra come sacerdote, fu condotto sul patibolo a Tyburn.

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