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Beato Cipriano Michele Iwene Tansi

Beato Cipriano Michele Iwene Tansi
Nome: Beato Cipriano Michele Iwene Tansi
Titolo: Religioso
Nome di battesimo: Michael Iwene Tansi
Nascita: 1903, Nigeria sud-orientale
Morte: 20 gennaio 1964, Leicester, Inghilterra
Ricorrenza: 20 gennaio
Martirologio: edizione 2004
Tipologia: Commemorazione


Il primo beato nigeriano, o meglio africano occidentale, nacque nel settembre 1903 a Igboezunu, villaggio presso Aguleri, Nigeria sud-orientale. I genitori, che praticavano la religione tradizionale degli Ibo, lo chiamarono Iwene, abbreviazione di Iweghuna, che significa "il dolore non ti ucciderà".

Suo padre era stato incarcerato dai conquistatori inglesi (penetrati in Nigeria nel 1899) e morì quando egli era ancora un ragazzo. La madre mandò Iwene alla locale scuola cattolica "S. Giuseppe", gestita dalle missionarie irlandesi dello Spirito Santo. Lei stessa morirà tragicamente nel 1922, quando uno stregone la accusò di aver ucciso parecchi giovani e la costrinse a ingoiare del veleno. Iwene fu battezzato nel 1912 con il nome di Michele. Divenne maestro e, a ventun anni, direttore della scuola S. Giuseppe. Il tempo del suo battesimo diede l'avvio alla conversione in massa della regione di Igboland, in cui le scuole ebbero un ruolo preminente. L'impatto diretto dei missionari bianchi fu minimo. «Gli Igbo convertirono se stessi» (I Iastings, p. 449).

Sentendosi attratto verso il sacerdozio, Iwene entrò nel nuovo seminario di Aguleri e fu ordinato nella cattedrale di Onitsha il 19 dicembre 1937. Fu tra i primi dieci nigeriani a conseguire la dignità sacerdotale. Dal tempo dell'ordinazione fino al 1950 lavorò instancabilmente nell'arcidiocesi di Onitsha in rapida espansione, e nel 1939 creò una nuova parrocchia. In essa ebbe come giovane catecumeno il futuro cardinal Arinze. Fu infatti padre Michele a battezzarlo, ad ascoltare la sua prima confessione, ad amministrargli la prima comunione e a prepararlo per la cresima. Arinze affermò in seguito che Michele, il primo prete che avesse conosciuto, aveva «dopo Dio» ispirato la sua vocazione e disse che desiderò «essere come lui».

Padre Michele aveva una vita personale ascetica e nello stesso tempo era un efficace predicatore. Costruì una scuola di apprendistato, in cui gli allievi restavano dal lunedì al venerdì portando con sé provviste sufficienti al loro sostentamento per quei giorni. Lavorava lui stesso, esempio e incentivo per tutta la comunità. Aiutato da suore, si occupava con grande cura della preparazione delle ragazze in vista del matrimonio, incoraggiando le virtù domestiche e condannando la tradizionale abitudine della convivenza prima delle nozze.

Come la maggioranza dei cristiani a quel tempo, si dovette opporre fermamente ad alcuni aspetti della religione tradizionale. Con un bastone cacciò dalla sua chiesa alcuni membri di società segrete che indossavano maschere ed erano ritenuti indemoniati: Michele affermò che «lo spirito era stato vinto da uno Spirito più potente» (Hastings, p. 335). Contro l'uso corrente, era pronto a denunciare gli scandali dei ricchi e dei potenti. Michele avrebbe sempre desiderato essere monaco di vita contemplativa, ma non esistevano in Nigeria monasteri di questo tipo. Nel 1950 fu accolto all'abbazia inglese di Mount St Bernard presso Leicester, in Inghilterra, con il nome di Cipriano. L'intenzione era che egli, con altri nigeriani, tornasse poi in Nigeria per fondarvi un monastero con casa madre a Mount St Bernard.

Ma la cosa non ebbe seguito, soprattutto per mancanza di fondi. Nel 1951 un altro nigeriano, padre Clement, andò a Mount St Bernard e, alla fine del 1953, entrambi decisero di rimanervi. Sebbene già ordinati, essi dovettero frequentare i corsi di formazione per novizi, erano tenuti a lavorare la terra (spesso in un freddo intenso cui non erano avvezzi) e a compiere i lavori domestici nel monastero. La fama di santità meritata in Nigeria seguì Cipriano anche nella nuova sede, dove lo visitavano parecchi connazionali, che egli edificava con ispirate spiegazioni sui fini e sul valore universale della vita contemplativa. Dalla corrispondenza si percepisce un persistente amore premuroso per la gente e per la Chiesa d'Africa. La comunità lo definiva «un osservante coscienzioso, tranquillo, incurante di sé e dedito al bene del prossimo» (Wareing).

Nel 1959 si ammalò gravemente a causa dei postumi di una vecchia ulcera gastrica. Per due anni seguì una dieta speciale nell'infermeria, pur continuando a lavorare in refettorio e nella legatoria, sempre partecipe agli atti comuni in coro. Nel 1962 gli fu asportata dal collo una ghiandola tubercolare. In quello stesso anno gli affidarono la cura del giardino perché potesse aver vantaggio dall'aria aperta.

Nel 1963 fu fondato un monastero a Bamenda, in Camerun, cosa che lo contrariò perché la scelta aveva escluso la Nigeria. Egli stesso avrebbe dovuto andarvi come maestro dei novizi, ma il progetto non ebbe seguito. L'allora padre Arinze lo vide alla fine del 1963 in uno stato di salute allarmante.

Il 19 dicembre poté comunque celebrare il suo XXV di ordinazione. In tale circostanza Cipriano ricevette biglietti e lettere da tutto il mondo. Arinze non lo vide più se non sul letto di morte. Era stato colpito da trombosi a una gamba e dovette essere operato allo stomaco, quando fu stroncato da un aneurisma nella reale infermeria di Leicester, il 20 gennaio 1964.

Fu presentata alla congregazione per le Cause dei Santi una documentazione di mille pagine che portò all'unanime conclusione sulle virtù eroiche. Tansi venne dichiarato venerabile nel 1995, mentre il decreto di beatificazione fu emesso l'anno seguente, nel corso di una cerimonia svoltasi a Onitsha i122 marzo 1998. La "giovane Chiesa africana", sull'esempio di Roma, aveva percorso un cammino relativamente rapido e efficace. Il card. Arinze dichiarò che la beatificazione di padre Tansi costituiva un esplicito messaggio alla Chiesa d'Africa: «I santi sono persone comuni, che vengono dai vostri stessi villaggi».

MARTIROLOGIO ROMANO. Nel monastero di Mount Saint Bernard presso Leicester in Inghilterra, beato Cipriano (Michele) Iwene Tansi, sacerdote dell’Ordine cistercense: nato nella regione di Onitsha in Nigeria, ancora fanciullo professò, contro la volontà della famiglia, la fede cristiana e, ordinato sacerdote, con grande zelo si dedicò alla cura pastorale, finché fattosi monaco meritò di coronare la sua santa vita con una morte santa.

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