Il Beato Bertrando di San Genesio, noto come Bertrando di Aquileia, nacque intorno al 1260 a Saint-Geniès, nella regione francese del Périgord. Proveniente da una famiglia nobile, ricevette una solida formazione culturale e teologica che lo portò a distinguersi negli studi e nell'insegnamento. Entrò nell'ambiente ecclesiastico francese, acquisendo fama di uomo colto, prudente e profondamente religioso.
Dopo aver ricoperto importanti incarichi ecclesiastici e diplomatici al servizio della Chiesa, nel 1334 venne nominato Patriarca di Aquileia da Papa Giovanni XXII. Giunto nei territori del Patriarcato, trovò una situazione complessa, caratterizzata da tensioni politiche, rivalità tra famiglie nobili e conflitti tra diverse città soggette alla sua autorità.
Bertrando si impegnò con determinazione per ristabilire l'ordine e rafforzare l'autorità patriarcale. Si dedicò alla riorganizzazione dell'amministrazione civile ed ecclesiastica, promuovendo la giustizia e cercando di limitare le lotte tra le fazioni locali. Il suo governo fu caratterizzato da un forte senso del dovere e da una costante attenzione alle necessità spirituali e materiali del popolo.
Come pastore della Chiesa di Aquileia, visitò personalmente numerose comunità della vasta diocesi, incoraggiando il clero, promuovendo la disciplina ecclesiastica e sostenendo la vita religiosa. Favorì inoltre la costruzione e il restauro di edifici sacri e contribuì allo sviluppo culturale del Patriarcato.
La sua attività diplomatica fu intensa. Intrattenne rapporti con l'Impero, con la Repubblica di Venezia e con le altre potenze dell'epoca, cercando di difendere l'autonomia e gli interessi del Patriarcato di Aquileia. Pur trovandosi spesso coinvolto nelle difficili vicende politiche del Trecento, mantenne sempre una reputazione di uomo integro e animato da sincero spirito cristiano.
Negli ultimi anni della sua vita dovette affrontare l'opposizione di alcuni nobili friulani contrari alla sua opera di riforma e di consolidamento del potere patriarcale. Nonostante le minacce, continuò con fermezza il proprio ministero e il proprio governo.
Il 6 giugno 1350, mentre era in viaggio nei pressi di San Giorgio della Richinvelda, venne assalito e ucciso da un gruppo di congiurati. La sua morte fu subito considerata quella di un pastore che aveva sacrificato la propria vita per il bene della Chiesa e del popolo affidato alle sue cure.
La venerazione nei suoi confronti si diffuse rapidamente in tutto il Friuli. I fedeli conservarono il ricordo delle sue virtù, della sua giustizia e del suo zelo pastorale. Le sue reliquie sono custodite nella Basilica Patriarcale di Aquileia, dove ancora oggi è ricordato come una delle figure più importanti della storia religiosa e civile della regione.
Il culto del Beato Bertrando venne approvato dalla Chiesa e la sua memoria liturgica è celebrata il 6 giugno. Egli è venerato come esempio di vescovo e governante cristiano, capace di unire saggezza, coraggio e fedeltà al Vangelo anche nelle situazioni più difficili.