Il Beato Ambrogio da Benaguacil, al secolo Luis Valls Matamales, fu un sacerdote dell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini e martire della persecuzione religiosa scoppiata in Spagna durante la guerra civile. Uomo di preghiera, predicatore, confessore e direttore spirituale, venne arrestato nella notte del 24 agosto 1936 e ucciso poco dopo nei pressi di Valencia.
Luis Valls Matamales nacque il 3 maggio 1870 a Benaguacil, nella provincia di Valencia, in Spagna, figlio di Valentín Valls e Mariana Matamales. Fu battezzato il giorno successivo nella parrocchia di Nostra Signora dell'Assunzione di Benaguacil.
Fin da giovane maturò la vocazione religiosa e nel 1890 entrò nell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini. Vestì l'abito religioso il 28 maggio 1890 e, dopo il periodo di formazione, emise la professione religiosa.
Dopo aver completato gli studi ecclesiastici, Ambrogio ricevette l'ordinazione sacerdotale. La sua vita fu quindi interamente dedicata al ministero e alla spiritualità francescana.
Le testimonianze lo descrivono come un religioso semplice e umile, fedele alla regola cappuccina e caratterizzato da un profondo spirito di preghiera. Era inoltre particolarmente devoto alla Vergine Maria e a San Francesco d'Assisi.
Nel corso del suo ministero si dedicò soprattutto alla predicazione, al ministero delle confessioni e alla direzione spirituale. Fu anche direttore del Terz'Ordine di San Francesco e, nella provincia cappuccina di Valencia, era considerato uno dei predicatori più apprezzati.
Accanto all'attività pastorale coltivò la liturgia e la diffusione della spiritualità francescana e mariana. La sua devozione alla Madonna trovò espressione anche in uno scritto dedicato alla Vergine di Montiel, la cui terza edizione venne pubblicata nel 1934.
Nel 1936, con lo scoppio della guerra civile spagnola, si sviluppò una violenta persecuzione contro sacerdoti e religiosi. Ambrogio si trovava allora nel convento cappuccino di Massamagrell, nei pressi di Valencia.
Costretto ad abbandonare il convento, trovò rifugio a Vinalesa, nella casa di María Orts Lloris. Era consapevole del grave pericolo che correva, ma affrontò quella situazione con serenità e coraggio.
Secondo le testimonianze raccolte dopo la sua morte, desiderava rimanere fedele alla propria vocazione fino alla fine e considerava il martirio come una grazia, senza cercare di sottrarsi al destino che lo attendeva.
Nella notte del 24 agosto 1936 alcuni miliziani si presentarono nel luogo in cui si trovava nascosto. Ambrogio venne arrestato e condotto davanti al comitato locale di Vinalesa per essere interrogato.
Durante il trasferimento subì insulti e maltrattamenti. Gli venne contestata una predicazione che le autorità ritenevano ostile al comunismo, ma egli difese il proprio ministero affermando di aver annunciato soltanto la dottrina di Dio e il Vangelo.
Dopo l'interrogatorio fu condotto in automobile verso Valencia. Quella stessa notte venne assassinato sulla strada tra Valencia e Barcellona, in una località indicata dalle fonti come Altura de los Consumos, nei pressi di Valencia.
Morì il 24 agosto 1936, all'età di sessantasei anni, durante la persecuzione religiosa che colpì numerosi sacerdoti e religiosi spagnoli.
Il martirio di Ambrogio da Benaguacil venne riconosciuto dalla Chiesa insieme a quello di altri religiosi e fedeli uccisi durante la persecuzione religiosa in Spagna.
L'11 marzo 2001, Papa Giovanni Paolo II lo proclamò Beato.
Il Beato Ambrogio da Benaguacil è venerato come sacerdote cappuccino e martire. La sua memoria ricorre il 26 agosto.