Beata Maria Teresa de Soubiran La Louvière

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Beata Maria Teresa de Soubiran La Louvière
Nome: Beata Maria Teresa de Soubiran La Louvière
Titolo: Fondatrice
Nome di battesimo: Sophie de Soubiran La Louvière
Nascita: 16 maggio 1835, Castelnaudary, Francia
Morte: 7 giugno 1889, Parigi, Francia
Ricorrenza: 7 giugno
Martirologio: edizione 2004
Tipologia: Commemorazione
Beatificazione:
20 ottobre 1946, Roma, papa Pio XII


Sofia Teresa Agostina Maria de Soubiran La Louvière nacque, nel maggio del 1835, a Castelnaudary, vicino a Carcassonne, nella Francia sud-occidentale, secondogenita di Giuseppe de Soubiran La Louvière, membro di un'antica famiglia imparentata con molte casate reali d'Europa: in questa famiglia profondamente cattolica, Sofia crebbe in un ambiente pio, ma alquanto rigido. Comprese comunque presto di essere chiamata alla vita religiosa e, sotto la direzione di uno zio canonico, acconsentì a entrare nel beghinaggio che questi aveva intenzione di fondare.

Ciò non corrispondeva esattamente ai desideri della beata, dal momento che il beghinaggio era una comunità di donne laiche che prendevano voti temporanei, vivevano in un certo agio e godevano di una notevole libertà. Sofia si sentiva chiamata piuttosto alla vita austera e nascosta delle carmelitane, ma le fu consigliato di seguire i desideri dello zio. Dopo un breve periodo trascorso a Gand in Belgio per apprendere lo stile di vita delle beghine, Sofia fece ritorno a Castelnaudary e fu nominata superiora della nuova comunità nel 1854-1855. Prese il nome religioso di Maria Teresa.

Per otto anni circa la fondazione fiorì, seppure in modo diverso dall'originario ideale beghino. Le suore rinunciarono al loro diritto di avere proprietà, avviarono la pratica dell'adorazione notturna del Santissimo Sacramento e fondarono un orfanotrofio. Teresa però non era ancora convinta di aver intrapreso la propria strada. Dopo aver fatto gli esercizi ignaziani e aver chiesto pareri a parecchi amici e consiglieri, decise di procedere col progetto di fondare una nuova congregazione, intesa a condurre una vita religiosa integrale e a salvare le anime attraverso il lavoro pratico.

La chiamò Società di Maria Ausiliatrice e nel settembre del 1864 lasciò Castelnaudary con alcune suore per aprire il primo convento a Tolosa. La costituzione della nuova congregazione si basava sullo spirito ignaziano; nel 1867 l'arcivescovo di Tolosa diede la propria approvazione, seguito l'anno successivo dalla Santa Sede. Nel 1869 si inaugurarono due nuove case, ad Amiens e a Lione.

La guerra franco-prussiana costrinse le suore nel 1870 a rifugiarsi in Inghilterra per un certo periodo; stabilitesi a Londra, dapprima a Southwark, poi a Brompton, aprirono successivamente un convento e un pensionato a Kennington.

Quando fecero ritorno in Francia lasciarono un gruppo di suore in quest'ultimo convento, che divenne pertanto la prima casa della congregazione fuori dai confini della Francia.

Oltre alla cura degli orfani e all'istruzione dei bambini poveri, la comunità a Tolosa aveva fondato un pensionato per giovani lavoratrici, il primo nel suo genere, e questa sarebbe diventata l'attività principale delle suore nelle vaste città industriali in cui in seguito si stabilirono. Gli scritti, tuttora esistenti, di Maria Teresa risalgono a questi primi anni a Tolosa: da questi si è in grado di tracciare il cammino interiore della beata nel corso dei venticinque anni successivi, in quanto scrisse ampiamente su questioni spirituali, offrendo consigli alle sue suore. Quei venticinque anni furono veramente sorprendenti: è normale infatti che i fondatori religiosi abbiano affrontato opposizione e persino persecuzione, ma la storia di Maria Teresa, per la sua stranezza, non ha uguali.

Nel 1871 la congregazione elesse come vicaria della madre generale una donna entrata da soli tre anni, madre Maria Francesca. Questa, estremamente abile, riuscì a convincere il capitolo ad adottare un progetto di rapida espansione della loro attività; lo sviluppo procedette velocemente ma senza le necessarie risorse e nel 1874 madre Maria Francesca annunciò che la situazione finanziaria della congregazione era disperata, incolpando Maria Teresa; molte persone, che avrebbero dovuto informarsi meglio, la sostennero e convinsero la fondatrice a rassegnare le dimissioni in favore di Maria Francesca. Maria Teresa rimase per sette mesi in un convento delle suore della Carità, in attesa della decisione sul suo destino; alla fine fu del tutto espulsa dalla congregazione, col divieto di mantenere contatti coi suoi membri, e ridotta allo stato laicale (ma nel 1877 la beata riuscì comunque a fare di nuovo la professione religiosa, in un convento delle suore di Nostra Signora della Carità a Parigi).

Verso il 1885 era ormai chiaro che la sua congregazione originaria si trovava in una situazione critica e quando Maria Teresa, informata da una cugina a sua volta espulsa, lo venne a sapere, scrisse «Ora sono sicura che questa piccola società, che Dio ama così tanto [...] è moralmente morta; cioè, che i suoi fini, la sua forma, i suoi metodi hanno smesso di esistere. Ciò è e sempre sarà per me un dolore amaro e profondissimo. lo amo i piani di Dio, e mi sento come niente davanti alla sua santa e incomprensibile volontà». In una lettera scritta poco dopo l'espulsione, affermava di aver imparato da quello che le era accaduto una grande verità: «La grande verità che Dio è tutto, il resto è niente [...] e su di lui ci si può appoggiare fermamente tra gli incomprensibili misteri di questo mondo. Avrei potuto io imparare questo senza un tormento così crudele? Non credo. Il tempo passa, e passa in fretta: conosceremo presto la causa di così tante cose da sorprendere e stordire la nostra ragione debole e miope».

Ammalatasi di tubercolosi, Maria Teresa morì nel giugno 1889, dopo parecchi mesi di malattia. Fu beatificata nel 1946. La sua congregazione non ha cessato di esistere: poco dopo la morte della fondatrice, il capitolo della società si oppose finalmente a Maria Francesca, non permettendole di operare ulteriori cambiamenti, e questa, nel 1890, diede le dimissioni lasciando la congregazione. Sotto la guida di una nuova superiora, la società cominciò a recuperare lo stile di vita originario, ritornando attiva nei modi in cui la fondatrice aveva desiderato.

Quanto a Maria Francesca, dopo la sua morte nel 1921 trapelò la notizia che al tempo del suo ingresso nella congregazione era già sposata, benché avesse abbandonato il marito. La sua professione religiosa pertanto non può essere considerata valida, come pure tutti gli atti da lei compiuti come madre generale, e si può dire quindi che Maria Teresa è rimasta, almeno canonicamente, un membro della congregazione fino alla fine della sua vita.

Maria Teresa fu beatificata il 20 ottobre 1946 da papa Pio XII, e la causa della sua canonizzazione è stata riaperta nel 1955.

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