La Beata Maria Guadalupe Ricart Olmos, al secolo Maria Francesca Ricart Olmos, nacque il 23 febbraio 1881 ad Albal, nella provincia di Valencia, in Spagna. Era la seconda dei quattro figli di Francisco Ricart Garcés e María Olmos Dalman, una famiglia di agricoltori profondamente cristiana. Nel 1885, quando aveva appena quattro anni, rimase orfana di padre e la madre dovette provvedere da sola alla famiglia, occupandosi dei figli e del lavoro domestico e agricolo.
Fin dall'infanzia Maria Francesca manifestò una particolare inclinazione alla preghiera e alla vita contemplativa. Il giorno della Prima Comunione, quando aveva circa dieci anni, promise di rimanere fedele a Gesù Cristo fino alla morte. Partecipava con assiduità alla vita della parrocchia e sentiva crescere dentro di sé il desiderio di consacrarsi completamente a Dio.
Nel 1896, all'età di quindici anni, entrò nel monastero delle Serve di Maria al Pie de la Cruz di Valencia. La giovane era pienamente consapevole della scelta che stava compiendo e, davanti a chi dubitava della sua vocazione, dichiarò di sapere bene ciò che faceva perché si sentiva chiamata da Gesù. Nel monastero assunse il nome religioso di Suor Maria Guadalupe.
Trascorse praticamente tutta la sua vita religiosa all'interno della comunità monastica. Il 19 giugno 1900 emise i voti perpetui, consacrandosi definitivamente alla vita religiosa. La sua spiritualità fu profondamente segnata dal carisma dei Servi di Maria, soprattutto dalla contemplazione della Passione di Cristo e dei dolori della Vergine Maria. La preghiera, la penitenza, l'osservanza della regola e la carità verso le consorelle costituirono il centro della sua esistenza.
All'interno del monastero svolse diversi incarichi di responsabilità. Fu procuratrice dal 1926 al 1928, maestra delle novizie dal 1928 al 1931, priora dal 1931 al 1934 e nuovamente maestra delle novizie dal 1934 fino alla morte. In questi compiti si impegnò nella formazione delle giovani religiose, trasmettendo loro l'amore per la preghiera, la fedeltà alla regola, lo spirito di sacrificio e la carità fraterna.
La sua spiritualità emerge anche dalle tredici lettere che scrisse tra il 1931 e il 1934 ai priori generali dell'Ordine dei Servi di Maria. Questi documenti, conservati e pubblicati successivamente, rappresentano una testimonianza diretta del suo rapporto con la famiglia religiosa e del suo impegno nella vita della comunità.
Negli anni precedenti alla Guerra civile spagnola, Maria Guadalupe era consapevole delle crescenti tensioni politiche e religiose che attraversavano il Paese. Le fonti dell'Ordine ricordano che incoraggiava le giovani religiose a vivere con maggiore fervore la propria vocazione e a essere pronte, se necessario, anche a offrire la vita per Cristo.
Nel 1936, con l'inizio della guerra civile e l'intensificarsi della persecuzione religiosa, le religiose furono costrette ad abbandonare il monastero. Maria Guadalupe dovette lasciare la clausura insieme alle consorelle e cercò rifugio presso alcuni familiari. Successivamente si stabilì nella casa della sorella Filomena, dove continuò a dedicarsi alla preghiera e alle opere quotidiane, offrendo spiritualmente la propria vita per la Chiesa e per la conversione dei peccatori.
Nella notte del 2 ottobre 1936, alcuni uomini armati irruppero nella casa della sorella alla ricerca di armi. Nella stanza di Maria Guadalupe trovarono soltanto un abitino della Madonna del Carmine. La sua identità religiosa era tuttavia conosciuta e la religiosa venne arrestata. Fu portata fuori dall'abitazione e condotta verso la zona di Silla, nei pressi di Valencia.
Maria Guadalupe affrontò le ultime ore della sua vita con fede e serenità. Le testimonianze raccolte nel corso del processo di beatificazione hanno conservato il ricordo della sua disponibilità ad accettare il martirio, vissuto come suprema testimonianza dell'amore per Cristo. La religiosa venne uccisa nel territorio di Silla il 2 ottobre 1936. Aveva cinquantacinque anni. La Santa Sede riconobbe successivamente che la sua morte era avvenuta in odium fidei, cioè a causa della sua fede e della sua appartenenza religiosa.
Dopo l'uccisione, il corpo fu inizialmente sepolto in una fossa comune nel cimitero di Silla. Nel 1940 le sue spoglie furono trasferite in una sepoltura distinta e, negli anni successivi, vennero trasferite insieme alla comunità delle Serve di Maria. La memoria della religiosa rimase particolarmente viva nella congregazione e nella diocesi di Valencia.
La causa di beatificazione ebbe origine con il processo informativo del 1958. La documentazione venne successivamente esaminata dalla Congregazione delle Cause dei Santi. Il 28 giugno 1999 Papa Giovanni Paolo II promulgò il decreto con cui veniva riconosciuto ufficialmente il martirio di Maria Guadalupe Ricart Olmos.
Il 11 marzo 2001, in Piazza San Pietro, Papa Giovanni Paolo II la proclamò Beata insieme a José Aparicio Sanz e ad altri 232 martiri della persecuzione religiosa in Spagna. Maria Guadalupe divenne così la prima religiosa dell'Ordine dei Servi di Maria a essere beatificata come martire.
La memoria liturgica della Beata Maria Guadalupe Ricart Olmos ricorre il 2 ottobre nel Martirologio Romano. Il calendario proprio dei Servi di Maria celebra invece la sua memoria il 3 ottobre. È ricordata come vergine e martire, religiosa delle Serve di Maria, testimone della fede durante la persecuzione religiosa della guerra civile spagnola.