La Beata Maria Antonina Kratochwil, al secolo Maria Anna Kratochwil, nacque il 21 agosto 1881 a Witkowice, nei pressi di Ostrava, in Moravia, allora parte dell'Impero austro-ungarico. I suoi genitori, Giovanni e Giovanna Kolarzyk, si erano trasferiti nella zona in cerca di lavoro. Nel 1885 la famiglia tornò nella regione d'origine della madre e successivamente si stabilì a Bielsko, dove Maria Anna ricevette la sua formazione presso le Suore Scolastiche di Nostra Signora.
Fin da giovane Maria Anna fu profondamente legata alle religiose che l'avevano educata. Dopo aver completato la propria formazione scolastica, decise di dedicarsi all'insegnamento e alla vita religiosa. Nel 1901 entrò nella Congregazione delle Suore Scolastiche di Nostra Signora e venne inviata a Breslavia per completare la propria preparazione. Nel 1906 conseguì il diploma magistrale a Cieszyn e iniziò a lavorare come insegnante.
Fu destinata alla scuola polacca delle Suore Scolastiche di Nostra Signora a Karviná, dove insegnò dal 1906 al 1909 e nuovamente dal 1910 al 1917. Era considerata un'insegnante competente, preparata e paziente, molto amata dai bambini e stimata dalle famiglie. Il suo modo di educare univa la formazione scolastica alla crescita umana e cristiana degli alunni.
Il 27 settembre 1910 pronunciò i voti religiosi assumendo il nome di Suor Maria Antonina. Da quel momento unì sempre più strettamente l'attività educativa alla consacrazione religiosa, dedicando la propria vita alla formazione dei giovani e al servizio della Chiesa.
Nel 1917 venne trasferita a Leopoli, dove continuò il suo apostolato educativo fino al 1925. Successivamente fu destinata a Tłumacz, dove dal 1925 al 1932 svolse diversi incarichi di responsabilità: fu superiora della comunità, direttrice del collegio e responsabile della formazione delle giovani candidate alla vita religiosa.
Nel 1932 tornò a Leopoli, dove assunse la direzione della scuola e si occupò nuovamente della formazione delle candidate della congregazione. In tutti questi incarichi si distinse per la profonda fede, la competenza, la bontà e l'attenzione verso le persone più fragili. Le testimonianze raccolte sulla sua vita ricordano in particolare il suo amore per i bambini, soprattutto per quelli poveri e abbandonati.
Con lo scoppio della Seconda guerra mondiale, la situazione della comunità religiosa divenne estremamente difficile. Nel 1939 Leopoli fu occupata dalle truppe sovietiche e le attività delle congregazioni religiose vennero progressivamente limitate. Le suore furono private della scuola e costrette ad abbandonare il convento, mentre venne loro imposto di non indossare l'abito religioso.
Alla fine del 1939 Suor Maria Antonina venne nominata superiora della comunità di Mikuliczyn. Vi si trasferì all'inizio del 1940 insieme alle consorelle. Le religiose dovettero affrontare condizioni di vita molto dure: la loro casa era stata confiscata e furono costrette a vivere in spazi ristretti. La scarsità di cibo le obbligò inoltre a cercare lavori umili per poter sopravvivere.
Dopo l'invasione tedesca dell'Unione Sovietica nel 1941, le suore poterono rientrare a Mikuliczyn, ma la situazione rimase estremamente pericolosa. Suor Antonina continuò a sostenere spiritualmente le consorelle e le persone che si rivolgevano a lei, vivendo la propria fede con particolare coraggio in un periodo segnato dalla violenza e dalla persecuzione.
Il 9 luglio 1942, Maria Antonina e alcune consorelle furono arrestate dalla Gestapo e condotte nel carcere di Stanisławów, l'attuale Ivano-Frankivsk. Le religiose furono sottoposte a condizioni disumane, caratterizzate da fame, violenze e torture. Suor Antonina, nonostante le sofferenze, continuò a sostenere le altre prigioniere con la preghiera, la fede e il perdono.
Durante la detenzione protestò anche contro il trattamento riservato ai prigionieri ebrei. Per questo motivo fu sottoposta a particolari violenze. Le torture compromisero gravemente la sua salute e, durante la prigionia, contrasse anche il tifo. La sua testimonianza in carcere fu segnata dalla volontà di non rispondere all'odio con l'odio e di continuare a vivere secondo gli insegnamenti cristiani.
Nel settembre 1942 Maria Antonina e le altre suore furono liberate. Le condizioni della religiosa erano però ormai gravissime. Debilitata dalle torture, dalla fame e dalla malattia, non riuscì a recuperare le forze. Morì a Stanisławów il 2 ottobre 1942, pochi giorni dopo la liberazione.
Dopo la sua morte si diffuse la fama della sua santità e della sua fedeltà alla fede durante la persecuzione. La sua testimonianza venne inserita nella causa dei 108 martiri polacchi della Seconda guerra mondiale, comprendente vescovi, sacerdoti, religiosi e laici uccisi durante il periodo dell'occupazione nazista.
Il 13 giugno 1999, a Varsavia, Papa Giovanni Paolo II beatificò Maria Antonina Kratochwil insieme agli altri 107 martiri polacchi. La Chiesa la riconobbe così ufficialmente come martire della fede e testimone della carità cristiana vissuta fino alle estreme conseguenze.
La Beata Maria Antonina Kratochwil è ricordata come religiosa, insegnante ed educatrice, particolarmente vicina ai bambini poveri e alle persone emarginate. La sua vita fu caratterizzata dalla dedizione all'educazione, dalla profonda fiducia in Dio e dalla capacità di conservare uno spirito di amore e perdono anche durante la prigionia e le persecuzioni.