Mafalda era figlia di Sancio I, re del Portogallo, e fu data in sposa (si deve pensare per ragioni dinastiche) al cugino Enrico I, re di Castiglia, nel 1215.
L'anno seguente il matrimonio fu però annullato perché i due sposi erano consanguinei; Mafalda tornò allora in Portogallo, dove si fece suora ad Arouca, monastero che adottò la regola cistercense, accogliendo un suo suggerimento.
Destinò la sua eredità alla ricostruzione della cattedrale di °porto e di un ponte sul fiume Tamega, e alla fondazione di un ostello per pellegrini e di un ricovero per vedove. La sua austerità di vita si esprimeva non solo con l'osservanza della vita ordinaria ma anche dormendo sulla nuda terra e passando l'intera notte in preghiera.
Alla fine della vita scelse un letto di cenere e di sacco; le sue ultime parole furono: «Signore, spero in te». Quando il suo corpo fu riesumato nel 1617 fu trovato incorrotto e ancora morbido. Il suo culto fu confermato nel 1793.
MARTIROLOGIO ROMANO. Ad Arouca in Portogallo, beata Mafalda, vergine, che, figlia del re Sancio I, rigettato il matrimonio per invalidità, si fece monaca e introdusse nel suo monastero la riforma cistercense.
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