La Beata Angelica da Milazzo, conosciuta anche con il nome di Angela Leonti, nacque a Milazzo, in Sicilia, nel 1519, da Domenico Leonti e Bernarda Maiolino. Visse nel XVI secolo e appartenne al Terz’Ordine dei Minimi, la fraternità laicale legata all’Ordine fondato da San Francesco di Paola. Le fonti ricordano anche le sue sorelle Biagia e Pelagia, anch’esse terziarie dell’Ordine dei Minimi.
Fin dalla giovinezza Angelica manifestò un forte desiderio di consacrare la propria vita a Dio. La sua famiglia, secondo le consuetudini dell’epoca, desiderava invece che intraprendesse la vita matrimoniale e formasse una famiglia. La giovane resistette alle pressioni dei parenti, desiderando rimanere fedele alla propria vocazione religiosa. Secondo la tradizione, nei momenti di maggiore difficoltà si rivolgeva con particolare devozione al Crocifisso, chiedendo la forza necessaria per perseverare nella sua scelta.
Durante la giovinezza fu colpita da una grave malattia che mise in pericolo la sua vita. In quella circostanza fece voto di indossare l’abito del Terz’Ordine dei Minimi. Una volta ristabilita, mantenne la sua decisione di dedicarsi a Dio, nonostante le pressioni familiari continuassero. L’appartenenza al Terz’Ordine le permise di vivere la propria vocazione senza entrare in un monastero, seguendo nella vita quotidiana la spiritualità di San Francesco di Paola.
Le fonti sulla sua vita sottolineano soprattutto la sua intensa vita spirituale. Angelica era dedita alla preghiera, alla penitenza e alle opere di carità. Una tradizione riportata nelle biografie racconta che il digiuno costituiva per lei una pratica abituale, mentre la preghiera rappresentava il centro della sua giornata. Particolare attenzione dedicava inoltre all’assistenza dei poveri e degli ammalati, attività che svolgeva insieme alla vita di preghiera.
La sua esistenza fu segnata nuovamente dalla malattia. Angelica venne colpita da un tumore maligno, che la condusse progressivamente alla morte. La tradizione agiografica descrive il periodo della malattia come un lungo tempo di sofferenza, vissuto dalla giovane terziaria nella fede e nell’abbandono alla volontà di Dio. Il dolore fisico divenne così l’ultima grande prova della sua vita spirituale.
Secondo le Memorie della città di Milazzo di Francesco Maria Emanuele e Gaetani, marchese di Villabianca, riprese da fonti successive, Angelica morì a Milazzo il 1º novembre 1559, all’età di circa quarant’anni. Dopo la sua morte, la popolazione milazzese iniziò a venerarla come donna di particolare santità e prese a chiamarla Beata Angelica.
Il culto popolare rimase legato alla città di Milazzo e alla spiritualità dei Minimi. La memoria della Beata Angelica da Milazzo è celebrata il 6 dicembre. Le fonti la ricordano come una terziaria dei Minimi vissuta nella Sicilia del XVI secolo, la cui testimonianza religiosa fu caratterizzata dalla preghiera, dalla penitenza, dall’assistenza ai malati e dalla perseveranza nella vocazione fino alla morte.