Nel 304, durante le feroci persecuzioni sotto l'imperatore Diocle-ziano, Ottato e altre diciassette persone furono martirizzate a Saragozza in Spagna. Il poeta Prudenzio (ca. 348-410), originario della stessa città, scrisse un inno sui martiri, ma senza fornire alcuna notizia sul modo in cui morirono; nella sua lista di nomi di martiri ne compaiono quattro di nome Saturnino e due di nome Gaio e Cremenzio che pare siano morti per le torture ricevute. Talora ci si riferisce a loro come agli "Innumerevoli Martiri di Saragozza".
L'inno tratta anche di una tale S. Encratis o Engrazia, vergine martire che durante la stessa persecuzione patì torture terribili, descritte dettagliatamente da Prudenzio.
La chiama «giovane veemente» per il modo in cui difese la fede e, a quanto risulta, sopravvisse alle torture, poiché Prudenzio definisce la sua casa il santuario di una «martire vivente». Non sembra possibile che abbia subito la persecuzione contemporaneamente a Ottato, poiché probabilmente visse in un'epoca più vicina a quella di Prudenzio; il suo nome è riportato in varie forme e il suo culto si diffuse ampiamente in Spagna e nei Pirenei. Lo stesso Ottato con i suoi compagni furono venerati in speciale modo nella chiesa a lei dedicata. In occasione del sinodo di Saragozza del 592 il santuario fu riconsacrato e fu scritta una Messa speciale, nota come la «Messa di S. Engrazia o dei diciotto martiri». La nuova consacrazione avvenne il 3 novembre e in questo giorno, per un certo periodo, è stata celebrata la festa dei martiri, ma la data odierna è più precisa.
MARTIROLOGIO ROMANO. A Saragozza in Spagna, commemorazione dei santi Ottato e diciassette compagni, martiri, che durante la persecuzione dell’imperatore Diocleziano furono sottoposti a tortura e uccisi; il loro nobile martirio fu celebrato in versi da Prudenzio.
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