Giuliano e Basilissa vissero nei primi decenni del IV secolo durante la persecuzione contro i cristiani sotto l’imperatore Diocleziano. Provenienti da una famiglia benestante, furono uniti in matrimonio ma decisero di vivere in perpetua castità per dedicare completamente la loro vita al servizio di Dio. Entrambi dedicarono le loro risorse alla carità verso i poveri e gli ammalati.
Il loro impegno caritativo portò alla conversione della propria casa in un luogo di assistenza per persone in difficoltà. Questa struttura, descritta dalle fonti agiografiche come un ospedale, poteva accogliere fino a mille persone e forniva cure, alimenti e riparo. Basilissa seguiva le donne e Giuliano si prendeva cura degli uomini, testimonianza della loro dedizione e del loro spirito di carità.
Durante le persecuzioni, Giuliano e Basilissa rimasero saldi nella loro fede cristiana, nonostante la pressione delle autorità pagane affinché rinnegassero la loro devozione a Cristo. Scelsero volontariamente di affrontare rischi e difficoltà pur di testimoniare pubblicamente la loro fede.
Secondo la tradizione, Basilissa sopravvisse a numerose prove e morì in pace dopo aver resistito alle persecuzioni. Giuliano invece subì un martirio insieme ad altri compagni di fede. Arrestato per la sua fede, fu torturato e quindi condannato a morte, rimanendo fermo nella sua fede fino alla fine. La sua testimonianza portò anche alla conversione di alcuni testimoni presenti, incluso un giovane di nome Celsus, che condivise il martirio con lui.
San Giuliano Martire è venerato il 6 e 9 gennaio in memoria liturgica insieme a Santa Basilissa, sua sposa e compagna nel martirio.
MARTIROLOGIO ROMANO Ad Antinoe nella Tebaide, in Egitto, santi Giuliano e Basilissa, martiri.