Santa Teodosia di Costantinopoli fu una monaca vissuta nell'VIII secolo, ricordata per il coraggio con cui difese il culto delle sacre immagini durante la crisi dell'iconoclastia nell'Impero Bizantino. La sua vita è legata a uno dei periodi più difficili della storia della Chiesa d'Oriente, quando molti imperatori tentarono di proibire la venerazione delle icone.
Rimasta orfana in giovane età, fu affidata alle cure di un monastero di Costantinopoli, dove ricevette una profonda formazione cristiana. Scelse ben presto la vita monastica, distinguendosi per la preghiera, la penitenza e l'amore verso Cristo. La sua devozione alle sacre immagini nasceva dalla convinzione che, con l'Incarnazione del Figlio di Dio, fosse legittimo raffigurare Cristo e i santi.
Durante il regno dell'imperatore Costantino V e, secondo altre tradizioni, sotto Leone III Isaurico, iniziò una dura persecuzione contro coloro che difendevano le icone. Quando le autorità imperiali tentarono di rimuovere una venerata immagine di Cristo collocata sopra la Porta di Bronzo del Palazzo Imperiale, Santa Teodosia e altre monache intervennero per impedirlo.
La tradizione racconta che, nel tentativo di fermare i soldati, il funzionario incaricato dell'operazione cadde dalla scala e morì. Teodosia venne arrestata insieme alle altre religiose e sottoposta a torture perché rifiutava di rinunciare alla venerazione delle immagini sacre.
Dopo un periodo di prigionia fu condannata a morte. Secondo la tradizione, venne trafitta alla gola con un corno di ariete, ricevendo così la corona del martirio. La sua fermezza contribuì a rafforzare la resistenza dei difensori delle icone e il suo esempio rimase vivo nella memoria della Chiesa bizantina.
Dopo la restaurazione del culto delle immagini, il suo culto si diffuse ampiamente nell'Oriente cristiano. Ancora oggi è venerata come una delle principali martiri dell'iconoclastia e come esempio di fedeltà alla dottrina dell'Incarnazione.
La memoria liturgica di Santa Teodosia di Costantinopoli si celebra il 18 luglio nella tradizione latina e il 29 maggio nelle Chiese orientali. La sua vita testimonia il coraggio di difendere la fede e la verità anche di fronte alla persecuzione.