Santa Susanna di Roma

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Santa Susanna di Roma
Nome: Santa Susanna di Roma
Titolo: Martire
Nascita: 280 dopo Cristo, Roma
Morte: III Secolo, Roma
Ricorrenza: 11 agosto
Martirologio: edizione 2004
Tipologia: Commemorazione
Fa parte di:Santi del Lazio


Tutto ciò che si conosce di Susanna proviene da una breve nota nel Martirologio Geronimiano (molto antico e considerato sostanzialmente attendibile): «A Roma, alle "Due Case", dietro le terme di Diocleziano, il giorno della nascita di S. Susanna». Questo frammento diede lo spunto a un interessante racconto ambientato nelle case di due fratelli, Gabinio e Caio, ché racchiude un'ampia gamma di varianti pseudo storiche sul tema popolare della vergine che rifiuta il pretendente pagano. Anche gli intrighi di corte e le peripezie raccontate sono reminiscenze di saghe orientali non cristiane, dove prendono corpo una serie di conversioni poco verosimili e fantasiose rinunce ai beni materiali, mostrando come i fattori più disparati contribuiscano a formare i racconti agiografici.

Si racconta che Susanna fosse la bellissima e studiosa figlia di un dotto presbitero, Gabinio, e nipote di papa S. Gaio (22 apr.), della cui vita e morte non si sa nulla di certo.

L'imperatore Diocleziano stava cercando una sposa per suo figlio Massimiano. Mandò uno zio di Susanna, Claudio, che ricopriva una carica a corte, a informare Gabinio della volontà dell'imperatore che Susanna divenisse sposa di Massimiano.

La giovane, però, si oppose, dichiarandosi sposa di Cristo e indisponibile a ogni matrimonio terreno; quando lo zio si presentò per discutere della questione e cercare di convincerla, si avvicinò per baciarla in saluto ma ella si ritrasse.

Protestò che era solo un segno di affetto naturale, ma lei rispose: «Non mi importa se mi baci. È la tua bocca sudicia che non posso sopportare. È piena di idolatria». «Come posso pulirla?» domandò Claudio. «Pentiti e fatti battezzare» fu la risposta.

Claudio fu talmente impressionato dal rifiuto di Susanna a un matrimonio così conveniente che chiese di venire istruito nella fede cristiana e si fece battezzare insieme a sua moglie Prepedigna e ai due figli. Poi liberò i suoi schiavi e diede i beni ai poveri. Non ricevendo più notizie a corte, Diocleziano mandò Massimo, fratello di Claudio e anch'egli dignitario imperiale, per cercare Susanna e avere informazioni sull'uomo, che pensava ammalato.

Massimo trovò il fratello effettivamente molto emaciato, ma a motivo delle penitenze cui si era sottoposta da cristiano, e Claudio gli comunicò la decisione di Susanna; insieme la andarono a trovare per poi discutere del problema con Gabinio e il pontefice, ma tutti e quattro i fratelli si ritrovarono d'accordo a non volere forzare la ragazza. Anche Massimo fu battezzato e diede i suoi beni ai poveri. Quando Diocleziano venne a sapere del rifiuto di Susanna e della conversione dei suoi due sottoposti, si arrabbiò molto.

Disse a uno dei suoi favoriti, Giuliano, che portava un antico rancore verso la famiglia, di arrestarli e di fare di loro ciò che voleva. Giuliano ordinò che Claudio e Massimo fossero bruciati vivi e i loro corpi gettati in acqua. Susanna fu decapitata in casa e suo padre fu martirizzato.

MARTIROLOGIO ROMANO. A Roma, commemorazione di santa Susanna, sotto il cui nome, celebrato tra i martiri negli antichi fasti, fu dedicata a Dio nel VI secolo una basilica nel titolo di Caio presso le Terme di Diocleziano.

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