Santa Sara, conosciuta nella Bibbia anche con il nome di Sarai, è la moglie del patriarca Abramo e la madre di Isacco. È una delle principali figure femminili dell'Antico Testamento e viene ricordata come una delle madri del popolo d'Israele. La sua storia è narrata soprattutto nel libro della Genesi.
Sara nacque nella famiglia di Terach, padre di Abramo. Secondo il racconto biblico, divenne moglie di Abramo quando la famiglia viveva nella città di Ur dei Caldei.
Il suo nome originario era Sarai. In seguito Dio cambiò il suo nome in Sara, spiegando ad Abramo che sarebbe diventata madre di popoli e di re.
Il nome Sara significa «principessa» o «signora».
Sara accompagnò Abramo nel lungo viaggio iniziato a Ur e proseguito verso Carran e poi verso la terra di Canaan, seguendo la chiamata di Dio.
La sua vita fu quindi legata fin dall'inizio alla vicenda di Abramo e alla promessa divina di una grande discendenza.
Il viaggio portò la famiglia di Abramo anche in Egitto. Durante il soggiorno nel Paese, Abramo, temendo per la propria vita a causa della bellezza della moglie, disse che Sara era sua sorella. Il faraone la fece quindi condurre presso di sé, ma Dio intervenne e il sovrano la restituì ad Abramo.
Per molti anni Sara rimase sterile e non ebbe figli. La sua sterilità rappresentava una difficoltà particolarmente importante per la promessa fatta da Dio ad Abramo, al quale era stata annunciata una numerosa discendenza.
Poiché Sara non riusciva ad avere figli, propose ad Abramo di unirsi alla sua schiava egiziana Agar. Da Agar nacque Ismaele.
La nascita di Ismaele non era però il compimento della promessa attraverso Sara. Dio avrebbe infatti annunciato ad Abramo che proprio Sara avrebbe avuto un figlio.
Quando Abramo aveva ormai molti anni, Dio rinnovò la promessa e annunciò che Sara avrebbe avuto un figlio.
L'annuncio avvenne presso le querce di Mamre, dove Abramo ricevette la visita di tre misteriosi personaggi. Uno di essi annunciò che Sara avrebbe avuto un figlio entro un anno.
Sara, ormai anziana e consapevole di non poter più avere figli secondo le possibilità naturali, ascoltò la promessa e rise tra sé.
Dio le concesse comunque ciò che aveva promesso.
Quando Abramo aveva cento anni e Sara circa novant'anni, nacque il loro figlio Isacco.
Il nome Isacco significa «egli riderà» e richiama proprio il riso di Sara davanti all'annuncio della sua futura maternità.
La nascita di Isacco rappresentò il compimento della promessa fatta da Dio ad Abramo e a Sara. Il figlio sarebbe diventato il padre di Giacobbe, dal quale avrebbe avuto origine la discendenza delle dodici tribù d'Israele.
Dopo la nascita di Isacco, Sara vide Ismaele, figlio di Agar e di Abramo, mentre giocava con il bambino. Chiese quindi ad Abramo di allontanare Agar e Ismaele.
La situazione provocò dolore ad Abramo, ma Dio gli ordinò di ascoltare Sara, assicurando che anche Ismaele sarebbe diventato capostipite di una grande nazione.
Il libro della Genesi racconta con particolare precisione la morte di Sara. Morì a 127 anni a Hebron, nella terra di Canaan.
Abramo pianse la moglie e acquistò dagli Ittiti la grotta di Macpela, situata presso Mamre, per darle una sepoltura.
Sara fu quindi sepolta nella grotta di Macpela, che secondo la tradizione è divenuta il luogo di sepoltura di diversi patriarchi e matriarche biblici.
La figura di Sara viene ricordata anche nel Nuovo Testamento. La Lettera agli Ebrei la presenta come esempio di fede: nonostante l'età avanzata, credette nella promessa di Dio e divenne madre.
Anche la Prima Lettera di Pietro ricorda Sara come esempio di donna fedele e obbediente.
San Paolo, nella Lettera ai Galati, utilizza invece Sara e Agar come figure simboliche per spiegare la differenza tra la libertà dei figli della promessa e la schiavitù.
Sara è venerata come santa e matriarca biblica dalle Chiese cristiane che riconoscono il culto dei santi. Nella tradizione cattolica viene ricordata insieme al marito Abramo il 9 ottobre.
La sua figura è inoltre ricordata il 24 dicembre, nella memoria degli antenati di Gesù secondo la genealogia biblica.
La tradizione copta ortodossa celebra invece Santa Sara con una memoria propria il 19 agosto.
Secondo la tradizione, Sara è sepolta nella Grotta di Macpela, a Hebron, oggi conosciuta anche come Tomba dei Patriarchi.
Il luogo è venerato dalle tre grandi religioni abramitiche. Secondo la tradizione ebraica, cristiana e islamica, nella grotta sono sepolti anche Abramo, Isacco, Rebecca, Giacobbe e Lia.
Santa Sara rimane così una delle figure femminili più importanti della storia biblica, ricordata come moglie di Abramo, madre di Isacco e madre del popolo della promessa.