Sant'Oliva visse ad Anagni nel XII secolo ed è una delle figure più venerate della tradizione religiosa della città laziale. Le notizie storiche sulla sua vita sono piuttosto scarse e spesso si intrecciano con racconti tramandati dalla devozione popolare. Tuttavia, il suo culto è attestato da secoli ed è profondamente radicato nella storia religiosa di Anagni.
Secondo la tradizione, Oliva apparteneva a una nobile famiglia locale e si distinse fin dalla giovinezza per la sua profonda fede cristiana, la modestia dei costumi e la carità verso i poveri. Rinunciò agli agi della propria condizione sociale per dedicarsi alla preghiera e alle opere di misericordia, conducendo una vita caratterizzata dall'umiltà e dalla ricerca della perfezione evangelica.
La santa trascorse gran parte della sua esistenza assistendo i bisognosi, soccorrendo gli ammalati e sostenendo le persone in difficoltà. La sua casa divenne un punto di riferimento per quanti cercavano aiuto materiale e conforto spirituale. La tradizione locale le attribuisce numerosi atti di carità compiuti con discrezione e generosità.
Oliva dedicò molto tempo alla preghiera e alla meditazione. La sua fama di santità si diffuse rapidamente tra gli abitanti di Anagni, che vedevano in lei un esempio di vita cristiana autentica. Ancora in vita era considerata una donna di grande virtù, capace di trasmettere pace e speranza a quanti la incontravano.
Dopo la sua morte, avvenuta probabilmente nel XII secolo, la devozione nei suoi confronti continuò a crescere. I fedeli iniziarono a venerarla come santa e a invocare la sua intercessione nelle necessità spirituali e materiali. Nel corso dei secoli il suo culto è rimasto vivo soprattutto ad Anagni, dove è considerata una delle principali patrone della città.
Le sue reliquie sono custodite nella Cattedrale di Santa Maria di Anagni, uno dei più importanti edifici sacri del Lazio medievale. Presso la sua tomba si sono susseguiti nei secoli pellegrinaggi e manifestazioni di devozione popolare.
La memoria liturgica di Sant'Oliva viene celebrata il 3 giugno. Ancora oggi la santa è ricordata come modello di carità cristiana, umiltà e dedizione ai più deboli, virtù che ne hanno fatto una figura particolarmente amata dalla comunità anagnina.