Monegonda nacque nella città di Chartres in Francia; alla morte delle due figlie piccole, decise di intraprendere la vita religiosa, poiché temeva «di diventare, nel suo dolore, così egoista da dimenticare Dio». Con il consenso del marito costruì una cella in città, dove visse in solitudine, alimentandosi il meno possibile e avendo a disposizione solo una stuoia per dormire. Per evitare la fama dei suoi miracolosi poteri di guarigione, si trasferì a Tours e visse in una cella vicino alla tomba di S. Martino (11 nov.), osservando le stesse rigide regole di vita. Attorno a lei si raccolsero molte donne desiderose di votarsi a Dio, e la cella divenne il nucleo del convento di St-Pierre-Puellier. Morì nel 570 e la sua tomba diventò meta di pellegrinaggio, specialmente degli ammalati; molte guarigioni furono attribuite alla sua intercessione. La tomba fu profanata dagli ugonotti nel 1562, ma la maggior parte delle reliquie salvata e sepolta di nuovo solennemente nel 1697. Il suo nome compare in alcune versioni del Martirologio Geronimiano e in alcuni calendari benedettini, sebbene non esista alcun legame evidente con i monaci di quest'ordine.
MARTIROLOGIO ROMANO. A Tours nel territorio della Neustria, in Francia, santa Monegonda, consacrata a Dio, che, lasciati la patria e i genitori, attese soltanto alla preghiera.
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