Fabiola fu una delle patrizie romane che rimasero molto influenzate da S. Girolamo (30 set.), sebbene non partecipasse alle riunioni organizzate durante il soggiorno del santo a Roma. Era una donna molto ricca, indipendente e determinata; quando lo stile di vita dissoluto del marito rese il rapporto coniugale impossibile, riuscì a ottenere un divorzio civile, cosa non difficile secondo la legge romana. Si risposò con un altro uomo, ma dopo la morte del secondo marito, si sottomise ai canoni della Chiesa, presentandosi per chiedere perdono nella basilica del Laterano; fu riammessa nella comunione dei fedeli da papa S. Siricio (26 nov.) e successivamente donò le sue ricchezze, ingenti somme di denaro a chiese e congregazioni istituite in Italia e nelle isole vicine, inoltre fondò un ospedale per curare i malati delle strade di Roma, dedicandovisi personalmente.
Questo è il primo ospedale cristiano documentato in Occidente, sebbene esistano prove di risultati simili conseguiti in Egitto e Asia Minore da S. Pacomio (9 mag.) e S. Basai() Magno (2 gen.) generalmente considerati pionieri.
Nel 393 Fabiola si recò in visita a S. Girolamo a Betlemme, in compagnia di un parente chiamato Oceano, e vi rimase insieme a S. Paola (26 gen.) e a suo figlio S. Eustochio (28 set.). A quel tempo Girolamo era in conflitto con il vescovo di Gerusalemme a causa della sua controversia con Rufino sulla dottrina di Origene. Furono fatti vari tentativi per portare Fabiola dalla parte del vescovo, ma lei rimase leale a Girolamo. Desiderava trascorrere il resto dei suoi giorni a Gerusalemme, ma la vita di donna consacrata non era proprio incline al suo temperamento: aveva bisogno di compagnia e di attività. Girolamo commentò che la sua vita spirituale sarebbe stata sempre influenzata dal mondo esterno, comunque la definì come «una casta matrona e una cristiana».
Quando gli unni minacciarono di invadere Gerusalemme, Girolamo e i suoi seguaci si trasferirono sulla costa e Fabiola ritornò a Roma. Sembra che valutasse l'eventualità di sposarsi per la terza volta, visto che un sacerdote di nome Amando pose a Girolamo una domanda complessa relativa alla condizione delle donne divorziate; generalmente questo viene considerato come un "sondaggio" per conto di Fabiola. Girolamo fu molto cauto e Fabiola non si risposò, ma trascorse invece gli ultimi tre anni di vita in opere di carità pubbliche e private. È comunemente associata a S. Pammachio (30 ago.) nella fondazione di un ospedale per poveri e pellegrini a Porto. Quando morì era in procinto di partire per jaffa; si narra che tutta Roma partecipò al suo funerale.
S. Girolamo rimase in contatto con Fabiola fino alla fine e le dedicò due trattati: uno sul sacerdozio di Aronne e il significato mistico delle vesti sacerdotali, ultimato poco prima che la sua barca fosse pronta a salpare; l'altro sui quarantadue luoghi di preghiera degli israeliti nel deserto, completato dopo la sua morte. Le opere furono inviate a Oceano, con un resoconto della vita e della morte di Fabiola, in cui le peregrinazioni degli israeliti vengono paragonate agli irrequieti e lunghi viaggi della santa.
MARTIROLOGIO ROMANO. Commemorazione di santa Fabíola, vedova romana, che, secondo la testimonianza di san Girolamo, volse e destinò la sua vita di penitenza a beneficio dei poveri.
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