Cristina nacque sulle rive del lago di Bolsena dove suo padre Urbano era governatore.
Quest'uomo era un mortale nemico dei cristiani, e si può dire che non passava giorno senza che ne avesse qualcuno al suo tribunale.
Dalle risposte dei Martiri, Cristina apprese le prime verità della fede. Istruita poi più profondamente da alcune píe donne, divenne un'ardente cristiana.
La buona giovane non parlò di ciò al padre, ma un giorno, presa da compassione alla vista di un gruppo di poveri che le chiedevano l'elemosina, spezzò tutti gli idoli d'oro e d'argento di suo padre e li distribuì ai poveretti. Urbano, che già notava da qualche tempo il mutamento della figliuola, alla notizia portatagli dai servi si confermò nel dubbio che essa fosse cristiana, e, pieno di collera, la fece chiamare a « È possibile » le disse « che la tua mano si sia azzardata a spezzare i nostri da immortali? Saranno da da burla « rispose Cristina « se una povera fanciulla li può fare in pezzi. Lascia, o padre mio, queste favole irragionevoli. »
titolo Santa Cristina dona gli idoli d'oro del padre ai poveri
autore Anonimo anno XVII sec.
Ho inteso « riprese Urbano » tu sei cristiana, come già dubitavo, ma ti farò pagar caro il sacrilegio.
« Si, sono cristiana » rispose Cristina e niente potrà strapparmi la fede, perché Gesù Cristo mi assiste.
Il padre crudele la fece battere con verghe e chiudere in prigione. Mandò i parenti più prossimi perché la piegassero ai suoi voleri, ma nulla ottenne. La condannò al fuoco e alla ruota contemporaneamente, ma Cristina non ne riportò alcun danno. Ordinò che fosse gettata nel lago con un sasso appeso al collo, ma essa tornò salva a riva. Nella notte seguente il padre morì.
Il nuovo governatore, pure idolatra, inventò nuovi tormenti per martirizzare Cristina, ma vedendosi sempre vinto, giudicò meglio liberarla.
Succedutogli il preside Giuliano, la martire fu di nuovo arrestata e condannata al fuoco, ma, rimasta illesa per miracolo, fu fatta penetrare nella gabbia dei serpenti, poi le fu strappata la lingua, e finalmente condannata ad essere trafitta con le frecce.
titolo Martirio di Santa Cristina
autore Sante Peranda anno 1602
La martire pregò Iddio a volerle finalmente concedere la corona del martirio, e alle prime frecce scoccate dagli arcieri, l'anima di Cristina salì al cielo a ricevere il premio delle tante battaglie vinte.
Venne seppellita a Bolsena nella
chiesa a lei dedicata, e nel 1880 Giovanni Battista De Rossi ne scoperse il sepolcro che conteneva ancora una parte delle sue reliquie. Altre reliquie della giovane Martire sono a Palermo e a Roma in S. Maria Maggiore.
PRATICA.
Sappiamo rinunciare a qualche comodità per visitare Gesù nelle chiese, ove continuamente ci attende. PREGHIERA.
Deh, Signore, ci ottenga misericordia la beata vergine e martire Cristina, la quale ti fu sempre accetta e per il merito della castità e per il coraggio col quale ti ha confessato. MARTIROLOGIO ROMANO.
A Bolsena nel Lazio, santa Cristina, vergine e martire. Iconografia di Santa Cristina
Elementi principali dell’iconografia
- La palma del martirio: simbolo cristiano per eccellenza della vittoria sul male, è quasi sempre presente.
- La ruota: strumento del martirio; viene spesso raffigurata accanto alla santa.
- La freccia o i dardi: Santa Cristina fu trafitta dai suoi carnefici; spesso raffigurata con frecce conficcate nel corpo.
- La pietra da mulino: simbolo dell’episodio in cui fu gettata nel lago con una macina legata al collo.
- La fornace o fuoco: fu gettata nelle fiamme, ma sopravvisse miracolosamente.
- I serpenti: secondo la Passio, fu rinchiusa con serpenti ma ne uscì illesa.
- Il carcere o la torre: indica la prigionia imposta dal padre; spesso presente in scene narrative.
- Il taglio della lingua: uno dei martìri inflitti, rappresentato in alcune raffigurazioni.
- Le visioni angeliche: riceve consolazione o miracoli da angeli.
- Il nome iscritto o cartiglio: nelle opere più antiche compare come identificazione.
Opere d’arte che illustrano l’iconografia
- San Giacomo il Minore e Santa Cristina, litografia di N. J. Strixner, 1829
La santa è raffigurata con la palma del martirio, in contesto devozionale.
titolo San Giacomo il Minore e Santa Cristina
autore N. J. Strixner anno 1829
- Martirio di Santa Cristina di Bolsena, Vicente Palmaroli (Museo del Prado)
Scena intensa con la santa trafitta da frecce, rappresentata in modo realistico.
titolo Martirio di Santa Cristina di Bolsena
autore Vicente Palmaroli anno 1895
- Martirio di Santa Cristina, Sante Peranda, 1602
Opera barocca con ruota e palma, centrata sull’eroismo della santa. - Santa Cristina, Lucas Cranach il Vecchio, ca. 1520
Raffigurazione rinascimentale nordica con palma e iscrizione del nome.
titolo Santa Cristina
autore Lucas Cranach il Vecchio anno 1520
- Santa Cristina, Nicolas Régnier
Ritrae la santa in un momento di spiritualità, con simboli del martirio appena accennati.
titolo Santa Cristina
autore Nicolas Régnier anno XVII sec.
- Santa Cristina, Lorenzo Lippi, 1646–48
La santa è rappresentata in contemplazione con la palma del martirio.
titolo Santa Cristina
autore Lorenzo Lippi anno 1646–48
- Santa Cristina, Francesco Cairo, 1638
Raffigurazione drammatica della santa trafitta dalle frecce, con forti contrasti di luce.
titolo Santa Cristina
autore Francesco Cairo anno 1638
- Statua di Santa Cristina, Quattro Canti di Palermo
Figura solenne in posa ieratica, con palma e libro.
titolo Statua di Santa Cristina
- Statua di Santa Cristina, Antonello Gagini, Cattedrale di Palermo
Scultura rinascimentale con drappeggio e simboli classici del martirio.
titolo Statua di santa Cristina
autore Antonello Gagini anno XVI sec
- Visione di Santa Cristina, Vincenzo Catena, Chiesa di Santa Maria Mater Domini, Venezia
Cristina riceve una visione angelica; la scena è spirituale e luminosa.
titolo Visione di Santa Cristina
autore Vincenzo Catena anno circa 1520
- Santa Cristina, particolare della Pala di Santa Cristina al Tiverone, Lorenzo Lotto, 1504–1506
In atteggiamento devozionale con palma e ruota, accanto alla Vergine in una sacra conversazione.
titolo Santa Cristina, particolare della Pala di Santa Cristina al Tiverone
autore Lorenzo Lotto anno 1504–1506