Cesaria e suo fratello S. Cesario di Arles (27 ago.) erano figli di una nobile famiglia gallo-romana. Cesario fondò ad Arles un monastero femminile di cui sua sorella fu la prima badessa. La regola da lui dettata prevedeva che le giornate delle monache fossero divise in momenti di studio, preghiera e lavoro manuale.
Le monache si guadagnavano da vivere tessendo, cucendo e trascrivendo libri. La comunità, composta da circa duecento consorelle, si occupava anche dei poveri, lavando e riparando i loro vestiti. Le monache vivevano in clausura permanente, non potevano mangiare carne, a meno che non fossero malate, e durante la Quaresima non potevano fare il bagno.
Di S. Cesaria sappiamo poco, a parte che la sua vita fu, secondo le parole di S. Gregorio di Tours (17 nov.), «benedetta e santa». Anche Venanzio Fortunato, nelle sue poesie, fece qualche vibrante riferimento a lei.
Quando nel 536 í franchi occuparono Arles, Cesario si ritirò nel monastero della sua ormai defunta sorella. Cesario scrisse un testamento in cui lasciava quasi tutte le sue proprietà al monastero, dove poco dopo, nel 542, morì. Non si hanno, invece, notizie certe sul giorno e l'anno della morte di S. Cesaria.
MARTIROLOGIO ROMANO. Ad Arles nella Provenza, in Francia, santa Cesaria, badessa, sorella del santo vescovo Cesario, che scrisse una regola delle sante vergini per se stessa e le sue consorelle.
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