Santa Caritina fu una giovane cristiana e martire vissuta nel periodo delle persecuzioni dell'imperatore Diocleziano, tra la fine del III e l'inizio del IV secolo. Il Martyrologium Romanum la ricorda come martire a Gorgos, in Cilicia, nell'odierna Turchia, mentre altre antiche tradizioni la collegano ad Amiso, nel Ponto. Le diverse tradizioni agiografiche non permettono di stabilire con certezza tutti i particolari della sua vita.
Secondo la tradizione, Caritina rimase orfana quando era ancora molto giovane. Fu accolta nella casa di un uomo di nome Claudio, che la trattò come una figlia. Caritina crebbe nella fede cristiana e si dedicò con grande fervore alla preghiera, alla lettura delle Sacre Scritture e alla pratica delle virtù. Pur vivendo in un'epoca in cui i cristiani erano perseguitati, non nascose la propria fede e cercò di condurre anche altre persone alla conoscenza di Cristo.
La giovane aveva consacrato a Dio la propria verginità e desiderava vivere interamente secondo gli insegnamenti del Vangelo. La sua attività di evangelizzazione attirò però l'attenzione delle autorità. Un governatore di nome Domizio o Dometiano, informato della sua fede cristiana, ordinò che fosse condotta davanti a lui per essere interrogata.
Caritina si presentò davanti al governatore senza paura e dichiarò apertamente di essere cristiana. Le autorità cercarono di costringerla ad abbandonare la fede e a sacrificare agli dèi pagani, ma la giovane rimase ferma nella sua confessione di Cristo. Per questo motivo venne sottoposta a crudeli torture. Le fonti agiografiche raccontano che le furono strappati i denti e le unghie e che venne sottoposta ad altri tormenti.
Secondo la tradizione, i persecutori tentarono anche di umiliarla e di spezzarne la purezza. Venne sottoposta a ulteriori torture e, infine, fu destinata a essere condotta in un luogo di prostituzione. Caritina si rivolse allora a Dio in preghiera, chiedendo di essere preservata da tale oltraggio. Secondo il racconto tradizionale, prima che i suoi persecutori potessero portare a termine il loro proposito, la santa morì affidando la propria anima al Signore.
Un'altra tradizione racconta ulteriori particolari del suo martirio: dopo essere stata sottoposta a torture, sarebbe stata gettata in mare con una pietra legata al collo. Secondo il racconto agiografico, Dio la avrebbe preservata dalla morte e Caritina sarebbe riuscita a raggiungere nuovamente la riva. Questi episodi appartengono alla tradizione agiografica e non sono verificabili attraverso fonti storiche contemporanee alla santa.
La morte di Caritina viene generalmente collocata intorno all'anno 304, durante la persecuzione di Diocleziano. La sua testimonianza fu trasmessa dalle antiche tradizioni cristiane orientali e successivamente inserita nei calendari liturgici. La Chiesa cattolica la ricorda come Santa Caritina, martire, mentre nelle Chiese ortodosse è venerata come Santa Caritina martire.
La sua memoria liturgica ricorre il 5 ottobre. Il suo culto è particolarmente presente nella tradizione cristiana orientale, dove la sua figura è ricordata per la fedeltà a Cristo, la purezza di vita e il coraggio dimostrato durante la persecuzione.