Sant'Oronzo è venerato come patrono di Lecce e, insieme ai santi Giusto e Fortunato, è commemorato il 26 agosto. Le prime notizie su questi santi provengono da una pergamena del XII secolo, oggi perduta.
Secondo la tradizione, Giusto, discepolo di san Paolo, si trovava in viaggio verso Roma quando una violenta tempesta fece naufragare la sua nave lungo le coste della Penisola Salentina. Qui, Giusto incontrò Oronzo e Fortunato, zio e nipote, cittadini di Lecce, e li convertì al cristianesimo. Si narra che san Paolo stesso nominò Oronzo primo vescovo di Lecce.
Le notizie su Oronzo diventano più frammentarie a questo punto, ma è noto che i tre santi iniziarono a predicare il Vangelo e a convertire i pagani idolatri. Durante la loro missione a Lecce, distrussero la statua di Giove nel suo tempio e, poco dopo, quella di Marte situata fuori città.
Non è chiaro se questi eventi abbiano contribuito alla loro condanna, ma Oronzo fu martirizzato con l’ascia durante la persecuzione di Nerone, insieme a Fortunato, che aveva succeduto Oronzo come vescovo, e a Giusto.
Il culto di questi martiri è molto antico, sia a Lecce che nell'Italia Meridionale. Fino al 1658, la festa era celebrata separatamente per ciascuno dei santi, ma da quel momento i tre furono commemorati insieme. I Martirologi Romano e Geronimiano citano diversi Fortunato e Giusto, ma con incertezze sulla loro identità rispetto ai santi venerati a Lecce.
Sant'Oronzo, o Oronzio, ha ricevuto una devozione particolarmente diffusa, specialmente in Puglia e Basilicata, dove a Potenza è conosciuto come Aronzo. I leccesi lo onorano anche per aver salvato la città dalla peste del 1656, che devastava Napoli e il viceregno.
Nella città di Lecce, Sant'Oronzo è rappresentato in numerose opere d'arte barocche, spesso raffigurato con abiti vescovili e un pastorale, e ai suoi piedi si possono vedere i resti degli idoli che ha abbattuto.
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