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Sant' Ollegario di Tarragona

Sant' Ollegario di Tarragona
Nome: Sant' Ollegario di Tarragona
Titolo: Vescovo
Nascita: 1059 circa, Barcellona
Morte: 1137, Barcellona
Ricorrenza: 6 marzo
Tipologia: Commemorazione




Olegario era, da parte di padre e madre, di famiglia visigota nobile. Quando era un bambino, la Catalogna, sua regione natale, era spesso meta delle scorribande dei saraceni ed egli venne offerto dai genitori a Dio e alla martire S. Eulalia per ottenere protezione dai pirati.

Quando compì quindici anni venne affidato ai canonici della chiesa di S. Eulalia di Barcellona assieme a un lascito di vigneti, costruzioni e altre proprietà. Venne nominato prevosto e, anche se ciò non implicava obbligo di celibato né l'ordinazione, pare che già allora egli avesse deciso di farsi frate e di vivere secondo la regola di S. Agostino. Per alcuni anni fu priore di Saint-Adriàn in Francia, dove il vescovo di Barcellona aveva da poco mandato dei canonici regolari, e più tardi fu eletto abate di Ruffo, sempre in Francia.

Olegario si trovava per caso a Barcellona quando seppe che il conte Raimondo stava pensando di farlo vescovo della città; decise quindi di prendere la prima nave diretta di là dei Pirenei e si rifugiò nel suo monastero di S. Rufus. Raimondo si rivolse al papa che ordinò a Olegario di accettare. Il nuovo vescovo, sebbene riluttante, si dimostrò da subito molto energico e non molto dopo il conte Raimondo lo fece trasferire all'arcidiocesi di Terragona, trasferimento avallato da papa Gelasio II che gli mandò anche il pallium.

Nel 1123 egli partecipò al primo concilio lateranense e in quell'occasione chiese a papa Callisto II e ai padri del concilio di estendere a chi combatteva contro gli arabi i privilegi che erano riconosciuti ai crociati. Con i rinforzi ottenuti dall'estero, il conte Raimondo riuscì a scacciare i mori da alcune delle loro roccaforti. Olegario incoraggiò anche la diffusione dell'Ordine dei Cavalieri Templari nella sua diocesi.

Quando Terragona venne rasa al suolo quasi totalmente dagli arabi, il vescovo si impegnò a ricostruirla con tutte le sue chiese; si adoperò particolarmente in favore dei poveri e degli ammalati, specialmente dei malati mentali e ordinò che a loro venissero dati i beni dei chierici morti.

Durante un sinodo diocesano tenutosi nel novembre del 1136, l'arcivescovo, vecchio e in cattive condizioni di salute, parlò molto concretamente e seriamente della situazione della Chiesa e delle sue necessità pastorali, del sacerdozio, della fede e delle opere di carità. Alla fine dei tre giorni di incontri, chiese ai membri del sinodo di pregare per lui, perché si sentiva vicino alla morte. Morì un anno dopo, durante il sinodo di Quaresima.

MARTIROLOGIO ROMANO. A Barcellona nella Catalogna in Spagna, sant’Olegario, vescovo, che tenne anche la cattedra di Tarragona, quando questa antichissima sede fu liberata dalla dominazione dei Mori.

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