Sant' Ermanno Giuseppe di Colonia

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Sant' Ermanno Giuseppe di Colonia
Nome: Sant' Ermanno Giuseppe di Colonia
Titolo: Premostratense
Nascita: 1150 circa, Colonia, Germania
Morte: 7 aprile 1241, Hoven, Germania
Ricorrenza: 7 aprile
Martirologio: edizione 2004
Tipologia: Commemorazione
Canonizzazione:
1958, Roma, papa Pio XII


Ermanno nacque a Colonia (Germania) intorno al 1150 da genito-ri indigenti; a dodici anni chiese di entrare nel monastero premo-stratense di Steinfield, ma fu rifiutato per la giovane età. I monaci, però, si preoccuparono della sua istruzione e lo mandarono in una delle loro case in Olanda, dove ricevette una valida istruzione sco-lastica generale, nonostante lo si dipinga impaziente nelle materie che non lo avrebbero condotto a una maggiore conoscenza di Dio. Tornò a Steinfield e gli fu permesso di diventare monaco. Al-l'inizio gli venne affidato il compito di servire nel refettorio, che gli lasciava poco tempo per la preghiera; poi fu nominato sacresta-no e questo incarico gli fu più gradito perché gli permetteva di passare gran parte della giornata in chiesa. Dopo l'ordinazione sa-cerdotale, il fervore religioso divenne ancora più intenso, al punto che era difficile trovare qualcuno che servisse alle sue Messe poi-ché spesso entrava in estasi e prolungava assai il tempo della cele-brazione. Fu soprannominato Giuseppe in considerazione della vita senza macchia e di totale innocenza; famoso per la sua genti-lezza verso gli altri, aveva anche una forte disposizione pratica: era un abile meccanico, molto richiesto per la manutenzione e la ripa-razione degli orologi del monastero.

Ermanno fu afflitto da problemi di salute per gran parte della vita, aggravati anche dal digiuno e da altre pratiche penitenziali; soffri-va di cefalee acute e la difficoltà di digestione a un certo punto lo portò a cessare del tutto di nutrirsi. Questi sintomi fastidiosi si at-tenuarono durante gli ultimi nove anni della sua vita. Nel 1241 fu inviato a celebrare le funzioni della passione e della Pasqua al mo-nastero delle religiose cistercensi di Hoven, ma fu colpito da feb-bre mentre si trovava là e morì poco dopo. Immediatamente si svi-luppò un suo culto; la causa di canonizzazione fu introdotta nel 1628 ma mai completata; il culto fu tuttavia approvato ufficial-mente nel 1958 e nel 1960 fu fregiato del titolo di santo.

Gli sono stati attribuiti numerosi scritti, tra cui preghiere, inni e trattati mistici: uno di questi, sul Cantico dei Cantici, molto ammi-rato al tempo, è andato perduto, come molte altre opere.

Era teneramente devoto al Bambino Gesù e a Maria, nonché atti-vo nel diffondere il culto di S. Ursula (un tempo 1'11 ott.), le cui reliquie sembra fossero custodite a Colonia; compose un rito in suo onore, mentre non sembra essere l'autore dei libri di rivelazio-ni fantastiche su lei e le sue compagne vergini, che potrebbero es-sere persino frutto di uno scherzo.

Ermanno è noto soprattutto per le visioni e le esperienze mistiche attribuitegli in una Vita contemporanea, scritta probabilmente dal priore di Steinfield, e per la sua indubbia santità e fedeltà alla vita monastica. La Vita fu più tardi considerevolmente adattata e circo-lò in versioni condensate simili ai Fioretti di San Francesco. Una delle storie che lo riguardano narra che da bambino parlava fami-liarmente alle statue della Madonna con il Bambino e che una volta essa allungò una mano per prendere la mela che lui le stava offren-do; un'altra volta una statua della Vergine, intitolata alla Madre di Misericordia, gli indicò dove trovare i soldi per comprare le scarpe. La più famosa di queste leggende narra dell'imbarazzo di Ermanno a causa del soprannome di Giuseppe e dell'intervento rassicurante della Madonna, che gli mise una vera al dito (storia immortalata poi da Van Dyck in un suo quadro, ora conservato a Vienna).

MARTIROLOGIO ROMANO. Nel monastero premostratense di Steinfeld in Germania, sant’Ermanno Giuseppe, sacerdote, che rifulse di tenero amore per la Vergine Maria e celebrò con inni e lodi la devozione verso il Sacro Cuore di Gesù.

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