Sant'Elpidio di Atella, conosciuto anche come Sant'Elpidio di Sant'Arpino, fu vescovo dell'antica città di Atella, in Campania, tra il IV e il V secolo. È venerato come uno dei principali santi dell'antica comunità cristiana atellana e il suo culto è particolarmente vivo a Sant'Arpino, dove è considerato patrono. Il Martirologio Romano lo celebra il 1° settembre.
Le notizie sulla vita di Sant'Elpidio sono in parte legate a tradizioni agiografiche medievali e non tutti i particolari possono essere considerati storicamente certi. Secondo una tradizione riportata dalla Vita Sancti Elpidii, il Santo sarebbe stato originario dell'Africa e sarebbe giunto in Campania insieme ad altri ecclesiastici durante un periodo di persecuzione. Questa narrazione, tuttavia, è considerata dagli studiosi una costruzione agiografica tarda, risalente al XII secolo.
Più importante dal punto di vista storico è la tradizione che lo collega direttamente alla Chiesa di Atella. Una fonte agiografica relativa a San Canione, antico vescovo e martire atellano, riferisce infatti che Elpidio fece costruire una basilica sulla tomba del martire. Questo elemento testimonia il suo legame con la comunità cristiana di Atella.
Secondo la tradizione, Elpidio volle onorare la memoria di San Canione facendo edificare una basilica sul luogo della sua sepoltura. La costruzione della chiesa rappresenta uno degli elementi più significativi attribuiti al suo episcopato, perché mostra l'importanza che il culto dei martiri rivestiva già nelle prime comunità cristiane della Campania.
La presenza del nome di Elpidio in testimonianze antiche legate alla Chiesa atellana rende la sua figura più concreta rispetto ai racconti leggendari sulla sua origine africana. Gli studiosi ritengono quindi opportuno distinguere il dato storico del suo episcopato dalle successive narrazioni agiografiche.
Una delle storie più note racconta che Elpidio sarebbe stato uno dei dodici vescovi o sacerdoti africani perseguitati durante le controversie religiose dell'antichità. Secondo il racconto, i prigionieri furono caricati su una vecchia nave priva di remi e vele, destinata a essere abbandonata in mare.
La nave sarebbe però giunta miracolosamente sulle coste della Campania, permettendo ai religiosi di salvarsi e di diffondere la fede cristiana nella regione. Questa vicenda è oggi considerata una leggenda agiografica tarda: gli studiosi hanno osservato che il racconto riprende motivi presenti in altre narrazioni antiche, tra cui quella del vescovo africano Quodvultdeus, giunto a Napoli nel V secolo.
Secondo la tradizione locale, Sant'Elpidio morì ad Atella il 24 maggio, in un periodo collocabile tra il 452 e il 459. Dopo la morte, il suo corpo venne sepolto nella città e l'11 gennaio 460 sarebbe stato trasferito nella cattedrale di Atella.
Le fonti della Diocesi di Salerno ricordano che le reliquie rimasero ad Atella fino all'VIII secolo. Quando la città fu colpita dalle incursioni e dalle devastazioni, i resti di Elpidio, insieme a quelli di Cione ed Elpicio, furono trasferiti a Salerno per essere messi al sicuro.
Le reliquie furono custodite nella cattedrale di Salerno e, secondo la tradizione, vennero collocate sotto un altare dall'arcivescovo Alfano I, morto nel 1085. Una ricognizione canonica effettuata nel 1958 permise di individuare una lapide sepolcrale nella cripta, sotto l'altare detto degli «Confessori», confermando la presenza dei resti attribuiti ai tre santi.
La memoria di Sant'Elpidio è rimasta profondamente legata all'antica Atella e all'attuale Sant'Arpino, il cui nome stesso è collegato alla trasformazione dell'antico toponimo associato al Santo. La comunità conserva una chiesa dedicata a Sant'Elpidio, situata in Piazza Umberto I, e celebra ancora oggi la sua memoria.
Il culto del Santo è inoltre documentato da antiche testimonianze liturgiche e dalla tradizione della Chiesa salernitana, dove le reliquie hanno continuato a essere venerate nel corso dei secoli.
Il Martirologio Romano celebra Sant'Elpidio di Atella il 1° settembre, ricordandolo come vescovo. La tradizione locale di Sant'Arpino conserva invece anche il 24 maggio come data legata alla sua morte e alla celebrazione del Santo.
Sant'Elpidio rimane così una figura importante della storia cristiana dell'antica Atella: un vescovo ricordato per il suo legame con il culto dei martiri, per la costruzione della basilica dedicata a San Canione e per una devozione che, attraverso la traslazione delle reliquie a Salerno, è sopravvissuta fino ai nostri giorni.