Beatificazione: 15 dicembre 1929, Roma, papa Pio XI
Canonizzazione: 25 ottobre 1970, Roma, papa Paolo VI
In seguito alla fuga di Gerard dalla Torre avvenuta nel 1587, la casa iniziò a essere guardata con sospetto e Anna fu obbligata a trasferirsi. Le autorità però scoprirono anche la sua nuova residenza: il giorno della Candelora (2 feb.) del 1601 Francesco Page, gesuita, si era appena vestito per officiare la Messa per un insolitamente folto gruppo di persone quando vi fu un'irruzione nella casa: Page riuscì a fuggire ma Anna e altri furono arrestati. Processata il 26 febbraio 1601 davanti al presidente della corte suprema Popham all'Old Bailey, fu accusata di aver dato rifugio a un prete. La principale prova esibita contro di lei fu l'altare trovato nella sua casa. Anna era così malata che dovette essere portata in tribunale in carrozzina ma, nonostante le sue condizioni e il fatto che l'accusa non fosse riuscita a produrre alcuna prova giuridicamente valida, Popham indirizzò la giuria verso un giudizio di colpevolezza e si decretò che fosse giustiziata il giorno seguente. Dopo aver trascorso l'ultima notte in preghiera, il 27 febbraio fu condotta a Tybum per essere impiccata: qui baciò la forca e pregò fino agli ultimi istanti di vita. Venne beatificata nel 1929; nel 1970 fu canonizzata da papa Paolo VI tra i quaranta martiri dell'Inghilterra e del Galles (v. 25 ott.), una delle tre donne laiche.
MARTIROLOGIO ROMANO. A Londra in Inghilterra, sant’Anna Line, vedova e martire, che, morto il marito in esilio per la fede cattolica, procurò in questa città una casa ai sacerdoti e per questo, sotto la regina Elisabetta I, a Tyburn fu impiccata. Insieme a lei patirono anche i beati sacerdoti e martiri Marco Barkworth, dell’Ordine di San Benedetto, e Ruggero Filcock, della Compagnia di Gesù, dilaniati con la spada mentre erano ancora vivi.
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