Altmanno nacque a Paderborn, in Germania, nel primo quarto dell'm secolo.
Studiò a Parigi e, dopo l'ordinazione, divenne in un primo tempo priore e direttore della scuola della cattedrale di Paderborn, poi preposto del collegio dei canonici di Aachen e infine cappellano dell'imperatore Enrico III e consigliere e confessore dell'imperatrice Agnese.
Nel 1064 partecipò a un pellegrinaggio in Terra Santa con settemila fedeli (numero alquanto improbabile). In Palestina vennero attaccati dai saraceni e costretti a rifugiarsi in un villaggio abbandonato. Salvati dal massacro da un emiro caritatevole, alla fine raggiunsero Gerusalemme, ma non riuscirono a visitare nessun altro luogo santo, e solo metà dei pellegrini fece ritorno.
Una volta in patria Altmanno fu nominato vescovo di Passau e diede prova di efficienza e responsabilità: fondò un'abbazia di canonici agostiniani a Gòttweig, a S. Inilten sostituì i canonici secolari con gli agostiniani e introdusse la riforma cluniacense a Kremsmiinster.
Nel 1074 il papa S. Gregorio VII rinnovò i decreti pontifici contro la simonia e il matrimonio degli ecclesiastici. Quando Altmanno lesse la lettera nella cattedrale scoppiò un tumulto, e il suo preposto si mise a capo dell'opposizione al celibato.
Gli agostiniani erano dalla parte di Altmanno mentre gli oppositori cercarono l'appoggio dell'imperatore. Altmanno scomunicò il preposto e, quando il papa vietò l'investitura dei laici, entrò in conflitto con l'imperatore Enrico IV, che lo destituì e lo costrinse a cercare rifugio a Roma.
Era angustiato dal timore di aver peccato di simonia, avendo ottenuto il vescovado dall'imperatrice Agnese, ma Gregorio VII. lo rassicurò e lo nominò legato pontificio per la Germania.
Altmanno riprese il suo incarico nel 1081 ma venne espulso quasi subito. Trascorse il resto della vita in esilio ma conservò una certa influenza sulla zona orientale della sua diocesi. Nonostante Altmanno non percepisse rendite, rimase caritatevole verso i poveri e, durante una carestia, vendette i suoi mobili per aiutare i sofferenti.
Ebbe un ruolo importante nella storia dei primi canonici regolari, che istituì a S. Floriano, a S. Nicola nella sua cattedrale e in altre città. Il suo culto venne approvato da papa Leone XIII.
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