Sant' Alipio di Tagaste

Aggiungi ai preferiti
Sant' Alipio di Tagaste
Nome: Sant' Alipio di Tagaste
Titolo: Vescovo
Nascita: 360 circa, Tagaste
Morte: 430 circa, Tagaste
Ricorrenza: 15 agosto
Martirologio: edizione 2004
Tipologia: Commemorazione


Quasi tutto quello che sappiamo di Alipio proviene dagli scritti di quel grande analizzatore dell'uomo che fu S. Agostino (28 ago.) e perciò la sua figura emerge secondo un profilo reale e senza essere inghiottita nell'oscurità della tipica retorica agiografica. Nelle Confessioni ciascun fatto narrato da Agostino ha un suo preciso riferimento concreto e, quando parla di qualche amico, egli getta luce sul loro rapporto e sui ragionamenti comuni in una maniera che acquisisce forza durante la narrazione, così come era accaduto in vita.

Alipio nacque nel 360 circa a Tagaste nel Nord Africa. Era parente di un dignitario locale, Romaniano (mecenate di Agostino), e amico fin da ragazzo del futuro dottore della Chiesa. Sotto la sua guida aveva studiato grammatica a Tagaste e retorica a Cartagine, e il rapporto rimase stretto fino a che suo padre e Agostino non litigarono; anche in seguito, comunque, rimasero amici.

Agostino, personaggio carismatico, aveva colpito Alipio e Romaniano per il suo legame all'eretico ed esotico manicheismo, conosciuto nella sua forma locale di religione non dogmatica per pochi istruiti. Questo credo assicurava al complicato, provocatorio e ambizioso Agostino un modo per mantenere uniti l'irriducibile spirito di perfezione e fanti-autoritarismo connesso ai suoi sentimenti nei confronti del padre e della Chiesa cristiana, mentre attirava Alipio per motivi diversi. Egli infatti, ancora molto giovane, aveva avuto alcune esperienze sessuali, segrete e frugali, ma qualcosa gliele aveva poi fatte aborrire e ora, come dice Agostino, non ne era più attratto e trovava congeniale la rigida castità predicata dai manichei, dei quali ammirava l'austerità. Alipio aveva trovato altri modi per sfogare le passioni: Romaniano amava organizzare a Tagaste spettacoli di animali feroci per dare sfoggio di potere e ricchezza, e il giovane si abituò in maniera pericolosa alla violenza e a ciò che Agostino chiamava la «pazzia del circo». Anzi, Alipio era così ossessionato dal rumore e dalla vista della carneficina che Agostino aveva perso ogni speranza di guarirlo.

Una volta, mentre si trovava a Cartagine, Alipio entrò di soppiatto a una delle lezioni di Agostino (cosa che gli era tassativamente vietata), e udì il rimprovero di Agostino verso coloro che erano ossessionati dagli spettacoli dell'arena. Alipio si sentì direttamente colpito da quelle parole come da un rimprovero personale e immediatamente smise di frequentarli. Agostino temeva che l'accaduto potesse in un qualche modo inimicargli il ragazzo; in realtà fu il contrario: Alipio cominciò a fare pressioni sul padre perché lo lasciasse diventare studente di Agostino. Poiché aveva deciso di seguire la volontà dei genitori e di intraprendere la carriera di avvocato, si recò a Roma per completare i suoi studi.

Sfortunatamente gli amici e i compagni che trovò nella città, indovinando il suo desiderio represso, «con una sorta di amichevole violenza», lo portarono a uno spettacolo di animali feroci.

Alipio riteneva di essere cambiato e di essere tanto forte da poter sedere tra la folla rimanendo a occhi chiusi, ma l'eccitazione e le grida lo vinsero: udendo un urlo tremendo aprì gli occhi, ritornò più dipendente che mai dagli spettacoli dei gladiatori e «bevve con gioia il sangue. [...] Non era più l'Alipio entrato prima sulle tribune: ora era uno dei combattenti nell'arena: guardava, urlava, ardeva del desiderio del combattimento. Tornò a casa così sconvolto dal desiderio di sangue che dovette subito tornarci, e non solo con i compagni di quel giorno o con altri che l'avevano corrotto insistendo che ci andasse, ma anche convincendo altri innocenti ad accompagnarlo e ad andare con lui». Passò molto tempo



prima che riuscisse a vincere questa debolezza e vi riuscì solo per la superiore potenza di un altro desiderio, che lo guidò a scoprire la sua strada.

Nel frattempo continuava i suoi studi di legge, completati da utili lezioni sui problemi del mondo, cioè, secondo Agostino, sulla conoscenza di se stessi. Un giorno venne arrestato con l'accusa di tentato furto; un giovane studente stava rubando delle preziose inferriate di piombo, poste sulla via degli orafi, ma venne scoperto per il rumore provocato e scappando perse l'accetta che stava usando per intaccare il metallo; Alipio, che stava passando di là, incuriosito, la raccolse e mal gliene incolse: incolpato immediatamente del crimine, venne liberato dalla prigione solo per il fortunato incontro con un architetto che lo conosceva e dopo una difficoltosa identificazione del vero colpevole.

Nonostante le numerose opportunità, egli rimase casto, studiando diligentemente e guadagnandosi un posto di assessore giudiziario, che ricoprì con imparzialità e discernimento. Gentile, calmo e autorevole (come sarebbe rimasto), resistette anche alle forti pressioni di un senatore corrotto.

Quando Agostino lo raggiunse a Roma, divennero inseparabili e infatti Alipio lo seguì poi a Milano (384) e quindi nel ritiro di Gassiciacum.

Quando la madre di Agostino decise che il figlio avrebbe dovuto sposarsi e gli trovò un buon partito, lo persuase a separarsi dalla donna con cui conviveva da molto tempo. Agostino fu profondamente addolorato, «Il mio cuore si strugge per lei, è ferito e spezzato», tuttavia si innamorò della nuova giovane, anche se aveva due anni in meno dell'età da matrimonio e avrebbe dovuto aspettare a sposarla. Perciò, mentre progettava con Alipio una vita distaccata dagli interessi mondani, si trovò una concubina temporanea.

In tutto questo movimento di affetti, Alipio tentava di dissuaderlo dal matrimonio ma, al contrario, fu Agostino ad architettare «certi allettanti tranelli per intrappolare i piedi onesti e ancora liberi» del suo amico. Unì la sua padronanza del linguaggio alla descrizione dei beni della vita coniugale per risvegliare l'interesse di Alipio. Paragonò le furtive e precoci esperienze del suo amico alle sue "delizie consuete" e sottolineò che se Alipio si fosse sposato, avrebbe potuto godere di quei piaceri in maniera rispettabile, potendo continuare la ricerca della Sapienza divina senza ulteriori preoccupazioni. Riuscì a convincere Alipio a desiderare il matrimonio, ma solo facendo breccia stilla «curiosità». Nonostante le seduzioni dell'amico, Alipio non fece altri passi e giunse così il giorno in cui Agostino sperimentò la grande conversione del cuore e della mente, e con esso la partecipazione di Alipio stesso al nuovo corso.

Quando ad Agostino e Alipio capitò di sentir descrivere la vita ascetica dei monaci del deserto, l'impressione che ne ebbero fu vivissima, specie nel primo: «finito íl racconto ero roso nell'intimo e confuso violentemente da un'orrenda vergogna»; Alipio rimase «senza parole e sbigottito» mentre l'amico, nei suoi tormenti, domandava (riferendosi ai monaci egiziani): «Cosa ci succede? E...] Questi uomini, che non hanno nulla della nostra cultura, si innalzano e scardinano le porte del cielo mentre noi, con tutta la nostra sapienza insensata, rimaniamo qui a soffrire in questo mondo di carne e sangue!». Alipio «in silenzio aspettò che l'agitazione passasse» e poi con risolutezza accettò la nuova vita dedicata a Dio e il ritorno a Milano per chiedere il battesimo. Agostino lo descrive «rivestito di umiltà e così controllato nel corpo da camminare sul suolo italiano ghiacciato a piedi nudi».

I loro nomi vennero inseriti tra i catecumeni della città all'inizio della Quaresima del 387 e la notte di Pasqua giunse il battesimo, amministrato da S. Ambrogio (7 dic.).

Poco dopo fecero ritorno in Africa, a Tagaste, e vissero insieme per tre anni, facendo comunità con persone di uguali intenti. Questo periodo fornì ad Alipio la struttura e l'ordine di cui aveva bisogno. Quando Agostino venne ordinato sacerdote, si trasferirono tutti a Ippona, continuando là l'esperienza cenobitica. Alipio, a sua volta ordinato presbitero, compì un pellegrinaggio in Palestina, dove incontrò S. Girolamo (30 set.).

Tornato in Africa, fu nominato vescovo di Tagaste (ca. 393), si mostrò predicatore sollecito e divenne l'assistente principale di Agostino in tutte le sue opere, aiutandolo spesso in questioni giuridiche e tecniche. Era preparato nella dottrina e sensibile nella pastorale, ma anche capace di comunicare alla pari con gente importante e istruita e un ottimo conoscitore della burocrazia imperiale. Ebbe un ruolo importante nella vittoriosa confutazione dei donatisti e dei pelagiani; da Roma, poi, mandò ad Agostino tutte le opere di Giuliano, vescovo di Eclano (vicino ad Avellino) e sostenitore di Pelagio, così che il maestro potesse rispondere sollecitamente agli attacchi dei suoi oppositori. Fu molte volte rappresentante dei vescovi africani a Roma, fino alla morte di Agostino. Nella lettera scritta ad Alipio nel 429, Agostino chiama l'amico "vecchio", ed è probabile che Alipio non sia sopravvissuto molto a lungo dopo la sua morte, avvenuta il 28 agosto 430.

MARTIROLOGIO ROMANO. Commemorazione di sant’Alipio, vescovo di Tagaste in Numidia, nell’odierna Algeria, che fu dapprima allievo di sant’Agostino e poi suo compagno nella conversione, collega nel ministero pastorale, strenuo commilitone nelle lotte contro l’eresia e infine compartecipe della gloria celeste.

Lascia un pensiero a Sant' Alipio di Tagaste

Ti può interessare anche:

Sant' Alipio lo stilita
- Sant' Alipio lo stilita
Anacoreta
Nacque nella città di Adrianopoli, sua madre cristiana rimase vedova molto giovane e mandò il figlio dal vescovo Teodoro per essere istruito. Fin dalla...
Segui il santo del giorno:

Mostra santi del giorno:
Mostra santi
Usa il calendario:
Oggi 20 maggio si venera:

San Bernardino da Siena
San Bernardino da Siena
Sacerdote
Questo illustre e degno discepolo di S. Francesco d'Assisi nacque dalla nobile famiglia degli Albizzeschi nei pressi di Siena nel 1380. Non aveva ancora tre anni quando rimase orfano di madre, e a sei...
Altri santi di oggi
Domani 21 maggio si venera:

San Vittorio di Cesarea
San Vittorio di Cesarea
Martire
La tradizione vuole che sia stato un soldato romano che ha subito il martirio a Cesarea di Cappadocia con Polieuto e Donato. La Chiesa cattolica lo venera il 21 maggio: era presente nel Martirologio Geronimiano...
Altri santi di domani
newsletter

Iscriviti
Oggi 20 maggio nasceva:

San Marcellino Champagnat
San Marcellino Champagnat
Sacerdote
Marcellino Champagnat fondatore dei Piccoli Fratelli Maristi, nacque il 20 maggio 1789, circa due mesi prima della Rivoluzione francese, da una famiglia profondamente cristiana; nonostante ciò fu in qualche...
Oggi 20 maggio tornava alla Casa del Padre:

San Bernardino da Siena
San Bernardino da Siena
Sacerdote
Questo illustre e degno discepolo di S. Francesco d'Assisi nacque dalla nobile famiglia degli Albizzeschi nei pressi di Siena nel 1380. Non aveva ancora tre anni quando rimase orfano di madre, e a sei...
Altri santi morti oggi
Oggi 20 maggio veniva canonizzato:

San Corrado da Parzham
San Corrado da Parzham
Cappuccino
Corrado Birndorfer nacque nel paese bavarese di Parzham, nono figlio di contadini molto religiosi. Da giovane fu devoto alla Vergine; dopo la morte dei genitori, quando aveva sedici anni, cominciò a gestire...
Altri santi canonizzati oggi
Oggi 20 maggio veniva beatificato:

San Pier Ggiorgio Frassati
San Pier Ggiorgio Frassati
Terziario domenicano
Pier Giorgio Frassati nacque a Torino nel 1901: il padre Alfredo, senatore del Regno d’Italia, fondatore e direttore del famoso quotidiano La Stampa, fu ambasciatore a Berlino, mentre la madre si...
Altri santi beatificati oggi
Oggi 20 maggio si recita la novena a:

- San Filippo Neri
La purezza di Filippo La purezza del corpo, fra tutte le virtù, fu quella più cara a Filippo. Egli seppe sempre conservare intatta questa virtù. Chi lo conobbe, testimoniava come sprigionassero purezza...
- Santa Maria Maddalena de' Pazzi
I. O gloriosa vergine Maddalena, che fin dai più teneri anni facendo vostra delizia l’unione la più perfetta col sommo Bene, la divozione la più fervorosa alla comun madre Maria...
- Santa Rita da Cascia
O santa Rita, tu hai sempre unito la preghiera alla carità e, prima di partecipare alla Passione di Gesù, hai imparato pazientemente a portare la tua croce e a partecipare alla passione del...
- Spirito Santo
Vieni, Santo Spirito manda a noi dal cielo un raggio della tua luce. Vieni, padre dei poveri, vieni, datore dei doni, vieni, luce dei cuori. Consolatore perfetto; ospite dolce dell'anima, dolcissimo sollievo...
- Santa Maria del Fonte presso Caravaggio
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. AmenO Madre pietosissima che spiegasti a Giovanetta di essere apparsa a Caravaggio per richiamare gli uomini alla penitenza, ottienimi la grazia di...
- Santa Rita da Cascia
O amorevole cuore di Gesù, ricco e generoso di misericordia infinita, che per mezzo del Profeta hai detto di non volere la morte del peccatore, ma la sua conversione e la sua vita, eccomi ai Tuoi...
- Santa Maria Ausiliatrice
O Maria, Regina degli Apostoli, prendete sotto la vostra valida protezione i Sacri Ministri e tutti i fedeli della Chiesa Cattolica; ottenete loro lo spirito d'unione, di perfetta obbedienza al Romano...
Le preghiere di oggi 20 maggio:

PREGHIERA AL MATTINO Signore, apri le mie labbra e la mia bocca proclami la tua lode, O Dio, tu sei il mio Dio, all'aurora ti cerco. Di te ha sete l'anima mia, come terra deserta...
Preghiera a San Bernardino da Siena O glorioso mio Avvocato e Protettore S. Bernardino, Voi che foste così amante d'ogni cristiana virtù ed in modo speciale della santa purità, Voi che aveste...
BUONA NOTTE Buona notte, Madonna mia; tu sei la Mamma mia: Immacolata Concezione dammi la santa benedizione: nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo...
Disattiva la pubblicità