Durante l'xi secolo l'abbazia benedettina di Irache fu la più importante in assoluto del regno di Navarra. Era rispettata perché particolarmente antica e rimasta fedele alla vera fede durante le lotte contro gli ariani, perché seguiva in modo attento la regola di S. Benedetto e inoltre perché aveva una comunità raffinata, una liurgia eccellente e alti livelli di scolarizzazione.
Veremondo entrò nel monastero da ragazzino, quando suo zio Munius era abate; fu lo stesso zio che lo convinse a vestire l'abito. Crescendo si dimostrò un monaco esemplare, particolarmente dedito alla preghiera e alla penitenza, e così, dopo la morte di Munius, venne eletto abate.
Veremondo si dimostrò da subito all'altezza della situazione e delle aspettative della comunità; un cronista dell'epoca, infatti, descrive l'elezione come particolarmente gradita a Dio perché il neoabate non si adagiò nel suo nuovo ruolo, ma mantenne lo stesso stile di vita rigoroso di prima. Diede grandi esempi sia a parole sia a fatti, non solo ai frati della sua abbazia, ma a tutti gli abitanti della zona. Si dimostrò sempre uomo dedito al Signore nell'opera della liturgia e nell'esercizio della carità. Già da giovane frate era famoso per il suo amore per i poveri, ma quando divenne abate la sua generosità aumentò ancora e la sua munificenza divenne proverbiale.
Tradizionalmente Veremondo è ritenuto l'artefice di diversi miracoli; di aver guarito malati, di aver salvato un uomo che stava affogando, donato la vista a ciechi, scacciato demoni e ottenuto la cessazione della pioggia.
Un cronista attribuisce al grande amore che Veremondo nutriva per la Beata Vergine Maria la costruzione della città di Estrella.
Una notte, mentre alcuni pastori stavano facendo la guardia alle loro greggi, videro una pioggia di stelle cadere su una collina, che poi divenne famosa col nome dialettale di "Yricarra" (stellata). Durante un successivo esame delle meteoriti venne ritrovata un'imponente statua della Madonna; l'episodio impressionò particolarmente il re Sancho Ramirez, al punto che egli fece erigere
Estrella e ne donò tutti i diritti di proprietà al monastero. Veremondo morì dopo essere stato abate per più di quarant'anni e sulla sua tomba sono ancora ben visibili tre angeli che raffigurano i1 suo triplice ruolo di monaco, celibe e abate.
MARTIROLOGIO ROMANO. Presso Estella nella Navarra, in Spagna, san Veremondo, abate di Irache, che, monaco fin da tenera età, spinto da desiderio di perfezione spronò con l’esempio i suoi monaci dedicandosi ai digiuni e alle veglie.
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