San Quadrato di Utica fu un vescovo e martire cristiano vissuto nell'Africa romana nel III secolo. Guidò la comunità cristiana dell'antica città di Utica, nell'attuale Tunisia, durante il periodo delle persecuzioni contro i cristiani.
Le notizie sulla sua vita sono molto scarse. La sua figura è però ricordata da Sant'Agostino, che nei suoi sermoni lo presenta come un vescovo capace di preparare e sostenere la propria comunità davanti alla prova del martirio.
Quadrato fu vescovo della comunità cristiana di Utica, antica città dell'Africa Proconsolare situata non lontano da Cartagine.
Il suo episcopato si svolse in un periodo particolarmente difficile per i cristiani. Durante il regno dell'imperatore Valeriano, tra il 257 e il 260, furono emanati provvedimenti che colpirono la Chiesa, i suoi ministri e i fedeli.
La persecuzione interessò anche le comunità cristiane dell'Africa settentrionale, dove numerosi vescovi, sacerdoti e fedeli subirono l'esilio, la prigionia e la morte.
Nel corso della persecuzione, la comunità cristiana di Utica fu duramente colpita. Un grande numero di fedeli, appartenenti sia al clero sia al laicato, venne arrestato e condotto al martirio.
Questo gruppo di cristiani è conosciuto nella tradizione come quello dei martiri della Massa Candida, espressione con la quale viene ricordata la moltitudine di testimoni della fede che furono uccisi durante la persecuzione.
Sant'Agostino, celebrando la memoria di questi martiri, ricordò anche San Quadrato e il suo ruolo di pastore della comunità di Utica.
Secondo la tradizione conservata nel Martirologio Romano, Quadrato aveva insegnato a tutto il suo popolo, chierici e laici, a rendere testimonianza a Cristo.
Quando i suoi fedeli furono condotti al martirio, il vescovo non riuscì a sottrarsi alla persecuzione. Dopo aver guidato e sostenuto la comunità nella fede, fu a sua volta arrestato.
Il Martirologio lo ricorda con l'immagine del buon pastore che segue il gregge che aveva pascolato: dopo il martirio dei suoi fedeli, anche Quadrato venne condotto alla morte.
La tradizione colloca il martirio di San Quadrato alcuni giorni dopo quello dei cristiani della Massa Candida. Le fonti antiche e le tradizioni successive non concordano completamente sul numero esatto dei giorni trascorsi.
La commemorazione liturgica della Chiesa fissa la sua memoria al 21 agosto. La morte del santo viene generalmente collocata durante la persecuzione di Valeriano, probabilmente intorno all'anno 258 o 259.
San Quadrato morì quindi come vescovo e martire, condividendo la sorte della comunità cristiana che aveva guidato.
La memoria di San Quadrato rimase particolarmente viva nella Chiesa dell'Africa romana. Sant'Agostino pronunciò diversi sermoni in occasione della sua festa e lo ricordò come esempio di fedeltà nella persecuzione.
In uno dei suoi discorsi, Agostino collegò simbolicamente il nome di Quadrato alla fermezza del martire, presentandolo come un uomo rimasto saldo nella fede davanti alla prova.
I sermoni agostiniani costituiscono una delle principali testimonianze dell'antico culto tributato al vescovo di Utica.
La venerazione di San Quadrato fu diffusa nell'Africa cristiana. Il suo nome compare nell'antico Calendario Cartaginese, testimonianza dell'importanza che il suo culto ebbe nelle comunità dell'Africa settentrionale.
Nel corso dei secoli, alcune tradizioni hanno confuso San Quadrato di Utica con altri santi e martiri che portavano lo stesso nome. La figura del vescovo africano resta però distinta e legata alla città di Utica e al martirio della sua comunità.
San Quadrato di Utica è venerato come vescovo e martire. La sua figura è ricordata soprattutto per il legame con la comunità cristiana che guidò durante la persecuzione e della quale condivise infine la sorte.
La Chiesa celebra la sua memoria il 21 agosto.