San Pacifico da San Severino Marche

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San Pacifico da San Severino Marche
Nome: San Pacifico da San Severino Marche
Titolo: Sacerdote
Nome di battesimo: Carlo Antonio Divini
Nascita: 1 marzo 1653, San Severino
Morte: 24 settembre 1721, San Severino
Ricorrenza: 24 settembre
Martirologio: edizione 2004
Tipologia: Commemorazione
Beatificazione:
4 agosto 1786, Roma, papa Pio VI
Canonizzazione:
26 maggio 1839, Roma, papa Gregorio XVI


Pacifico da San Severino, al secolo Carlo Antonio Divini, fu un frate minore osservante italiano. Beatificato da Pio V nel 1786, venne proclamato santo da papa Gregorio XVI nel 1839.

Era figlio di Antonio Maria Divini e Mariangela Bruni e nacque nel 1653 a San Severino Marche, in provincia di Macerata. I suoi genitori lo lasciarono orfano poco dopo aver ricevuto la cresima. Aveva solo quattro anni e, per la sopraggiunta difficoltà economica della sua nobile famiglia, fu affidato allo zio materno, arcidiacono della cattedrale. Ebbe quindi, come attestano varie biografie, un'infanzia solitaria e meditativa, piegata all'intransigente figura dello zio, scandita da frequenti visite di raccoglimento alle chiese della città e ai “sacri altarini” che si costruiva in casa.

Su consiglio dei minori osservanti riformati del convento sanseverinate di S. Maria delle Grazie, che ne conoscevano l'assiduità alla messa, alla dottrina cristiana e le pratiche caritative, fu inviato al convento dell'ordine di Forano (in Attigliano, luogo storico del francescanesimo), dove ricevette l'abito francescano a diciassette anni, nel dicembre 1670, e assunse il nome di fra' Pacifico.

Ordinato sacerdote il 4 giugno 1678, fu lettore di filosofia (1680-1683) per i giovani aspiranti al sacerdozio del suo Ordine.

Successivamente per sei anni girò per le Marche, divenendo famoso come confessore e predicatore dalla parola semplice e apostolica, frate esemplare per le sue virtù di obbedienza, zelo, mitezza, osservanza del silenzio e dei digiuni, penitente e schivo nei modi, fervoroso nelle orazioni.

Ma san Pacifico fu dotato dal Signore di altre doti eccezionali: spirito profetico, visioni ed estasi, capacità di compiere in nome di Dio miracoli, tra i quali la previsione del terremoto del 1703 e la vittoria di Carlo VI sui Turchi nel 1717. Poi cominciò ad essere tormentato da malattie che andarono sempre più peggiorando, ma affrontò cristianamente con perfetta letizia e pazienza per 29 anni, dedicandosi alla vita contemplativa.

Nonostante la cecità, la sordità e una piaga inguaribile, fu fatto frate guardiano della sua comunità di Santa Maria delle Grazie a San Severino.

Nel settembre 1705, tornò nel convento di San Severino come semplice frate, in pessime condizioni fisiche che gli impedirono nel tempo di celebrare, di confessare e partecipare alla vita comune.

Morì nella sua piccola cella il 24 settembre 1721 e una grande folla di fedeli accorse per onorare le sue spoglie, custodite nel Santuario a lui intitolato, che si erge accanto a questo convento francescano.

PRATICA. Rendiamo anche noi capaci di sorridere nel sopportare le avversità e di obbedire alla volontà di Dio con serenità e mitezza.

PREGHIERA. O Dio, che arricchisti un umile frate di tante virtù, concedici di imitarne gli esempi di zelo e bontà ad edificazione della Tua santa Chiesa.

MARTIROLOGIO ROMANO. A San Severino nelle Marche, san Pacifico, sacerdote dell'Ordine dei Frati Minori, insigne per la penitenza, l'amore della solitudine e la preghiera davanti al Santissimo Sacramento.

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