Insieme a S. Saba il Goto (12 apr.), S. Niceta è uno dei visigoti cristiani più noti, che subì il martirio nei primi secoli del cristianesimo. Le informazioni provengono da due passio, la più antica che risale al v secolo, da cui S. Simone Metafraste (28 nov.) trae dei dettagli per scrivere un'altra passio, che è meno attendibile. Secondo queste fonti, Niceta nacque sulle rive del Danubio in Dacia (l'attuale Romania); gran parte dei goti che vivevano in questa zona era ancora pagana, ma esistevano due raggruppamenti cristiani, uno ariano e l'altro cattolico.
In età ancora giovane, Niceta diventò cattolico e fu successivamente ordinato sacerdote da un grande missionario chiamato Ulfila, che, tra l'altro, tradusse la Bibbia nella lingua locale. Niceta stava svolgendo il suo ministero sacerdotale nel 369 quando il capo dei visigoti, Atanarico, diede inizio a una persecuzione che durò fino al 372. Irritati dal maltrattamento da parte delle autorità romane di alcuni visigoti, che avevano chiesto asilo per difendersi dagli unni in Moldavia, Atanarico decretò che un carro con l'immagine di una divinità locale attraversasse ogni paese notoriamente o presumibilmente abitato da cristiani.
Tutti i cristiani che avessero rifiutato di adorarla, sarebbero stati condannati a morte (l'esecuzione consueta era arderli dentro le loro case o nelle chiese). Niceta morì in questo modo, probabilmente nella sua chiesa, ma dato che non si conosce esattamente la data della morte, la festa è celebrata il giorno della traslazione delle reliquie a Mopsuestia in Cilicia, dove fu costruita una cappella per custodirle. E venerato come martire in tutte le Chiese greche e siriane, che lo collocano nella categoria dei "grandi martiri".
MARTIROLOGIO ROMANO. Sulle rive del Danubio, san Niceta il Goto, martire, che fu messo al rogo per la sua fede cattolica per ordine del re ariano Atanarico.
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