Negli elenchi primitivi dei vescovi, Lino è indicato come vescovo di Roma, dopo S. Pietro (29 giu.), ma la data e la durata esatta del suo ministero sono incerte. Il Catalogus Liberianus e il Liber Ponti-ficalis affermano che si trattava del periodo dal 56 al 67, ma Eusebio sostiene dal 69 al 81. Si ritiene che questa discrepanza rifletta le differenti interpretazioni dei testi in cui si afferma che Pietro e Paolo nominarono Lino, Anacleto e Clemente come ausiliari o vicari, inoltre non è del tutto chiaro quale sia stato il loro ruolo, giacché in quella fase primitiva l'episcopato di tipo monarchico era anacronistico.
Teoricamente non si sa nient'altro di Lino, sebbene S. Irenco (28 giu.) lo identifichi con un certo Lino citato da S. Paolo (25 gen., c 29 giu.) in 2 Tm 4, 21; inoltre il Liber Pontificalis afferma che era toscano. Una versione tradizionale successiva, colmando le lacune, affermò che proveniva da Volterra, che studiò a Roma, e fu convertito da S. Pietro. Anche se a Lino fu affidato l'incarico di guidare la Chiesa di Roma, nomina che si può dire l'abbia reso primo vescovo della città e perciò primo papa, dal tardo ti secolo all'inizio del III quel privilegio fu tradizionalmente accordato a S. Pietro. Si pensa che Lino abbia guidato la Chiesa per circa dodici anni complessivamente. In Occidente fu venerato come martire, ma non esiste nessuna prova a supporto di questo.
Nel 1969 la sua festa fu rimossa dal calendario universale, tuttavia Lino è ancora citato nel Canone Romano della Messa, dopo i SS. Pietro e Paolo. Esistono prove dell'esistenza di un culto in certi luoghi, in particolare a Volterra.
MARTIROLOGIO ROMANO. A Roma, commemorazione di san Lino, papa, al quale, come scrive sant’Ireneo, i beati Apostoli affidarono la cura episcopale della Chiesa fondata a Roma e che san Paolo Apostolo ricorda come suo compagno.
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