San Lazzaro Devasahayam Pillai

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San Lazzaro Devasahayam Pillai
Nome: San Lazzaro Devasahayam Pillai
Titolo: Martire
Ricorrenza: 14 gennaio
Martirologio: edizione 2004
Tipologia: Commemorazione
Canonizzazione:
25 maggio 2022


Neelakanta Pillai nacque il 23 aprile 1712 in una ricca famiglia induista nel villaggio di Nattalam di Vilavancode, oggi parte dello stato del Tamil Nadu, India. Ricevette un'educazione eccellente, raggiungendo un alto livello culturale. Iniziò la sua carriera come militare e successivamente divenne ministro alla corte del re di Thiruvithancore e assistente di un importante tempio indù. Neelakanta sposò una giovane donna della sua stessa casta, vivendo una vita che sembrava destinata a restare radicata nelle tradizioni induiste.

Nel 1742, Neelakanta Pillai incontrò Eustachius De Lannoy, un capitano olandese preso prigioniero in una battaglia. Questo incontro lo portò a conoscere il missionario gesuita Giovanni Battista Buttari, che divenne suo amico e consigliere spirituale. Questo incontro segnò l'inizio di un profondo periodo di conversione per Neelakanta.

Il 14 maggio 1745, Neelakanta ricevette il battesimo secondo il rito latino, scegliendo volontariamente di seguire la fede cristiana. Dichiarò con convinzione: «Nessuno mi ha costretto a venire, sono venuto dalla mia propria volontà. Conosco il mio cuore: Egli è il mio Dio. Ho deciso di seguirLo e lo farò per tutta la mia vita». Assunse il nome cristiano di "Lazzaro", che in tamil fu reso con "Devasahayam", significando "Aiuto di Dio".

Dopo la sua conversione, Lazzaro Devasahayam iniziò un'intensa opera di evangelizzazione, promuovendo la fede in Cristo Gesù e predicando l'uguaglianza tra i popoli, sfidando le rigide divisioni di casta presenti nella società indiana dell'epoca. Questa missione gli attirò l'odio dei bramini e della casta Nair, che vedevano in lui una minaccia al loro potere e alla loro influenza.

Il 23 febbraio 1749, Lazzaro fu arrestato per ordine del re e iniziò un lungo periodo di persecuzioni. Subì numerose torture e umiliazioni, venendo imprigionato diverse volte. In un'occasione, fu incatenato a un albero ed esposto alle intemperie, trasformando quel luogo in un'oasi di preghiera e comunione con Dio. Nonostante le sofferenze, la sua fede rimase salda e continuò la sua opera di evangelizzazione. Fu esiliato ai confini del regno, nei pressi di Aralvaimoshy, dove la sua fama continuò a crescere, portando a numerose conversioni al cristianesimo.

Il 14 gennaio 1752, Lazzaro Devasahayam fu assassinato da un gruppo di soldati con cinque colpi di fucile, diventando un martire della fede.

La causa di canonizzazione di Lazzaro Devasahayam Pillai fu promossa dalla diocesi di Kottar e dalla Conferenza Episcopale Indiana. La Santa Sede concesse il nihil obstat il 22 dicembre 2003 e il processo diocesano iniziò il 3 luglio 2006, concludendosi il 7 settembre 2008. Gli atti furono inviati alla Congregazione per le Cause dei Santi e il 18 marzo 2010 furono convalidati. Il 28 giugno 2012, Papa Benedetto XVI riconobbe ufficialmente il martirio di Lazzaro, permettendo la sua beatificazione, che ebbe luogo il 2 dicembre dello stesso anno.

Per la canonizzazione, la Chiesa cattolica considerò miracoloso quanto accaduto in India nel 2013. Una donna alla quarta settimana di gravidanza, il cui feto non mostrava segni di vita durante un'ecografia, bevve acqua dal pozzo di Nattalam, luogo natale del beato Lazzaro. Dopo un'ora, sentì il feto muoversi e una nuova ecografia confermò il ripristino dell'attività cardiaca fetale. Il bambino nacque sano, e dopo aver verificato l'inspiegabilità scientifica del caso, la Chiesa dichiarò la guarigione miracolosa.

Il 21 febbraio 2020, Papa Francesco autorizzò la pubblicazione del decreto riguardante il miracolo attribuito all'intercessione del beato Lazzaro. La canonizzazione avvenne in Piazza San Pietro il 15 maggio 2022, celebrata dallo stesso pontefice.

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