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San Gregorio II

San Gregorio II
Nome: San Gregorio II
Titolo: Papa
Nascita: 669, Roma
Morte: 11 febbraio 731, Roma
Ricorrenza: 11 febbraio
Tipologia: Commemorazione




Nato a Roma da un certo Marcello, Gregorio fu ordinato suddiacono da papa S. Sergio I (687-701; 8 set.); rivestì quindi l'incarico di tesoriere e di bibliotecario della Chiesa di Roma sotto i successivi quattro papi (Giovanni VI, Giovanni VII, Sisinnio e Costantino). Applicatosi a uno studio assiduo delle Scritture e dei Padri, divenne esperto teologo: per tale ragione papa Costantino lo scelse per farsi accompagnare a Costantinopoli, dove vi erano da risolvere problemi dottrinali e disciplinari emersi nel concilio Trullano del 692. In queste discussioni Gregorio, allora ancora diacono, si mostrò saggio e risoluto; morto Costantino fu eletto papa, venendo consacrato vescovo il 19 maggio del 715.

Il suo pontificato coincise con i regni del re longobardo Liutprando (712-744) e dell'imperatore d'Oriente Leone III, fondatore della dinastia siriaca (717-741): il suo rapporto con entrambi si sarebbe rivelato decisivo sia per la Chiesa di Roma che per l'ortodossia. Il rapporto con l'imperatore fu teso fin dall'inizio poiché Leone, per assicurare — in teoria — la protezione imperiale contro i longobardi, aveva imposto nuove e onerose tasse ai sudditi di Roma e Ravenna. Come custode del patrimonio della Chiesa e responsabile del contributo italiano più cospicuo, Gregorio in persona si fece guida di una protesta contro queste inique imposte; Leone arrivò persino a ordinarne l'arresto, ma la milizia romana, rimasta leale al papa, lo impedì. Le ostilità divennero più profonde allo scoppio della controversia iconoclasta: il movimento, dopo essere nato in Oriente e qui aver posto radici profonde, si diffuse in Asia Minore, in gran parte per opera di alcuni vescovi e nonostante l'opposizione del patriarca di Costantinopoli, S. Germano (12 mag.); esso ottenne inoltre l'appoggio di Leone III, che compì un passo decisivo rimuovendo la veneratissima icona di Cristo dal portone del palazzo imperiale.

Ciò provocò una rivolta, sedata solo con un grande spargimento di sangue. La protesta scritta di Gregorio a Leone e la corrispondenza tra i due protrattasi due anni non produsse alcun accordo e nel 730 la dottrina iconoclasta fu riconosciuta ufficialmente dall'impero. Gregorio in questa occasione enunciò il principio secondo cui «i dogmi della Chiesa non sono di competenza dell'imperatore ma dei vescovi, e devono essere definiti con esattezza». «Nessun papa» scrive Eamon Duffy «si è mai rivolto a un imperatore in toni tanto arditi come Gregorio II al culmine delle dispute iconoclastiche, e nessun pontefice ha mai mostrato una lucidità così cristallina circa la vera fonte della forza del papato: "L'intero Occidente ha gli occhi fissi su di noi, per quanto indegni noi siamo.

Esso dipende da noi e da S. Pietro, il principe degli apostoli, la cui immagine tu vorresti distruggere ma che i regni dell'Occidente onorano come se fosse Dio stesso in terra [...] Tu non hai alcun diritto di emanare costituzioni dogmatiche, non hai il giusto intelletto per i dogmi; la tua mente è troppo rozza e marziale"».

Il re Liutprando approfittò dei contrasti tra papa e imperatore per tentare di unificare tutta l'Italia sotto il dominio longobardo: nel 728 invase l'esarcato di Ravenna e, proseguendo alla volta di Roma, prese d'assedio la città eterna l'anno successivo. Gregorio, tuttavia, aveva fatto ricostruire gran parte delle mura della città e resistette saldamente tanto che Liutprando — che almeno a parole si dichiarava ormai cattolico — invece di occupare la città, donò a "Pietro e Paolo" il castello di Sutri in riconoscimento dei desideri dei suoi abitanti.

Liutprando inoltre «fu preso da un tale rimorso» che lasciò in offerta l'armatura e le armi sulla tomba di S. Pietro. Con la "donazione di Sutri", primo nucleo dello stato pontificio, si diede di fatto inizio a quel ruolo del papato come potenza temporale che avrebbe giocato una parte così importante nelle vicende della Chiesa occidentale per oltre un millennio.

Gregorio fu anche un grande papa missionario: in questo campo la sua principale opera fu la nomina di S. Bonifacio (5 giu.) come apostolo delle genti germaniche, allo stesso modo in cui il suo predecessore papa S. Gregorio Magno (3 set.) aveva voluto Agostino "apostolo degli angli". Bonifacio, allora noto col nome inglese di Winfrido, era giunto a Roma nel maggio del 719 per chiedere la benedizione del papa per la sua opera missionaria. Gregorio gli offrì ogni aiuto, gli impose il nuovo nome di Bonifacio e in occasione di una seconda udienza lo nominò vescovo responsabile di quella missione. Gregorio non mancò di inviargli molti consigli; da questa cura discende in gran parte il carattere "romano" della Chiesa fondata da Bonifacio in Germania, destinato a fare anche da modello per la futura riforma carolingia della Chiesa franca.

A Roma, oltre che restaurare le mura della città, Gregorio ricostruì e riparò molte chiese e anche il grande monastero vicino a San Paolo fuori le Mura. Fece edificare un ospedale per anziani e, dopo la morte della madre nel 718, ne trasformò la casa nel monastero di Sant' Agata. Assistette anche S. Petronace (6 mag.) nella ricostruzione dell'abbazia di Montecassino devastata dai longobardi, e ripristinando in essa la vita benedettina lo nominò abate. Realizzò una riforma liturgica e istituì una Messa stazionale nei giovedì di Quaresima; convocò sinodi locali per rafforzare la disciplina nella Chiesa e per estirpare la superstizione.

Con la sua esperienza di tesoriere, vigilò attentamente sugli enormi fondi posseduti dalla Chiesa di Roma, assicurandosi che fossero utilizzati per scopi costruttivi e caritatevoli.

Accolse a Roma pellegrini inglesi in numero sempre crescente e il suo pontificato vide l'istituzione di una chiesa, una scuola e un cimitero per loro a Roma. Gregorio aiutò anche S. Notelmo (in seguito arcivescovo di Canterbury; 17 ott.) in quelle ricerche negli archivi pontifici che avrebbero apportato un importante contributo alla Storia Ecclesiastica di Beda; ricevette anche re Ina del Wcssex, che si stabilì a Roma come monaco.

Nel trattare con i potenti Gregorio fu sempre fermo, ma nei rapporti personali sapeva essere delicato. Divenne papa in un momento critico e la sua lungimiranza e intelligenza beneficarono la Chiesa per molti decenni. Morì l'11 febbraio del 731 e fu sepolto nella basilica di San Pietro.

MARTIROLOGIO ROMANO. A Roma presso san Pietro, deposizione di san Gregorio II, papa, che, nei tempi funesti dell’imperatore Leone l’Isaurico, difese la Chiesa e il culto delle sacre immagini e inviò san Bonifacio in Germania a predicare il Vangelo.

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