San Gisleno, chiamato anche Gisileno o Ghislain, nacque in Grecia all'inizio del VII secolo. Secondo la tradizione, ricevette la sua prima formazione ad Atene e, ancora giovane, decise di abbandonare la vita secolare per consacrarsi a Dio. Entrò nella vita monastica seguendo la Regola di San Basilio e fu successivamente ordinato sacerdote.
Dopo aver lasciato la Grecia, Gisleno si recò a Roma, dove, secondo la tradizione, ricevette dal Papa l'incarico di recarsi nelle regioni del nord dell'Europa per annunciare il Vangelo. Partì insieme ai suoi discepoli Lamberto e Bernero e raggiunse il territorio dell'attuale Belgio.
Prima di stabilirsi definitivamente nella regione dell'Hainaut, Gisleno trascorse alcuni periodi in solitudine in diverse zone dell'Aquitania e della Germania. La sua aspirazione era infatti quella di condurre una vita appartata, dedicata alla preghiera, alla penitenza e alla contemplazione.
Infine si stabilì presso un luogo chiamato Ursidong, nella regione dell'Hainaut, dove costruì con le proprie mani una cella e iniziò a vivere da eremita. Intorno a lui si raccolsero progressivamente alcuni discepoli, tra cui Lamberto e Bernero, dando origine a una comunità religiosa.
La fama della santità di Gisleno si diffuse rapidamente nella regione. Il vescovo di Cambrai, Sant'Auberto, venne a conoscenza della sua attività e volle incontrarlo. In seguito alla loro conoscenza, il vescovo riconobbe la bontà della sua opera e divenne uno dei suoi principali sostenitori. Nel luogo dove Gisleno si era stabilito fu costruito un oratorio dedicato ai Santi Apostoli Pietro e Paolo, che sarebbe diventato il centro della futura comunità monastica.
Gisleno esercitò una particolare influenza anche su alcune donne appartenenti alla nobiltà locale, incoraggiandole a consacrarsi a Dio e a intraprendere la vita religiosa. Tra queste vengono ricordate Santa Valtrude, Santa Aldegonda, Santa Aldetrude e Santa Madelberta, figure importanti nella diffusione della vita monastica femminile nell'Hainaut.
La comunità sorta intorno a Gisleno si sviluppò progressivamente e il luogo di Ursidong prese in seguito il nome di Saint-Ghislain, in onore del santo. Attorno alla sua memoria sarebbe poi sorto un importante monastero, destinato a diventare uno dei principali centri religiosi della regione.
I suoi due discepoli, Lamberto e Bernero, condivisero con lui la vita monastica e l'opera di evangelizzazione. Le fonti li ricordano soprattutto come suoi compagni e collaboratori, mentre le informazioni personali sulla loro vita sono molto limitate. Il loro culto rimase strettamente legato a quello del maestro e per questo furono commemorati insieme.
Gisleno morì in età avanzata il 9 ottobre, probabilmente tra il 680 e il 685. Fu sepolto nella chiesa della comunità da lui fondata. La sua tomba divenne presto luogo di venerazione e, secondo la tradizione, furono attribuite alla sua intercessione numerose guarigioni.
Il culto del santo è documentato già nel IX secolo. Il monastero da lui fondato fu tuttavia devastato nell'anno 881 durante le incursioni normanne. La vita monastica venne successivamente ristabilita e il luogo tornò a essere un importante centro di devozione legato alla memoria di Gisleno.
Nel corso dei secoli San Gisleno divenne particolarmente venerato come protettore contro l'epilessia, chiamata nella tradizione popolare anche «male di San Gisleno». Il santo veniva inoltre invocato per le malattie dei bambini e dalle donne durante i parti difficili.
La devozione nei suoi confronti si diffuse in diverse regioni dell'Europa settentrionale e il nome di Saint-Ghislain rimase legato alla sua figura. L'abbazia sorta presso il luogo della sua vita eremitica continuò per secoli a custodire la memoria del monaco greco che aveva scelto di vivere nella solitudine dell'Hainaut.
La memoria liturgica di San Gisleno, Lamberto e Bernero ricorre il 9 ottobre. Il Martirologio Romano ricorda in particolare San Gisleno, che nella regione dell'Hainaut condusse vita monastica in una cella da lui stesso costruita; Lamberto e Bernero sono commemorati insieme a lui come suoi discepoli e compagni nella vita religiosa.