San Flaviano

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San Flaviano
Nome: San Flaviano
Titolo: Patriarca di Costantinopoli
Nascita: Costantinopoli
Morte: 449 circa, Epiro, Lidia
Ricorrenza: 17 febbraio
Martirologio: edizione 2004
Tipologia: Commemorazione
Patrono di:
Giulianova, Basciano


San Flaviano fu prete tesoriere della Chiesa di Costantinopoli, e alla morte del patriarca S. Melezio fu chiamato a succedergli. Correva l'anno 447 quando ricevette la consacrazione, età torbidissima quella per fazioni ed eresie. Onde ne nacque che la sua esaltazione inasprì Dioscoro ed i seguaci di Eutichete. Costoro ebbero a complice Grisafio, ciambellano dell'imperatore Tcodosio il giovine; uomo astuto e perfido, che seppe dominare lo spirito debole del monarca per licenziarsi a diaboliche malversazioni. Dapprima domandò a Flaviano un tributo di sua elezione; e siccome il santo patriarca si attenne alla pratica e mandò alcune eulogie; cioè pani benedetti, in segno di pace, Grisafio rimandò il dono, intimandogli che ben altro ci doveva al Sovrano. Flaviano comprese la trama; ma nemico di tutto ciò che potesse avere anche l'apparenza di simonia, rispose con apostolica fermezza, che le risorse della chiesa erano devolute al culto ed al sostegno dei poveri. Questa risposta irritò il perfido cortigiano al segno che passò ad 'aggravar di calunnie il Santo Patriarca presso l'imperatore e presso il papa, che era papa Leone I. Non bastò; con imperiale decreto fu convocato un conciliabolo ad Efeso, nel quale Flaviano fu deposto anche per avere il santo condannato Eutichio. E come se ciò fosse poco venne condannato alla deportazione. Nell'intimargli l'imperiale decreto l'eresiarca Dioscoro si scagliò addoso al santo vegliardo, lo gettò a terra e brutalmente lo percosse, e nessuno ne prese la difesa. Onde, già mal fermo di salute, carico di anni e grondante sangue fu deportato ' a Epiro, nella Lidia, ove altro più non fece che invocare la misericordia di Dio sulla Chiesa, sul popolo e sugli stessi nemici; e in capo a tre giorni la sua bell'anima volò al suo Creatore. Quel dì stesso giungeva la lettera del Papa per consolarlo; ma troppo tardi! L'iniquità daparte degli uomini era consumata. E che importa se Dioscoro, se Grisafio vennero puniti dappoi dallo stesso imperatore colla degradazione e morte vituperevole? Meglio prevenire, che punire dappoi inutilmente. Le spoglie di San Flaviano vennero deposte nella basilica dei Santi Apostoli in Costantinopoli.

RICORDO. Basta a ciascun giorno il suo affanno: facciali dunque ogni giorno qualche passo nella via del bene.

PREGHIERA. Dio onnipotente, che tutto reggete con ordine, peso e misura, guardate e vedete se in noi vi sia qualcosa di iniquo, e cancellatelo; se di perverso, distruggetelo e raddrizzate i nostri passi, affinchè diritto sia il nostro cammino. Noi lo chiediamo per l'intercessione di San Flaviano e pel Verbo incarnato, di cui egli difese il consolante mistero. Così sia.

MARTIROLOGIO ROMANO. Commemorazione di san Flaviano, vescovo di Costantinopoli, che, per aver difeso ad Efeso la fede cattolica, fu percosso a pugni e calci dai seguaci dell’empio Dióscoro e, condannato all’esilio, finì poco dopo la sua vita.

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