San Cono nacque intorno all'anno 1139 a Diano, l'attuale Teggiano, in provincia di Salerno. I suoi genitori, Mauro e Pelagia, erano persone semplici e profondamente religiose. Secondo la tradizione, la sua nascita fu preceduta da eventi straordinari che furono interpretati come segni della speciale missione che Dio aveva riservato al bambino.
Fin dalla più tenera età mostrò una particolare inclinazione alla preghiera e alla vita spirituale. Ancora adolescente maturò il desiderio di consacrarsi completamente al Signore e, nonostante l'opposizione dei genitori che avrebbero desiderato per lui una vita diversa, entrò nel monastero benedettino di Santa Maria di Cadossa, situato nei pressi della sua città natale.
Nel monastero si distinse per l'obbedienza, l'umiltà e la rigorosa osservanza della Regola di San Benedetto. Amava il silenzio, la meditazione e la penitenza, dedicando lunghe ore alla preghiera e al lavoro. I confratelli rimasero colpiti dalla sua maturità spirituale e dalla serenità con cui affrontava ogni sacrificio.
La tradizione racconta che durante la sua vita monastica si verificarono diversi episodi straordinari attribuiti alla sua santità. In particolare gli venne riconosciuto il dono della profezia e della conoscenza soprannaturale. Numerosi fedeli si rivolgevano a lui per ricevere consigli spirituali e conforto nelle difficoltà.
San Cono trascorse tutta la sua breve esistenza nel monastero, conducendo una vita nascosta agli occhi del mondo ma ricca di virtù. La sua fama di santità si diffuse rapidamente già mentre era in vita grazie alla sua profonda unione con Dio e alla testimonianza di una fede autentica.
Morì il 3 giugno 1236, all'età di circa novantasette anni secondo la tradizione locale. Al momento della sua morte si racconta che le campane del monastero suonarono da sole e che una luce straordinaria illuminò la sua cella, segni che alimentarono ulteriormente la devozione popolare nei suoi confronti.
Dopo la sua morte il suo culto si diffuse rapidamente non solo nel territorio del Vallo di Diano ma anche in molte altre regioni d'Italia e successivamente nelle comunità di emigrati italiani in America Latina, specialmente in Uruguay, Argentina e Venezuela. In questi Paesi San Cono è ancora oggi venerato con grande devozione.
Le sue reliquie sono custodite nella Concattedrale di Santa Maria Maggiore a Teggiano, dove numerosi pellegrini si recano ogni anno per pregare presso la sua tomba. La città lo venera come patrono e gli dedica solenni celebrazioni religiose e popolari.
La memoria liturgica di San Cono ricorre il 3 giugno. La sua figura continua a essere un esempio di vita monastica, fedeltà al Vangelo, umiltà e totale affidamento alla volontà di Dio.