Attribuita al Gesuita Angelo Italia (1628-1700), la chiesa, situata nell'arca dell'Albergheria, venne costruita lentamente tra il 1685 e il 1710, anno in cui veniva aperta al culto. La consacrazione si ebbe il 29 novembre del 1711.
Della vecchia Casa di Terza Probazione cui la chiesa era annessa, la quarta casa costruita dai Gesuiti a Palermo, oggi non rimane che un portale inglobato nel moderno edificio dell'Opera universitaria. Detta casa doveva essere già fondata nel 1633, sotto il titolo di San Francesco Saverio. L'anno successivo veniva benedetta la chiesa antica.
L'edificio attuale si impone per la sua concezione, singolare nel panorama siciliano contemporaneo: un vano centrale ad ottagono irregolare si dilata in quattro vani absidati negli assi e in ulteriori quattro cappelle esagonali lungo le diagonali, chiuse da superfici cilindriche. Si tratta, dunque, di un impianto a croce greca absidata, con quattro cappelle coperte da cupola agli angoli della croce e una grande cupola che copre l'invaso centrale.
La cupola
Le piccole cappelle nelle diagonali presentano in alzato un primo ordine di colonne a sostegno di una trabeazione retta che definisce l'intero perimetro delle stesse; su questa trabeazione un secondo ordine con terminazione ad arco collega le due cappelle principali consecutive, scavando nello spessore del pennacchio sferico sul quale imposta la cupola, determinando una notevole articolazione plastica e luministica, e mettendo in comunicazione, per tutto lo sviluppo verticale, gli ambienti periferici con l'invaso centrale. In sostanza, ciascuna delle cappelle esagonali è definita da sei colonne disposte ai vertici del poligono di base, e di queste, le coppie che delimitano i quattro lati comuni al perimetro dell'ottagono irregolare centrale, costituiscono anche i piedritti della grande cupola.
L'interno
Da segnalare, all'interno, la ricchezza delle decorazioni in marmi mischi della seconda cappella a sinistra, dedicata a Sant'Ignazio, e della seconda a destra, dedicata al titolare S. Francesco Saverio, lavori eseguiti dai Pennino (Baldassare e Giacomo) e da Vincenzo Vitaliano.
L'esterno
All'esterno, le gerarchie degli spazi interni si proiettano verticalmente sul prospetto; pur non tenendo conto della complessa articolazione interna, qui la grande cupola, su alto tamburo circolare ritmato da colonne, segnala la priorità dell'invaso centrale, ribadita dalla modestia delle cupolette dei vani esagonali che lo affiancano.
La facciata, molto estesa al primo ordine, si restringe nel secondo alla sola campata centrale, conclusa in alto da un timpano rettilineo spezzato. La plasticità dell'intera composizione è accentuata dall'impiego di colonne isolate (quattro nell'ordine inferiore, due in quello superiore), e dal portale su colonne tortili che segna l'ingresso. L'attico dell'ordine inferiore è risolto in una balaustrata.
Un solo campanile è stato realizzato all'estremità settentrionale del prospetto, mentre in quella meridionale va registrato il tentativo di regolarizzare lo spigolo tra il prospetto principale e quello laterale, incidenti secondo un angolo acuto.
Gaetano Rubbino
ORARI
Dal lunedì al venerdì ore 9.30 - 12.00 domenica 10.30 - 12.30.
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