Questa festa fu istituita dal Sommo Pontefice Pio XI nel 1931, in occasione del XV Centenario del Concilio di Efeso, con l’Enciclica Lux Veritatis.
Gesù nacque da una Vergine senza concorso di padre terreno, perché tale nascita conveniva al futuro Salvatore degli uomini, il quale, benché avesse in sé la natura umana, ne doveva però ignorare le condizioni. Ciò fu opera della potenza divina: una Vergine divenne Madre rimanendo Vergine.
Questa Vergine è Maria SS., della stirpe regale di Davide: « Ecco che una Vergine concepirà nel suo seno e partorirà un Figlio a cui sarà posto il nome di Emanuele che significa: Dio con noi ».
La fede della Chiesa nel dogma della Divina Maternità di Maria SS. si conservò ininterrotta attraverso tutti i secoli.
Fin dai primi tempi, quando Nestorio osò opporsi a coloro che attribuivano a Maria il titolo di Madre di Dio, il popolo cristiano ne fu profondamente scandalizzato e protestò apertamente contro tale falsa dottrina. Quando poi, tre anni dopo, il Concilio di Efeso condannò l’eresiarca, la folla immensa che attendeva con ansia il solenne riconoscimento della propria fede nella Beatissima Madre di Dio accolse con gioia le decisioni dei Padri conciliari e li accompagnò trionfalmente alle loro dimore.
Noi crediamo fermamente in questo dogma, non solo perché così insegna la Santa Chiesa, che è infallibile, ma anche per la testimonianza della Sacra Scrittura e di tutta la storia.
Il titolo di Madre di Dio è per Maria SS. il fondamento, la ragione e la sorgente di tutte le sue grandezze. « È Madre di Dio – dice Cornelio a Lapide – dunque essa è immensamente più eccelsa di tutti gli Angeli, anche dei Cherubini e dei Serafini; è Madre di Dio, e perciò è la più pura, la più santa; così che, dopo Dio, non si può immaginare purezza maggiore: è Madre di Dio, e perciò possiede in grado molto più elevato tutti i privilegi concessi a qualsiasi altro santo ».
Ma mentre è Madre di Dio, Maria è pure benignissima Madre nostra, perché Gesù ce la donò come Madre quando, inchiodato alla croce, disse a Giovanni e in lui a ciascuno di noi: « Ecco tua Madre ». Maria esercitò realmente gli uffici di Madre, dapprima verso gli Apostoli e poi verso tutta la Chiesa e ciascun fedele.
Chi non sente di amare una Madre così buona e potente? In lei trovano la difesa più sicura le anime innocenti, in lei trovano conforto gli afflitti, in lei riposano le speranze di chi, caduto nel peccato, desidera risorgere e ritornare al Signore: per le sue mani passano tutte le grazie.
PRATICA. Ricordiamoci di dire ogni sera le tre Ave Maria.È uno dei pilastri dell'arte cristiana. Definita ufficialmente nel 431 d.C. con il Concilio di Efeso, questa figura si è evoluta in modelli precisi che hanno influenzato sia l'Oriente bizantino che l'Occidente medievale e rinascimentale.
Ecco le tipologie principali e le opere più significative che le rappresentano:
È forse il modello più diffuso. Maria è rappresentata frontalmente, tiene il Bambino su un braccio e con l'altra mano lo indica, presentandolo al mondo come "la Via".
Rappresenta un momento di profonda intimità: il Bambino accosta la sua guancia a quella della madre, spesso abbracciandola per il collo.
In questa variante, Maria è seduta in trono in posizione rigidamente frontale e tiene il Bambino davanti a sé, quasi come uno scudo o un emblema.
Mostra Maria nell'atto di allattare il Bambino. Sebbene nata in Oriente (Egitto copto), ha avuto una fortuna immensa nell'arte occidentale.
Maria è rappresentata orante (con le braccia alzate) e porta sul petto un medaglione con l'immagine di Cristo fanciullo (Emmanuele), a simboleggiare l'Incarnazione.
| Tipo Iconografico | Significato Principale | Gesto Chiave |
|---|---|---|
| Odigitria | Guida spirituale | La mano indica il Bambino |
| Eleousa | Amore materno | Guancia a guancia |
| Nikopoia | Trionfo e regalità | Seduta in trono, visione frontale |
| Galaktotrophousa | Maternità fisica | Allattamento |
| Platytera | Incarnazione del Verbo | Bambino in un medaglione sul petto |
